L’AQUILA – È scattato il conto alla rovescia per gli incompatibili che dovranno dimettersi o scegliere l’aspettativa per correre alle regionali del 25 maggio prossimo.

Sotto la scure della legge anti-sindaci approvata a fine 2004, infatti, ci sono i primi cittadini dei comuni con più di 5 mila abitanti, i presidenti e i componenti delle giunte provinciali, nonché, tra gli altri, i dirigenti e i dipendenti della Regione.

Tutte figure ineleggibili, a meno che non rimuovano le cause che li rendono tali entro 120 giorni prima dell’apertura delle urne, quindi domani.

Tra chi ha già fatto il grande passo, si contano quattro assessori della Provincia di Chieti, Mauro Petrucci, Daniele D’Amario, Alessio Monaco e Nicola Campitelli, quello di Pescara Antonio Martorella e il sindaco di Silvi (Teramo), Gaetano Vallescura, tutti in orbita centrodestra.

Ma anche gli esecutivi provinciali dell’Aquila, Chieti e Pescara rischiano di essere decapitati.

Nel primo caso, però, il presidente Antonio Del Corvo sembra vicino a un clamoroso ripensamento e potrebbe decidere di non correre per un seggio all’Emiciclo come ha sempre lasciato intendere, scelta che comunicherà nel corso di una conferenza stampa convocata sul filo della dead line prevista per sciogliere la riserva.

Nel secondo, Enrico Di Giuseppantonio (Unione di centro) sta ancora sfogliando la margherita e al momento il borsino parla di un 50 per cento di possibilità che resti.

Nel terzo, Guerino Testa, esponente del Nuovo centrodestra come il collega aquilano, potrebbe dimettersi solo per mostrare i muscoli alla coalizione, impegnato com’è a contendersi la candidatura a sindaco di Pescara con l’uscente Luigi Albore Mascia (Forza Italia). Una trattativa che conoscerà la fase acuta nei 20 giorni di tempo previsti per legge fare dietro front e tornare in sella.

Sempre nell’ambito della Giunta Testa, un altro indicato come papabile concorrente per la Regione è Roberto Ruggieri, uomo di fiducia dell’assessore regionale Carlo Masci, dominus della civica Rialzati Abruzzo, che recentemente ha trasformato la denominazione in “Abruzzo futuro-Chiodi presidente”, sigla con la quale si presenterà agli elettori tra quattro mesi.

Alla Provincia di Teramo, invece, uno degli addii quasi certi è quello dell’assessore Renato Rasicci, in orbita Forza Italia.

Nel novero dei sindaci pronti a lasciare la fascia tricolore per un eventuale scranno in Consiglio regionale, nel centrosinistra si parla di Gabriele Florindi, Città Sant’Angelo (Pescara), e Francesco Mastromauro, Giulianova (Teramo), quest’ultimo già vicino alle dimissioni nel luglio 2013, quando sembrava che le elezioni potessero esserci alla scadenza naturale della legislatura nell’autunno passato, e poi autore di una marcia indietro sorprendente.

Adesso, visto che comunque nel centro della riviera teramana si andrà alle consultazioni amministrative, Mastromauro può mollare la poltrona non condannando l’ente a un lungo commissariamento: i rumors parlano insistentemente di una staffetta Comune-Emiciclo con il consigliere regionale Claudio Ruffini, che ha detto da tempo che non si sarebbe ricandidato.

A togliere le castagne dal fuoco all’ex sindaco di Pineto (Teramo) Luciano Monticelli, invece, ci ha pensato una parte della sua maggioranza di allora che, insieme all’opposizione, lo ha sfiduciato mandandolo a casa alla fine di ottobre dell’anno scorso.

Passando dalla politica ai “colletti bianchi”, l’assessore del Comune dell’Aquila Alfredo Moroni, dirigente della Regione, è pronto a consegnare la lettera con cui si mette in aspettativa per tentare la sorte con il Partito democratico.

Per lui potrebbe prospettarsi una doppia rinuncia, che comprende anche il ruolo nella Giunta di Massimo Cialente, fresco di ritiro delle dimissioni da sindaco: quest’ultimo, infatti, sembra pronto a chiedere agli uomini della sua squadra di governo cittadino interessati ad altri obiettivi a farsi da parte per dare spazio a gente concentrata solo sulle sorti del capoluogo.

Nella sua stessa situazione si trovano Giampaolo Arduini, in forza all’ufficio stampa del Consiglio regionale, che potrebbe trovare posto nella lista del candidato presidente di centrosinistra Luciano D’Alfonso, e Antonio Morgante, capo della segreteria dell’attuale governatore Gianni Chiodi.

Per Morgante, però, testa di serie della civica di diretta emanazione di Chiodi nella circoscrizione dell’Aquila, non si tratta di aspettativa ma di rinuncia al posto, essendo il suo un incarico di natura politica a tempo determinato.