L’AQUILA – “Vinceremo le elezioni e il governo regionale sarà a trazione Lega”.
Ne è convinto l’assessore all’Ambiente e alla Protezione civile del Comune dell’Aquila, Emanuele Imprudente, leghista della prima ora, tra i candidati più accreditati alle regionali del prossimo 10 febbraio, a sostegno del senatore di Fratelli d’Italia Marco Marsilio, romano di origini abruzzesi.
In una lunga intervista ad AbruzzoWeb, Imprudente ripercorre alcune tappe centrali del suo percorso politico, dalla militanza centrista alla coraggiosa svolta di cinque anni fa con Salvini, il vice premier reduce dalla due giorni abruzzese per la campagna elettorale che ha toccato i maggiori centri dell’Abruzzo in un bagno di folla caratterizzato dalle contestazioni di Teramo e L’Aquila.
L’assessore comunale dell’Aquila mostra ottimismo e non si dice intimorito dai candidati presidenti, del centrosinistra l’ex vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura (Csm), Giovanni Legnini, e del Movimento cinque stelle, il consigliere regionale uscente Sara Marcozzi.
“Non temiamo nessuno dei nostri avversari: Legnini, nonostante l’alto profilo istituzionale, è una minestra riscaldata del centrosinistra dell’ex governatore Luciano D’Alfonso e Marcozzi non credo possa giocarsi la partita”, spiega.
Imprudente si presenta come strenuo difensore dell’Abruzzo interno, come emerge dalle voci più importanti del programma elettorale: “Una ‘nuova sanità’, lo sviluppo delle aree interne, accrescendo i posti di lavoro, favorendo il turismo e lo sviluppo del territorio, attraverso le differenze, i nostri veri punti di forza”.
Imprudente difende il candidato alla presidenza Marsilio sul quale il suo stesso partito nei mesi scorsi ha fatto resistenza: “La scelta del tavolo di centrodestra è caduta sul senatore di Fratelli d’Italia Marco Marsilio, frutto di un accordo nazionale e c’è stata questa indicazione – dice -. Si tratta di una persona che l’Abruzzo, al contrario di quanto affermato in questi mesi, lo ha vissuto, è stato sempre presente e anche nell’ultimo anno e mezzo è stato più volte nella nostra città, anche per la vicinanza con il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. È giusto che faccia il suo percorso all’interno dell’Abruzzo, facendosi conoscere il più possibile; io sono straconvinto, le elezioni le vince il centrodestra e le stravince con la Lega che darà un risultato eccezionale. È questa la sensazione e la volontà di cambiamento che si respira”, chiarisce Imprudente ad AbruzzoWeb.
Sui dubbi che sono stati sollevati da più parti all’interno della coalizione sul nome di Marsilio, coordinatore laziale dei meloniani, “accusato” di non essere abruzzese, l’assessore precisa che “Marsilio ha esperienza, capacità, conoscenza, i rapporti legati a quello che è il mondo politico nazionale. In questo momento c’è la necessità di unire l’Abruzzo, e la città capoluogo a Roma e lui può garantire questo tipo di passaggi. Con l’esperienza e con le capacità che ha, credo che possa essere la giusta sintesi. La sua candidatura è stata maturata con una scelta politica nazionale, quindi la accettiamo, ma – sottolinea Imprudente – con la consapevolezza che la Lega sarà la garanzia che quello che diciamo, dovrà essere fatto, che il programma venga mantenuto nel giusto e che il buon governo e la rivoluzione di un buon senso possa essere attuata. Il presidente dovrà essere semplicemente la sintesi di quello che dovrà essere un governo regionale a trazione Lega”.
Teme che l’impasse sulla scelta del candidato presidente possa incidere in qualche misura sul voto degli abruzzesi?
“Credo assolutamente di no. Questi mesi passati sono stati utilizzati più come elemento di ‘scaramucce’ politiche nella scelta e l’indicazione dei candidati presidenti. Sara Marcozzi è consigliere regionale, è già stata candidata cinque anni fa, si ripropone oggi, ma non mi sembra che possa giocarsi la partita per l’elezione alla presidenza della Regione. Giovanni Legnini sicuramente ha una personalità di altissimo profilo istituzionale, con enormi capacità, ma è oggettivamente una minestra riscaldata del centrosinistra, votare Legnini significa votare Luciano D’Alfonso. Se agli abruzzesi e agli aquilani è andato bene il governo del Pd e di D’Alfonso, dovrebbero votare per lui, ma io credo che c’è una volontà forte di cambiamento, che di certo non passa per il Partito democratico e per tutto un sistema che ha governato male la regione e malissimo la nostra città. Penso che la vera possibilità di un cambiamento passi per la Lega, passi sul mettere un simbolo sul partito di Matteo Salvini e credo che possa essere questa l’opportunità vera per poter dare la voce ai territori e alla terra abruzzese”.
Anche alla luce del grande consenso in Abruzzo della Lega, lei è dato tra i favoriti, quali saranno i punti centrali del suo programma elettorale?
“Favorito o non favorito, questo non lo so, so solo che lavoro e lavoriamo, perché in questo momento mi sento l’onere della responsabilità di rappresentare un gruppo di persone che sta lavorando pesantemente per la città e per l’intera provincia ormai da tanti anni. Una responsabilità enorme quella che mi viene caricata, ma che mi voglio assumere. È chiaro che in questi anni si è lavorato proprio per far capire un po’ a tutti che la forza di un territorio passa per l’unione, per la condivisione, per un progetto comune e questo è il modello che noi stiamo cercando di esportare in tutta la regione, cioè condividere un progetto, impegnarsi per quel progetto e fare in modo che ognuno faccia nelle diversità una battaglia comune per gli stessi obiettivi. Questo è l’elemento che secondo me cambia radicalmente quello che è stato l’approccio fino ad oggi della politica delle aree interne, una politica che è stata divisa, che non è mai stata accomunata da un’idea progettuale comune, politica che ha vissuto fasi di subalternanza a diversi potentati del momento. Noi, invece, vogliamo cambiare realmente questo modello e questa è la novità vera: quella di unire i territori, di fare in modo che ci sia un’unica forza vera delle aree interna della provincia dell’Aquila e credo che la Lega rappresenti questo. È chiaro che questo spaventa, perché il vero cambiamento passa per questi equilibri, nei quali oggettivamente deve esserci una riconsiderazione di quelle che sono le aree interne, rispetto all’area costiera, con tutte le diversità che possono esserci, perché è chiaro che l’economia costiera viaggia a un determinato livello, ma le aree interne hanno potenzialità enormi, stratosferiche, che le divisioni gli anni passati hanno fatto sì che non potessero manifestarsi”.
Quindi le aree interne sono una priorità assoluta all’interno del programma elettorale? Quali sono gli altri punti?
“Ma diciamo la verità, le aree interne come concetto sono al centro di tutti i programmi dei candidati della provincia dell’Aquila e lo sono stati negli ultimi vent’anni, il problema è trasformare in atto pratico quello che deve essere poi uno dei buoni principi di un programma elettorale o di una candidatura, qualunque essa possa essere. Io credo che la differenza sarà nel progetto di unione dei territori, la mia candidatura è a garanzia proprio di questo. Unire i territori della provincia dell’Aquila su un unico progetto, poi è chiaro che ci sono alcune tematiche che nelle proprie diversità hanno degli elementi in comune”.
“Il programma della Lega e il mio impegno è fare in modo che in questa regione ci sia una sanità che viaggi allo stesso livello: la qualità del servizio di chi vive nella parte più estrema dell’Abruzzo costiero, come la qualità del servizio dell’Abruzzo montano più irraggiungibile, dalla Valle Roveto fino a Campotosto, o Villetta Barrea, deve essere uguale per tutti. I cittadini devono godere degli stessi diritti, la stessa qualità di vita, è un elemento forte, ma è questo l’elemento su cui dobbiamo oggettivamente lavorare e oggi non è così: abbiamo delle grandi eccellenze della sanità nella nostra terra, ma è chiaro che in questi anni l’azione svolta soprattutto dal governatore D’Alfonso non è stata quella di un equilibrio, ma di uno spostamento della qualità dei servizi verso la zona costiera”.
“Poi, il problema della Sanità è strettamente collegato a quello della precarietà degli operatori sanitari. È proprio questo il senso dell’unione di intenti: i principi sono validi tutti e tutti ci riempiamo di questo, ritrovare un equilibrio per fare in modo che la regione cresca, passa oggettivamente per la crescita delle aree interne e per la qualità dei servizi sanitari e delle prestazioni, passa per ottimi medici e per tutta una serie di operatori che comunque deve essere a disposizione, passa per l’abbattimento delle liste di attesa che sono stratosferiche, lo sono un po’ in tutta la regione, ma la proposta e l’offerta della zona costiera è migliore rispetto a quella dei comuni montani”.
“Credo che su tutta una serie di temi, come per esempio la valorizzazione ambientale e turistica, la nostra terra è accomunata da un elemento fondamentale: le montagne. Parliamo di montagne diverse, ma che però hanno peculiarità comuni e noi dobbiamo avere la forza, e stiamo lavorando su questo, di un progetto di sviluppo turistico, ricreativo e di salvaguardia del territorio comune per quanto riguarda i rischi di varia natura, a partire da quello idrogeologico; dalla forza e la possibilità di poterle mettere insieme e di renderli operativi nel futuro, passa anche dalla grossa capacità di poter costruire un progetto unitario, che abbia come punto di forza le diversità dei vari territori, facendo la sintesi delle varie problematiche che ogni area vive”.
Quello che è emerso in questi ultimi mesi è che la Lega ha fatto da collante della coalizione a livello regionale, ma anche locale per il “caso L’Aquila”, è così? Cosa pensa di quanto accaduto nel capoluogo?
“La Lega in questo momento credo che stia dimostrando una serietà assoluta rispetto alle dinamiche all’interno del Comune. Non entro nelle frizioni, uscite e spaccature legate ad altri partiti, a me non interessano e non interessano alla Lega e ai cittadini aquilani, che invece vogliono un’amministrazione che risolva i problemi. Sono convinto che la differenza passi proprio da questo. Qualcuno sta facendo i giochetti della politica, personalmente e come squadra, stiamo cercando di governare la città e stiamo dimostrando che c’è una differenza di approccio e di esecuzione. Noi crediamo che in questo momento i giochi della politica siano un qualcosa che i cittadini non vogliono più”.




