L’AQUILA – Manca la fotocopia dei documenti dei sette candidati, il tribunale dell’Aquila esclude la lista aquilana di Abruzzo Civico dal voto delle prossime regionali, l’unica a cadere tra le 14 presentate.

Lo apprende AbruzzoWeb al termine dei lavori dell’Ufficio centrale circoscrizionale, che avvengono di domenica perché per legge vanno completati entro 24 ore dalla scadenza per la presentazione delle liste, quindi a mezzogiorno di oggi.  La mancanza dei documenti è stata rilevata anche negli uffici centrali circoscrizionali di Teramo.

“Non siamo stati esclusi, ma non ammessi – spiega ad AbruzzoWeb la candidata Daniela Stati – Era un problema legato alle fotocopie delle carte di identità ma è stato già risolto tutto e domattina avremo l’ok definitivo”.

Si tratta della cosiddetta “lista dei transfughi” che, a sostegno del candidato presidente del centrosinistra, Luciano D’Alfonso, candida esponenti già di centrodestra, come appunto l’ex assessore regionale Stati o il consigliere provinciale ex Udc Andrea Gerosolimo, ma anche alcuni ‘ribelli’ del Partito democratico, come l’ex sindaco di Pizzoli, Gianni Anastasio, che non ha accettato la mancata candidatura nelle file democrat.

In particolare, la copia del documento di identità dovrebbe corredare per ognuno dei candidati l’autocertificazione che attesta l’assenza di cause di ineleggibilità. Ma non è stata presentata per nessuno, e quindi i sette nomi sono stati via via falciati fino a rendere la lista impresentabile perché con 0 candidati.

Nel pomeriggio lo stesso movimento ha precisato che la mancata consegna della copia dei documenti di riconoscimento dei candidati nella documentazione depositata “non comporta l’esclusione della lista, ma la necessità di integrazione dei documenti che, come prevede la legge, sarà effettuata entro domani mattina; in questo modo la situazione sarà regolarizzata”.

Si tratta, secondo il movimento, di un rilievo “di carattere meramente formale”

In teoria il vizio dovrebbe essere facilmente sanabile presentando la documentazione integrativa, anche se i tempi sono ristretti e normati dalla legge regionale 9/2013, dai commi 2, 3 e 4 dell’articolo 13: “I delegati di ciascuna lista possono prendere cognizione, entro la stessa sera, delle contestazioni effettuate”.

Dopodiché, “L’Ufficio centrale circoscrizionale torna a riunirsi il giorno successivo, alle ore 9, per ascoltare eventualmente i delegati delle liste contestate o modificate ed ammettere nuovi documenti o un nuovo contrassegno e deliberare seduta stante”.

In ogni caso, “Le decisioni dell’Ufficio centrale circoscrizionale devono essere comunicate, nella stessa giornata, ai delegati della lista”.

IL CASO D’AMBROSIO

Lavoro frenetico nel centrosinistra abruzzese anche per cercare di risolvere la questione della candidatura di Giorgio D’Ambrosio alle regionali del 25 maggio, inserito all’ultimo minuto e a quanto pare all’insaputa di tutti nella lista provinciale pescarese del Centro Democratico, dopo che il Pd aveva deciso di tenerlo fuori perché al centro delle polemiche, soprattutto in seguito al clamore mediatico della vicenda della megadiscarica dei veleni di Bussi.

Dopo una lunga e movimentata riunione a cui ieri sera hanno partecipato i partiti della coalizione escluso il Cd, oggi si continuano a valutare le diverse possibilità, anche dal punto di vista legale.

Da più parti viene chiesto di rompere l’alleanza con il partito di Tabacci, ma formalmente ciò non è possibile perché le liste sono state già depositate.

Si valuta anche la possibilità di far fare un passo indietro a D’Ambrosio, ma lui non intende rinunciare.

Quattro candidati del Cd, inseriti nella stessa lista di D’Ambrosio, dopo aver inviato un documento al partito nazionale per chiedere chiarimenti, intendono rinunciare alla campagna elettorale, non potendo ritirare formalmente la candidatura.

Durissima la presa di posizione di Sel che, assieme all’Idv, nel chiudere l’accordo col Pd, aveva posto un veto sulla candidatura di D’Ambrosio.

Il coordinatore regionale Tommaso Di Febo parla di operazione “vile e irresponsabile” e sottolinea la necessità di una “presa di posizione netta di tutti i partiti della coalizione e del candidato presidente per estromettere dall’alleanza il Centro Democratico”.

“La vicenda è allarmante e impone scelte durissime e drastiche nei confronti di questi personaggi squallidi che hanno gestito in modo maldestro un’operazione all’insaputa della coalizione, del candidato presidente e di diversi candidati del Centro Democratico. Crediamo che una candidatura come questa, frutto di un vero e proprio atteggiamento vile e opportunistico – afferma Di Febo – sia controproducente e soprattutto dannosa e renda poco credibile la coalizione stessa”.

CANDIDATO DI CENTRO DEMOCRATICO SI RITIRA

“Ho inviato un fax al tribunale di Pescara ed ho comunicato che io non sono più candidato”.

Lo dice Adelchi Sulpizio, uno dei sette candidati nella lista provinciale pescarese del Centro Democratico in vista delle elezioni regionali del 25 maggio, dopo l’inserimento in lista all’ultimo minuto e a quanto pare all’insaputa di tutti di Giorgio D’Ambrosio, candidato nonostante il Pd avesse deciso di tenerlo fuori.

Allo stesso modo, secondo quanto appreso, si starebbero muovendo altri tre candidati. Gli esponenti del Centro Democratico contrari alla presenza in lista di D’Ambrosio stanno valutando non solo politicamente, ma anche giuridicamente le possibili strade da percorrere, considerando che le liste sono già state depositate. Sulpizio aveva già anticipato le sue intenzioni ieri sera.

“Io se c’è D’Ambrosio in lista non mi candido”, aveva sottolineato, spiegando che “fino a stamattina (ieri mattina per chi legge, ndr) sapevamo che in lista c’erano sette persone e determinati nomi, poi, nel primo pomeriggio, abbiamo appreso che hanno candidato un’altra persona, cioè D’Ambrosio”.

Sempre ieri, alcuni componenti della lista pescarese del Centro Democratico hanno inviato un documento al partito nazionale per chiedere chiarimenti sulla vicenda.