TERAMO – “Sulla ricostruzione io so benissimo che ci sono tante cose da fare e siamo sempre in ritardo, e chiunque farà cose sarà sempre in ritardo perché dobbiamo colmare un gap di mesi e mesi in cui non si è fatto nulla. Io credo nel fatto che dobbiamo ridurre la burocrazia. Ci devono essere procedure più snelle prendendoci anche qualche rischio”.
Lo ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 stelle, nel corso di una passeggiata al mercato comunale di Teramo, una delle tappe della sua tre giorni in Abruzzo per sostenere la candidata presidente della Regione Sara Marcozzi, consigliere regionale uscente.
Di Maio ieri ha preso parte al secondo anniversario della tragedia di Rigopiano. Oggi ha molto insistito sul processo di ricostruzione del cratere sismico 2016 e 2017, che coinvolge Teramo e altri 27 comuni abruzzesi.
Comuni che due giorni fa si sono uniti in comitato con i Comuni di Marche, Lazio e Umbria, esasperti dai ritardi per l’apertura dei cantieri.
“So che il sottosegretario Vito Crimi è al lavoro, colui che ha la delega per le aree colpite dal sisma e da eventi e calamità naturali sta lavorano per questo. Il nostro obiettivo è sconfiggere il più grande nemico delle persone che sono nelle aree che devono essere ricostruite, e il più grande nemico è la burocrazia, perché i soldi ci sono ma spesso si bloccano per leggi assurde”.
Per quanto riguarda le elezioni regionali Di Maio mostra ottimismo.
“Credo che in Abruzzo ce la possiamo fare a governare questa regione. La prima cosa assurda che sto vedendo – ha commentato – in questa regione è che chi ha distrutto questa regione sta adesso dicendo come la si possa salvare. E questa è la follia più grande. Abbiamo da una parte Giovanni Legnini, che ha partecipato alle malefatte del Pd dai tempi del Governo Monti votando la Fornero, e dall’altra uno, Marco Marsilio che l’Abruzzo nemmeno lo conosce, non è neanche dell’Abruzzo, ma ha dentro tutti coloro che hanno fatto parte di quel centrodestra regionale che ha contribuito a mettere in ginocchio questa regione”.
Di Maio non crede poi ai sondaggi che hanno dato M5s in terza posizione nella competizione abruzzese.
“Io non credo nei sondaggi. Non ci ho mai creduto quando andavano bene e non ci ho mai creduto quando vanno male. Io credo nei sondaggi delle persone, alle piazze, ai mercati, ma credo soprattutto a un’altra cosa, ai dati che devono migliorare la qualità della vita degli italiani”.
I dati pubblicati oggi a livello nazionale, vedono la Lega volare al quasi al 36 per cento e ripiegare i 5 Stelle al 25,4 per cento.
“Questa è la settimana in cui abbiamo approvato il reddito di cittadinanza, quota 100 – ha spiegato – è il terzo mese in cui è in vigore il decreto ‘Dignità’ che sta migliorando la qualità del lavoro, nel senso che sta migliorando la stabilità dei contratti. Poi quelli stessi sondaggi che non ci hanno preso alle politiche, non ci prenderanno neanche alle Europee, come sempre”.
Ha poi risposto ad una domanda sulle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dall’ad del Teramo Calcio, Nicola Di Matteo sulla camorra per le quali è stato sospeso dal Comitato Etico della Lega Pro. Questi, di origini campane, aveva dichiarato che “la camorra è una scelta di vita, io ho sempre rispettato loro, loro hanno rispettato me”.
“Non solo la mafia e la camorra sono una montagna di merda, ma bisognerebbe evitare di parlare così a cuor leggero di temi che hanno rappresentato sofferenze per popoli e popoli. Il mio popolo è purtroppo ancora sotto gli effetti i politiche criminali che non sempre sono solo delle organizzazioni criminali. La camorra esiste perché è esistita e esiste ancora una classe politica che l’ha avallata, che l’ha favorita. Quindi evitiamo frasi fatte e frasi infelici come quelle che sono state pronunciate sulle organizzazioni criminali, i luoghi comuni del cavolo. E’ logico che non si può dire che la ‘camorra è una scelta di vita’, è una follia”.
infine Di Maio ha parlato del suo cavallo di battaglia, il reddito di cittadinanza.
“E’ una riforma epocale, formiamo i giovani e meno giovani che non hanno lavoro e che non conoscono e che non hanno le competenze per fare nuovi lavori, per reinserirli lavorativamente. Con Quota 100 liberiamo un milione di posti di lavoro. Questi sono tre provvedimenti che ho firmato io come ministro del Lavoro e che sono solo il punto di partenza. I dati ci daranno ragione, ma non sono solo i dati a dover aiutare le persone e a dare delle risposte agli italiani. Deve essere la percezione del miglioramento”.
“Io sono veramente felice di quello che stiamo facendo sul welfare e sul lavoro – ha sottolineato – e mi fa veramente sorridere che sia la sinistra che quella che dovrebbe essere la destra sociale, stanno per promuovere un referendum contro il reddito di cittadinanza. Cioè quelli che non hanno promosso un referendum contro la Fornero, non hanno promosso un referendum contro i vitalizi degli ex parlamentari e le pensioni d’oro, stanno promuovendo un referendum contro una misura che aiuta cinque milioni di italiani in difficoltà e manda in pensione un milione di italiani con quota 100. Cioè quelle forze politiche che dovevano essere vicine ai più deboli, sedicente sinistra e sedicente destra sociale, adesso sono diventati gli amici dello spread, egli amici delle grandi banche, e gli amici dei grandi gruppi economici e potentati economici di questo Paese”.
“Prima si diceva moriremo democristiani, io credo che questa gente morirà radical chic – ha concluso – perché non si ricorda più che cosa significhi avere sofferenze, che cosa significhi non poter dare da mangiare ai propri figli, non riuscire a trovare un lavoro e non essere formati per quel lavoro”.
Nel pomeriggio, verso le 17, il ministro passeggerà anche lungo corso Umberto a Pescara mentre alle 19.30, sarà a Vasto dove, nel teatro Rossetti, il M5S terrà un incontro elettorale incentrato sul programma che Sara Marcozzi spiegherà alla platea degli elettori. Oltre al lavoro, i temi che saranno trattati riguarderanno anche il turismo e l’ambiente.
Nell’ultimo giorno di tour abruzzese, Di Maio, Marcozzi e altri candidati consiglieri pentastellati si recheranno ad Avezzano dove domenica, con inizio alle 10, nella sala del Castello Orsini, la Marcozzi approfondirà ancora di più gli argomenti del suo programma di governo, parlando tra l’altro di sanità e dei rimedi studiati dai 5 Stelle per abbattere le liste d’attesa attraverso aiuti economici governativi.






