CELANO – “Vogliamo essere coloro che senza urlare, senza spot che durano ventiquattr’ore si rimboccano le maniche, affrontano i problemi e danno le risposte giuste che il territorio aspetta”.
Così Antonio Del Corvo, ex presidente della Provincia dell’Aquila e candidato al Consiglio regionale con Forza Italia, incontrando elettori e simpatizzanti oggi pomeriggio al ristorante Pipers’s di Celano (L’Aquila).
Insieme a lui, Fabiana Donadei, assessore comunale di Pratola Peligna che si propone in ticket con Del Corvo per un posto all’Emiciclo, visto che quella del 10 febbraio è la prima tornata elettorale in cui è possibile esprimere la doppia preferenza di genere.
A sostenere i due, il sindaco di Pratola Antonella Di Nino, che fu vice presidente di Del Corvo in Provincia, e Giuseppe Moles, senatore azzurro e coordinatore regionale di Forza Italia in Basilicata, punto di riferimento della corrente liberale degli azzurri che fa capo all’ex ministro Antonio Martino.
“Ho lasciato in piedi una serie di programmazioni che poi non hanno avuto seguito, tornando in Consiglio regionale possono riprendere il cammino”, ha aggiunto Del Corvo.
“Lega straripante? La provincia dell’Aquila è stata l’unica azzurra alle politiche dell’anno scorso, le altre da Pescara fino alla Sicilia erano tutte gialle”, ha ricordato il candidato consigliere regionale. “Anche stavolta dimostreremo che il 10 febbraio la provincia dell’Aquila è azzurra e supereremo la media regionale”.
“Propongo di portare l’esperienza amministrativa in Consiglio regionale”, ha detto la Donadei, “il centro Abruzzo deve recuperare terreno perché oggi la regione va a doppia velocità, anche il fatto che siano state indette le elezioni il 10 febbraio non depone a favore delle aree interne”.
La Di Nino ha fatto osservare come “la nuova amministrazione regionale non deve riempirsi la bocca solo in campagna elettorale di valorizzazione delle aree interne, ma deve effettivamente rendersi presente nelle aree interne”, ricordando come “l’amministrazione di Luciano D’Alfonso istituì un apposito assessorato alle aree interne, non abbiamo visto assolutamente risultati, anzi semmai una grande latitanza”. (m.sig.)
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