L’AQUILA – “Un candidato civico, fuori dai soliti radar. Fuori dalle solite uscite giornalistiche che tirano fuori nomi a caso”. “No, senza se e senza ma, a Italia viva”, l’annuncio di una campagna elettorale da avviare a settembre.

Sono di fatto debordanti, i concetti chiave espressi in un post su facebook, dal segretario regionale del Movimento 5 stelle, Gianluca Castaldi, ex sottosegretario ai rapporti con il Parlamento nel secondo governo di Giuseppe Conte, in merito al percorso di costituzione della coalizione progressista, di centrosinistra e di campo largo che dir si voglia, che trovata la quadra sul programma, deve ora decidere il candidato presidente della Regione, da contrapporre a Marco Marsilio, in cerca del bis a capo della coalizione di centrodestra, alla ricerca di uno storico bis alle elezioni regionali della primavera prossima.

Non è banale per una delle colonne della coalizione, assieme al Partito democratico, in termini di voti, il no ad un candidato politico, a favore di uno civico, e in questo modo di fatto vengono bocciati tutti nomi già emersi nel toto-candidati, stilati va precisato anche da Abruzzoweb, raccogliendo le indiscrezioni all’interno delle stesse forze politiche, la società regionale del trasporto pubblico, Silvio Paolucci, capogruppo in consiglio regionale del Pd, Carlo Costantini di Azione, ex parlamentare consigliere regionale,  Americo Di Benedetto, consigliere regionale di Legnini presidente, lo stesso Castaldi.

Avrebbe invece un connotato più civico, Luciano D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo ed ex presidente della Tua,

E va sottolineato il passaggio in cui viene sbarrata la strada a Italia viva, del segretario regionale Camillo D’Alessandro, che pure sta partecipando al tavolo. Non è chiaro dunque che l’esclusione sia stata decisa dalla coalizione, oppure una condizione posta da Castaldi.

Per il resto Castaldi nulla ancora dice sulla questione del limite del secondo mandato, che impedirebbe a big e amministratori del M5s di potersi candidare alla Regione, per una terza esperienza. Anche per questo motivo il vicepresidente del  Consiglio regionale, il pescarese Domenico Pettinari, campione di preferenze del 2019 con 9.563 voti, è di fatto fuori dal Movimento 5 stelle e si prepara a candidarsi a sindaco di Pescara con una formazione civica, lanciando strali contro le alleanza con “con partiti politici del centrosinistra e del centrodestra, che ho sempre considerato due facce della stessa medaglia”.

Castaldi poi annuncia che già da settembre M5s comincerà “a diffondere programma e intenti su tutto il territorio regionale. Come MoVimento daremo il massimo a partire da una anticipazione delle Autocandidature, come Statuto prevede. I nostri Candidati, che sui territori pagano la “non notorietà” hanno bisogno di tempo per farsi conoscere e per girare in lungo e largo l’Abruzzo”.

IL POST DI CASTALDI

Regionali Abruzzo. La situazione: con molta fatica, vista la comprensibile difficoltà della nostra base, stiamo tessendo una rete Progressista e Civica (che esclude senza se e senza ma Italia Viva) che possa avere la forza di ridare dignità al nostro Abruzzo.

Dignità rispetto ad un Governatore romano totalmente asservito al suo Partito e non alle esigenze degli abruzzesi.

Dignità rispetto a politiche retrogade e ad elargizioni ad elicottero utili solo allo scambio di consenso e deleterie ad uno sviluppo intelligente ed organizzato della nostra Regione. Nei fatti, il Programma è stilato. Il perimetro politico è definito.

Il MoVimento 5 Stelle ha fatto la sua parte, come sempre, quando c’è da mettere temi, serietà ed onestà sul campo.

La condivisione di intenti c’è. L’entusiasmo del Campo Progressista pure.

Ora si deve lavorare sulla figura migliore che possa guidare una consolidata unione di intenti. Per quanto ci riguarda, i nomi nostri, provenienti dal Movimento, sono a disposizione ma, come in qualsiasi alleanza, siamo pronti a fare il nostro passo indietro così come dovrebbe fare ogni forza politica.

Un civico sarebbe l’ideale. Alcune figure ci sono, e si sono rese disponibili. Fuori dai soliti radar. Fuori dalle solite uscite giornalistiche che “tirano fuori” nomi a caso e senza avere un minimo di riscontro da chi, sui tavoli, sta lavorando alacremente e per davvero. A noi tutti trovare la quadra per iniziare, già da settembre, a diffondere Programma e intenti su tutto il territorio regionale. Come MoVimento daremo il massimo a partire da una anticipazione delle Autocandidature, come Statuto prevede.

I nostri Candidati, che sui territori pagano la “non notorietà” hanno bisogno di tempo per farsi conoscere e per girare in lungo e largo l’Abruzzo.

Noi non abbiamo finanziatori e, come sapete, questo è un bene: non siamo ricattabili e saremo liberi di prendere decisioni forti a favore della comunità abruzzese e non delle lobbies che spesso “dirigono” i partiti politici.

L’assenza di fondi possiamo superarla solo grazie ad un lavoro, porta a porta, piazza dopo piazza, sul territorio. Lo faremo, a partire dai primi di settembre.

Insomma, un altro Abruzzo è possibile. Noi ce la stiamo mettendo tutta, con serietà, abnegazione, grande maturità e facendo valere la nostra IDENTITÀ su ogni tavolo di lavoro e di confronto. Coraggio!