L’AQUILA – Abruzzo insieme, ma ancora diviso, alla ricerca, per di più con il fiato sul collo, di un candidato presidente di Regione da contrapporre al centrodestra di Marco Marsilio, governatore uscente di Fratelli d’Italia.
Nel “campo largo” del centrosinistra, mentre si rimescolano sempre di più le carte, la rassicurazione ripetuta a piè sospinto è comunque quella che entro metà settembre si avrà la fumata bianca.
Ma intanto i nodi sono tutti ancora da sciogliere, e a complicare la scelta è ora il ritorno in auge dell’ipotesi dell’ex parlamentare e consigliere regionale di Idv, il pescarese Carlo Costantini ora di Azione, il partito di Carlo Calenda e del segretario regionale, il deputato Cesare Sottanelli.
Questo dopo giorni che sembravano in pole position il teramano Luciano D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo ed ex presidente della Tua, la società regionale del trasporto pubblico, da spendere come figura civica e terza, e l’aquilano Americo Di Benedetto, consigliere di Legnini Presidente. Questo nel caso prevalga la scelta di “campo largo”, di carattere civico, mentre , nel caso di una candidatura politica e partitica, il nome più forte resta quello del capogruppo del Partito democratico, il chietino Silvio Paolucci, ex assessore alla Sanità.
La coalizione in tal modo torna a traballare e si allontana il termine di metà settembre che i rappresentati delle forze in campo si erano dati dopo aver bucato quella di metà agosto.
La riunione del tavolo, che qualcuno aveva annunciato per questa settimana, non si è tenuta, rinviata alla prossima, ma la data non è stata fissata. In compenso i contatti proseguono febbrilmente, e il segretario regionale del Partito democratico, Daniele Marinelli sta incontrando o telefonando ai segretari degli altri partiti e ai rappresentanti delle forze civiche della coalizione Abruzzo Insieme, che ha dentro il suo perimetro oltre ai citati dem e Azione, il Movimento 5 stelle, Demos, Sinistra Italiana, Articolo 1, Psi, , +Europa, Europa Verde, Centro Democratico e Polis 305, quest’ultima la forza civica lanciata dal riconfermato sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto.
Ma per chiudere la partita, occorre anche attendere l’esito dell’importante riunione di sabato del Movimento 5 stelle, convocata dal segretario regionale, Gianluca Castaldi ex parlamentare e sottosegretario. Per di più un altro attore fondamentale della partita, Cesare Sottanelli, è ora in Norvegia, non si sa se per vacanza o per lavoro, in ore decisive i cui sono risalite le quote del suo candidato Costantini.
Abruzzoweb aveva già scritto che l’ipotesi poteva non dispiacere a Castaldi, in cambio della promessa da parte di Pd e Azione di accettare un candidato sindaco scelto da M5s alle prossime comunali di Pescara.
Ed ora però serpeggia il sospetto che il sostenitore più pesante di Costantini potrebbe essere proprio dentro al Pd, ovvero il potente senatore ed ex presidente di Regione, Luciano D’Alfonso. Anche lui intenzionato a candidarsi a sindaco nella sua Pescara, destinata a diventare la Grande Pescara, all’esito dell’unificazione con Montesilvano e Spoltore. Un processo di fusione che ha avuto tra i principali sostenitori proprio Costantini. Anche D’Alfonso chiederebbe in cambio, si dice nel campo largo, il sostegno di Costantini e Azione.
Ma non solo, dietro questa ipotesi, si sospetta, ci sarebbero anche manovre nazionali con buona pace della rassicurazione che le scelte si sarebbero compiute tutte in Abruzzo. Nel 2024 si voterà anche in Basilicata, Piemonte, Sardegna e Umbria. E ci sono anche le elezioni europee. E allora il timore è che l’Abruzzo sia ceduto al partito di Calenda, da parte di Elly Schlein e Giuseppe Conte, in cambio dell’appoggio a candidati del Pd e pentastellati in altre regioni. In questo scenario, l’ex segretario dem e senatore Michele Fina, tesoriere nazionale del partito, fedele alla corrente della segretaria Schlein, non potrebbe che dare il suo assenso.
Del resto Costantini, per quanto abbia ora una collocazione politica, può essere speso anche come figura civica e trasversale, da sempre schierato nel campo del centrosinistra. Altri però obiettano invece che sarà difficile presentarlo in ogni caso come un uomo nuovo, tenuto conto che è stato già candidato presidente della Regione del centrosinistra, sconfitto nel 2009 da Gianni Chiodi di Forza Italia.
Ma al netto di queste valutazioni, c’è chi nel campo largo continua a ritenere come scelta migliore e meno divisiva quella di D’Amico, già pupillo di D’Alfonso, che lo nominò alla Tua sperticandosi di lodi, e ha ora dalla sua figure pesanti del centro-sinistra come l’ex commissario alla ricostruzione 2016 ed ex vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, oltre al consigliere regionale di Abruzzo in comune, Sandro Mariani.
C’è infine l’incognita rappresenta dalla riunione dei pentastellati, che intanto hanno praticamente perso per strada il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, il più votato alle regionali del 2019 con 9.653 voti, e che anche lui si prepara a candidarsi a sindaco della sua Pescara con un proposta civica.
M5s ha avanzato la candidatura a presidente del consigliere regionale Francesco Taglieri, di Lanciano, precisando però che è pronto ad accettare altre soluzioni in nome dell’unità della coalizione e della necessità di mandare a casa al centrodestra di Marsilio. Tocca ora vedere se la base accoglierà con entusiasmo come candidato Costantini, un esponente di Azione, partito centrista e moderato, e per molti aspetti politicamente molto distante dai pentastellati.
Sullo sfondo è emersa anche la questione di genere, visto che finora tutti, ma proprio tutti i papabili in corsa o già usciti di scena, sono di sesso maschile. All’orizzonte, però, visti anche i tempi strettissimi con cui bisogna chiudere la partita, è difficile che spunti la proposta di una candidata presidente della Regione.






