L’AQUILA – “È auspicabile che la partecipazione alla consultazione popolare sia la più ampia possibile e che il voto sia espressione di un’opinione il più possibile informata e consapevole”.

Così il presidente facente funzioni della Corte d’appello dell’Aquila, Fabrizio Riga, parlando della riforma della giustizia e del referendum, nella relazione sull’amministrazione della Giustizia in Abruzzo, presentata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario all’Aquila.

“Non essendo previsto alcun quorum, una scarsa partecipazione finirebbe per delegare a pochi una scelta che interessa tutti, mentre un voto non informato finirebbe inevitabilmente per essere condizionato da moventi e considerazioni che prescindono dai contenuti della riforma” ha continuato Riga.

Nel merito, il magistrato ha sottolineato che “molto è stato già detto in occasione dell’inaugurazione dello scorso anno giudiziario. Personalmente, condivido pienamente le considerazioni espresse in tale occasione dal collega Aldo Manfredi: certamente rassicura, nell’impianto della riforma, la piena conferma dell’autonomia e indipendenza della magistratura, la quale, nel suo insieme, giudicante e requirente, resta un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (in questi termini continua ad esprimersi il riformato art. 104 Cost.). Preoccupa, tuttavia, il rischio che il P.M. perda la cultura della giurisdizione, cessando di essere quella ‘parte imparziale’, come è stato definito con un felice ossimoro, che è giusto che sia, parte in quanto tale è il suo ruolo in un processo di tipo accusatorio, imparziale in quanto espressione di una pubblica funzione e non di interessi privati”.