L’AQUILA – Secondo le prime proiezioni i quattro quesiti referendari, per cui sono stati chiamati alle urne oltre 50 milioni di italiani, hanno ottenuto il quorum della metà più uno degli aventi diritto.

Quando sono giunti i dati di un terzo delle sezioni, si viaggia oltre il 56 per cento degli elettori. Con questi numeri viene superato anche il problema del voto degli italiani all’estero che si pensava potesse compromettere il risultato finale.

LA MATTINATA

Anche oggi, dalle 7 alle 15, gli italiani sono stati chiamati alle urne per esprimersi sui quattro referendum popolari che riguardano la gestione del ciclo idrico integrato, il nucleare e la giustizia.

Il dato nazionale dell’affluenza a mezzogiorno di ieri era superiore al 10 per cento per tutti e quattro i quesiti, mentre alle 19 superava la quota del 30 per cento.

Ultima rilevazione domenicale alle 22 con il 40 per cento di affluenza e il quorum che sembra a un passo, come confermato dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

CHIODI: ”REFERENDUM STRUMENTALIZZATI, NON HO VOTATO”

“Non sono andato a votare perché c’è stata una forte strumentalizzazione da un punto di vista politico di questo referendum”.

Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, a margine della cerimonia di riconsegna della palazzina dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila, ristrutturata dopo i danni del 6 aprile 2009, ha espresso la sua opinione sui quattro referendum per cui gli italiani sono stati chiamati a votare.

“Ritengo che questo referendum – ha spiegato – sia stato frutto di mistificazioni e le questioni siano state trattate con superficialità. Non sono favorevole al nucleare, però nel momento in cui decidiamo di farne a meno dobbiamo accettare la conseguenza inevitabile che tutto ci costerà di più in termini di bollette energetiche e quindi le nostre imprese saranno meno competitive di quelle francesi”.

Sulla gestione privata delle risorse idriche, Chiodi ha detto: “Lo stesso Bersani in un suo libro ha parlato della necessità della gestione concorrenziale tra pubblico e privato per quanto riguarda le risorse idriche. A me non piace avallare questi comportamenti di cambio d’opinione a seconda se si sta all’opposizione o ala maggioranza. Se fossimo in un paese anglosassone questi comportamenti farebbero perdere di credibilità”. (e.m.)

MARONI: ”DALLE NOSTRE PROIEZIONI IL QUORUM SARA’ RAGGIUNTO”

“Io ho solo il dato di ieri sera, non ci saranno altre rilevazioni della partecipazione fino alle 15, quando si chiudono i seggi. Però la proiezione fatta dagli esperti del ministero dell’Interno rispetto al dato di ieri fa pensare che si raggiungerà il quorum per tutti e quattro i referendum, anche senza considerare il voto degli italiani all’estero”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, interpellato al termine di una visita privata al sindaco di Varese, Attilio Fontana.

L’AFFLUENZA DI DOMENICA


AFFLUENZA NAZIONALE DEFINITIVA ALLE 22 AL 40 PER CENTO

L’AQUILA – Alle 19 l’affluenza alle urne per il quesito referendario sull’affidamento dei servizi idrici a società private è al 41,14 per cento.

Per il quesito referendario sulle tariffe dell’acqua l’affluenza è invece al 41,14 per cento.

Quanto al quesito referendario sul nucleare, i dati dell’affluenza si fermano al 41,11 per cento.

Sul legittimo impedimento, infine, l’affluenza degli italiani è al 41,10 per cento.

AFFLUENZA NAZIONALE DEFINITIVA ALLE 19

Alle 19 l’affluenza definitiva alle urne per il quesito referendario sull’affidamento dei servizi idrici a società private è al 30,34 per cento.

Per il quesito referendario sulle tariffe dell’acqua l’affluenza è invece al 30,34 per cento.

Quanto al quesito referendario sul nucleare, i dati dell’affluenza si fermano al 30,32 per cento.

Sul legittimo impedimento, infine, l’affluenza degli italiani è al 30,33 per cento.

I dati sono resi noti dal ministero dell’Interno sulla base di circa 8 mila comuni.

L’AFFLUENZA NAZIONALE ALLE 19

Alle 19 l’affluenza alle urne per il quesito referendario sull’affidamento dei servizi idrici a società private è al 26,64 per cento.

Per il quesito referendario sulle tariffe dell’acqua l’affluenza è invece al 25,89 per cento.

Quanto al quesito referendario sul nucleare, i dati dell’affluenza si fermano al 25,81 per cento.

Sul legittimo impedimento, infine, l’affluenza degli italiani è al 25,50 per cento.

I dati sono resi noti dal ministero dell’Interno sulla base di poco meno di 800 comuni su oltre 8 mila.

A MEZZOGIORNO CHIETI LA PROVINCIA PIU’ VIRTUOSA

In Abruzzo i dati sull’affluenza alle urne per i quattro referendum alle ore 12 hanno evidenziato al primo posto la provincia di Chieti, con 10,81 per cento, e all’ultimo quella dell’Aquila, con 8,89 per cento.

Più alta la percentuale, 12,65 per cento, a Chieti città; 10,4 per cento, invece, nella città capoluogo di regione.

In provincia di Teramo l’affluenza al voto rilevata alla stessa ora è stata del 9,9 per cento; del 10,2 per cento in città.

Del 10,5 per cento quella rilevata in provincia di Pescara; dell’11,49 per cento quella in città.

L’AFFLUENZA NAZIONALE A MEZZOGIORNO

Alle 12 l’affluenza alle urne per il quesito referendario sull’affidamento dei servizi idrici a società private è al 10,43 per cento.

Per il quesito referendario sulle tariffe dell’acqua l’affluenza è invece al 10,26 per cento.

Quanto al quesito referendario sul nucleare, i dati dell’affluenza si fermano al 10,26 per cento.

Sul legittimo impedimento, infine, l’affluenza degli italiani è al 10,19 per cento.

I dati sono resi noti dal ministero dell’Interno sulla base di poco meno di tremila comuni su oltre ottomila.

TUTTO REFERENDUM/IL CONTENUTO DEI QUESITI

Il quesito del referendum numero 1 (scheda di colore rosso) prevede l’abrogazione di norme che attualmente consentono di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a operatori economici privati.

Il quesito del referendum numero 2 (scheda di colore giallo) propone l’abrogazione delle norme che stabiliscono la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, il cui importo prevede attualmente anche la remunerazione del capitale investito dal gestore.

Il quesito del referendum numero 3 (scheda di colore grigio) propone l’abrogazione delle nuove norme, introdotte dal decreto legge 34 del 31 marzo 2011, convertito con modificazioni dalla legge numero 75 del 26 maggio 2011, che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare.

Il quesito del referendum numero 4 propone l’abrogazione delle norme in materia di legittimo impedimento del presidente del Consiglio dei ministri e dei membri dell’esecutivo a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza numero 23 del 2011 della Corte costituzionale.

COME SI VOTA

All’elettore, quindi, saranno consegnate quattro schede di colore diverso. Su ognuno di essa vengono riportati il numero del referendum nonché la rispettiva denominazione e il quesito così come approvato dall’ufficio centrale per il referendum presso la Corte suprema di cassazione.

Ciascun elettore ha diritto di esprimere il voto, con la matita copiativa, tracciando un segno sul riquadro corrispondente alla risposta da lui prescelta: “sì” o “no”.
 
Votando “sì”, il cittadino esprime la volontà di abrogare le norme sottoposte a referendum; votando “no” esprime la volontà di mantenere in vigore le norme sottoposte a referendum.

È possibile ritirare, e quindi votare, anche solamente la scheda per uno o per alcuni dei quesiti referendari.

È molto importante non sovrapporre le schede perché sono realizzate con “carta copiativa” e si corre il rischio che il segno su una scheda si ricalchi su quella sottostante, determinando l’annullamento del voto.

QUORUM

Affinché il referendum sia valido, deve recarsi alle urne il 50 per cento più uno degli aventi diritti al voto. Il Viminale ha fissato tale cifra a 25.209.345 votanti.

Le operazioni di scrutinio avranno inizio lunedì 13 giugno subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti per ciascun referendum.

TESSERE ELETTORALI

Gli elettori residenti in Italia, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire un documento di riconoscimento e la tessera elettorale personale.

Chi avesse smarrito la propria tessera elettorale personale, potrà chiederne un duplicato agli uffici comunali dalle 9 alle 19 nonché nei giorni della votazione per tutta la durata delle operazioni di voto.

LE RAGIONI DEL SI’ E DEL NO

Composite e trasversale le alleanze che si sono formate a sostegno del sì e del no.

Capita, ad esempio, che sul nucleare si incontrino le posizioni del Verde Angelo Bonelli e del deputato del Popolo della libertà Fabio Rampelli, entrambi per il sì (e quindi contrari alla realizzazioni di centrali in Italia).

Mentre sul no ai quesiti sull’acqua (e quindi a favore della privatizzazione del servizio) sono schierati tanto Confindustria quanto il sindaco “rottamatore” del Partito democratico, Matteo Renzi, che ha annunciato la sua contrarietà all’abrogazione della norma che prevede che consente ai gestori di caricare sulle bollette gli investimenti sulle reti.

In realtà la sfida si giocherà sul raggiungimento o meno del quorum. Data per scontata, infatti, la vittoria dei sì a tutti e quattro i referendum, le incertezze sono legate al fatto se andrà a votare almeno la metà più uno degli elettori aventi diritto: una cifra che oggi il ministero dell’Interno ha fissato a 25.209.345 votanti.

LE RAGIONI DEL SI’

Chi voterà sì sostiene che l’acqua è un bene pubblico, la cui gestione non può in alcun modo essere delegata ai privati.

Sul nucleare, i fautori del sì chiamano in causa i disastri di Chernobyl e Fukushima come testimonianza che non ci sono impianti sicuri al cento per cento e sottolineano il problema delle scorie, il cui smaltimento è molto complesso.

Sul legittimo impedimento, invece, si gioca una battaglia più politica: chi vota sì è contro la legge varata dal governo Berlusconi che crea uno “scudo giudiziario” provvisorio che il presidente del Consiglio e i ministri, quando impegnati in attività governative di particolare rilievo, possono utilizzare se chiamati a comparire in udienze penali.

LE RAGIONI DEL NO

Chi vota no ai quesiti sul ciclo idrico integrato fa rilevare che la privatizzazione non riguarda l’acqua come bene in sé ma solo come gestione del servizio, sulla falsa riga di quanto accade per l’energia o per il gas. Inoltre, gli stessi promotori del no, ritengono che la gestione pubblica sia fallimentare in quanto i consigli di amministrazione delle società sono i “paracadute” dei politici e sottolineano lo stato delle reti colabrodo. Infine viene richiamata la normativa europea che indica la strada delle privatizzazioni in tutte le gestioni dei servizi a rilevanza economica.

Sul nucleare, i sostenitori del no sostengono che, eventualmente, l’Italia è già a rischio poiché ha centrali sparse lungo tutti i confini nazionali e rappresenta la necessità politica ed economica dell’indipendenza energetica.

Per il legittimo impedimento vale, in maniera speculare, quanto già detto per gli assertori del sì. Chi vota no ritiene utile la legge che consente ai membri del governo e al premier di avvalersi della norma.

Gli elettori residenti in Italia, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire un documento di riconoscimento e la tessera elettorale personale.

Chi avesse smarrito la propria tessera elettorale personale, potrà chiederne un duplicato agli uffici comunali dalle 9 alle 19 nonché nei giorni della votazione per tutta la durata delle operazioni di voto.

LE CURIOSITA’

Episodi curiosi si aggirano intorno alle elezioni di oggi e domani: si va dal vescovo che fa “outing” sul voto, all’associazione che offre la colazione a chi si presenta con la tessere elettorale vidimata, all’assessore che mette su Facebook il suo numero telefonico per gli elettori che hanno bisogno di essere accompagnati ai seggi.

MONSIGNOR BRUNO FORTE: ”ANDATE A VOTARE”

CHIETI – “Sono perfettamente d’accordo con il presidente Napolitano: si deve andare a votare per i referendum perché la posta in gioco è il bene comune. L’acqua, per esempio, è di tutti e deve essere per tutti”.

A scendere in campo a favore dei sì è l’arcivescovo metropolita di Chieti, Bruno Forte.

“I cittadini hanno il dovere di partecipare e di impegnarsi. – spiega all’Ansa il presule, teologo e componente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione – I quesiti referendari sono di non poco conto, dal nucleare al legittimo impedimento. Ma è soprattutto all’acqua che va il mio pensiero: è un bene di tutti e credo che lo Stato debba difendere lo stato sociale”.

L’arcivescovo di Chieti nega un valore “politico” al raggiungimento del quorum perché per questi temi “comunque ogni politicizzazione è infelice”, ma ritiene che “lo Stato non deve abdicare dal proprio dovere e debba garantire a tutti i cittadini ogni forma di bene pubblico”. Andare a votare è l’esplicito invito di Bruno Forte, che sottolinea come fin qui “l’autorità morale del Capo dello Stato e le parole da lui usate, siano da condividere perfettamente”.

CASEMATTE: ”COLAZIONE A CHI VOTA”; L’ASSESSORE: ”CHIAMATEMI”

L’AQUILA – È febbre da referendum ormai anche all’Aquila. Nel capoluogo, come in altre città d’Italia, sono numerose le iniziative, virtuali e non, intraprese per consentire il raggiungimento del quorum.

La rete, in questi casi,la fa da padrona nel veicolare messaggi che rimbalzano attraverso il social network facebook.

I ragazzi che dal post terremoto hanno attrezzato una casetta di legno all’interno del parco dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio offriranno la colazione a chi si recherà al seggio:

“Per chi domenica 12 prima delle 12 si presenta a casematte con la tessera elettrale timbrata Casematte offre la colazione”.

Si spinge ancora oltre l’assessore al personale del Comune dell’Aquila Pierluigi Pezzopane, che si offre di accompagnare a votare chi dovesse avere eventuali problemi per gli spostamenti, fornendo anche un numero di telefono.

“Sono a disposizione per accompagnare al seggio chi dovesse avere difficoltà a spostarsi autonomamente: chiamatemi al 3347683260”.

DOVE VOTARE ALL’AQUILA

L’AQUILA – Tra i tanti problemi degli aquilani, anche quello di non avere più il “proprio” seggio elettorale.

Le vecchie e storiche sedi, testimoni di decenni di competizioni politiche, con i rappresentanti di lista e i candidati che si aggiravano freneticamente da una parte all’altra, sono tutte inagibili.

Le storiche sezioni della De Amicis, del liceo classico, di via Sassa, delle magistrali a Villa Gioia, solo per fare alcuni esempi, sono state sostituite con i nuovi Musp.

Il Comune ha diffuso l’elenco delle nuove ubicazioni dei seggi dove si può andare a votare domenica e lunedì. (red)

GUARDA L’UBICAZIONE DEI SEGGI