L’AQUILA – In provincia dell’Aquila vince il sì (52,46% contro il 47,54%), nel capoluogo di provincia e della regione Abruzzo sfonda il no con il 52,39% a fronte del 47,61): è questa la fotografia in controtendenza del voto sulla referendum sulla giustizia nel territorio provinciale aquilano che fa discutere visto che all’Aquila, dove si è registrata l’affluenza record in Abruzzo del 67,26%, nella primavera del prossimo anno sono in programma le elezioni amministrative che coincidono con la tornata delle politiche.

Inoltre, L’Aquila è guidata da due mandati il sindaco, Pierluigi Biondi, responsabile nazionale degli enti locali di FdI, che può vantare una amicizia giovanile di destra con il premier, Giorgia Meloni, che non a caso è deputata nel collegio L’Aquila-Teramo, è considerata a Roma la roccaforte visto dalla città colpita del tragico terremoto del 2009, primo capoluogo di regione conquistato da FdI, nel 2017 è partita la grande ascesa dei meloniani che in Abruzzo da due mandati governano anche in Regione con Marco Marsilio.

“Abbiamo vinto – spiega il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, in corsa per la candidatura a sindaco alle elezioni del prossimo anno -. Viva la Costituzione. In questo momento di grande commozione per un referendum e una vittoria storica, mi sento di dire grazie a tutte e a tutti quelli che ci hanno messo il cuore e la faccia come me. A tutti coloro che in questi due mesi si sono spesi fino all’ultimo minuto per spiegare, sempre tra la gente, il rischio che correva L’Italia con uno schifo di riforma che merita di finire nel cestino dove è finita. I problemi che ci sono sulla giustizia si risolvono insieme non con l’arroganza di chi è ubriaco del potere. E si risolvono prioritariamente attraverso investimenti sulla giustizia, come diceva Zagrebelsky”.

Pietrucci, che si è impegnato in prima persona anche con il volantinaggio, a differenza di suoi colleghi di centrosinistra che sono stati “coperti”, “c’è stata una commovente affermazione del No in Abruzzo, in tutti e quattro i capoluoghi di provincia e soprattutto all’Aquila, dove perde il fortino di Biondi, Guido Liris (senatore di FdI ndr), Emanuele Imprudente (vice presidente della Regione, Lega, ndr), sottosegretari vari (Fausta Bergamotto, FdI, e Luigi D’Eramo, Lega, ndr, che si sono esposti portando Antonio Di Pietro e Luca Palamara, anche per un modo di amministrare arrogante e supponente. Da parte nostra sentiamo il peso della responsabilità di essere all’altezza dell’esito di questo voto che manda un messaggio forte e chiaro a tutti”, conclude.