L’AQUILA – Detenzione domiciliare ad Afragola (Napoli) per Gennaro Tuccillo, l’ex “soldato” del clan Moccia coinvolto nella guerra di camorra degli anni Ottanta ancora detenuto nel carcere di Sulmona (L’Aquila) per una nuova pena di 14 anni di carcere, inflitta dopo aver scontato già 30 anni di reclusione (una ventina effettivi) per omicidio, estorsione e altri reati.
Accogliendo l’istanza degli avvocati Dario Vannetiello e Domenico Buonincontro, a disporre la misura alternativa per l’uomo, che attualmente si trova all’ospedale peligno per le gravi condizioni di salute, è stato il magistrato di sorveglianza dell’Aquila Bianca Maria Serafini, che fa notare come Tuccillo abbia “una prognosi infausta a breve-medio termine”, insomma possa anche morire nei prossimi mesi, secondo quanto affermato da una relazione sanitaria della Asl aquilana dello scorso 15 giugno.
Nei giorni scorsi, oltre all’istanza legale, a sollecitare una decisione in tal senso c’era stata un’accorata lettera della figlia, Teresa Tuccillo.
“Le sue condizioni di salute incidono in maniera rilevante sul suo regime di vita, è sicuramente limitato nella propria validità e le sue condizioni di salute possono evolvere anche negativamente e in maniera imprevedibile”, rileva il giudice Serafini disponendo l’applicazione provvisoria della misura alternativa della detenzione in casa.
Ovviamente il giudice fissa anche delle prescrizioni, quella di non allontanarsi mai senza autorizzazione salvo urgenti esigenze sanitarie, il divieto di ricevere persone in casa, di detenere armi o droga in casa, l’obbligo di consegnare passaporto e altri documenti per l’espatrio.
Il trasferimento dovrebbe avvenire in giornata e, secondo quanto si è appreso, avverrà senza scorta da parte delle forze dell’ordine. Ci vorrà comunque un’autoambulanza attrezzata perché l’uomo è costretto costantemente all’ossigenoterapia. (alb.or.)





