L’AQUILA – Un dipinto di notevole valore storico e religioso del 1595, raffigurante la “Nascita della Vergine”, è stato recuperato dai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale L’Aquila al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Genova. L’opera, attribuita al pittore fiorentino Bernardino Monaldi, originariamente custodita nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, nella frazione Picenze del Comune di Barisciano (AQ), era scomparsa da tempo in circostanze rimaste sconosciute. La sua ricomparsa è avvenuta nel novembre 2024, quando il dipinto è stata individuato nel catalogo online di una casa d’aste genovese, pronto per la vendita con una stima tra gli 8.000 e i 12.000 euro.
Il dipinto presenta caratteristiche compatibili con la pittura tardo-cinquecentesca: la scena della nascita di Maria è ambientata in un interno domestico, con la presenza della madre Anna e di alcune figure femminili e di angeli. La composizione, centinata nella parte superiore, è coerente con l’architettura dell’altare della chiesa dove l’opera era originariamente collocata. Sul lato sinistro della tela è visibile la firma abbreviata dell’autore, “Bernard.us Monal.us Flo.us 1595”, identica a quella riportata in una fonte storica ottocentesca che descriveva il dipinto all’interno della chiesa aquilana. Sebbene l’opera presenti alcuni elementi più semplificati, altri dettagli come i volti e la vivacità espressiva di alcuni personaggi riflettono una mano esperta e un certo equilibrio compositivo.
L’indagine ha avuto origine dalla segnalazione di uno studioso e grande conoscitore della storia dell’arte abruzzese che, visionando il catalogo d’asta, ha riconosciuto nel dipinto la stessa opera menzionata in un testo storico del XIX secolo. A seguito della segnalazione, la Soprintendenza competente ha attivato le verifiche, coinvolgendo i Carabinieri del Comando TPC. Gli approfondimenti condotti hanno permesso di individuare e localizzare l’opera, nonché di raccogliere elementi decisivi per accertarne la provenienza.

Fondamentale è stata anche la collaborazione con esponenti della comunità locale che hanno riconosciuto il dipinto visionando la fotografia e ricordandolo chiaramente collocato sull’altare laterale della chiesa, almeno fino alla seconda metà del Novecento.