ROMA – “A chi dei suoi collaboratori continua a chiamare le redazioni per dire che noi siamo alla ricerca di qualche poltrona le comunico che ce ne sono tre, due da ministro e una da sottosegretario, a sua disposizione”. Lo ha detto Matteo Renzi intervenendo in Senato dopo le comunicazioni del presidente Giuseppe Conte sul Consiglio Ue. “Se ha desiderio di ragionare concretamente per il bene del Paese spieghi loro che questo non è il Grande fratello. Questo è il Parlamento e questo il coraggio che Italia viva ha”, ha aggiunto applaudito al termine del suo intervento anche dagli scranni della Lega.
La crisi dell’esecutivo è quasi impossibile anche perché, sulla risoluzione di maggioranza sulla riforma Mes, un’intesa è stata trovata e la fronda M5S in gran parte rientrata. Ma è sul Recovery Plan che la sfida tra Iv e il premier è totale. Renzi non vuole, in nessun modo, la task force tecnica pensata da Palazzo Chigi per la gestione dei progetti. Conte ha abdicato dall’idea di inserire la cabina di regia in manovra ed è pronto a ulteriore modifiche, ma per ora resta silente. E c’è chi, tra quelli che hanno una certa dimestichezza con il premier, arriva a dire che ormai è chiaro come il vero obiettivo di Renzi sia solo uno: Conte stesso. Il redde rationem finale non dovrebbe avere luogo domani. Ma, una volta archiviata la legge di bilancio, il governo navigherà davvero a vista.
“Saluto Renzi che usa le parole dell’opposizione, ha strappato applausi anche da questa parte”, ha commentato la senatrice di FdI Isabella Rauti in Aula annunciando il voto contrario alla riforma del Mes, intervenendo subito dopo il leader di Iv.
“La task force non può sostituire il parlamento: dov’è il sindacato? Ma non è solo un problema di metodo, anche di merito. Come si fa a dare 9 miliardi alla Sanità”, ha detto Renzi intervenendo al Senato. “Io al governo misi 7 miliardi alla Sanità e si parlò di tagli, per me ce ne vogliono il doppio, il triplo. Dico una cifra: 36, quelli del Mes… A luglio avevamo chiesto ‘o il Parlamento fa un dibattito vero sfidando le opposizioni o perdiamo la dignità delle Istituzioni” ha proseguito Matteo Renzi. È “in ballo la credibilità del Paese. Ritengo che un Parlamento non possa essere sostituito da una task force”, ha sottolineato. “Il 22 luglio le abbiamo chiesto venga ad agosto” in Parlamento, ha aggiunto rivolto al premier Giuseppe Conte. “Quello che non va bene è quello che ci arrivi di notte” un documento che dovrà diventare emendamento alla legge di Bilancio, ha aggiunto ed ha osservato: “Colleghi del Pd eravamo insieme quando due anni fa uno di voi firmò un ricorso alla Corte costituzionale” perché non si discuteva la legge di Bilancio. “Se una cosa la fa Salvini è sbagliata ma se la facciamo noi è lo stesso”.






