TERAMO – I carabinieri del Ris hanno risolto il mistero dei capelli ritrovati sul corpo di Melania Rea, la mamma di Somma Vesuviana (Napoli) ritrovata uccisa il 18 aprile scorso nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo) con 35 coltellate. Delitto per il quale da luglio è rinchiuso nel carcere di Teramo il marito, il caporalmaggiore dell’esercito Salvatore Parolisi, finora unico indagato per l’omicidio.

Stando agli esami i capelli, sui quali è stato effettuato il test del Dna, appartengono alla vittima (quelli senza bulbo), strappati durante l’aggressione e la colluttazione che hanno preceduto il delitto; quelli con il bulbo, così come accertato dai test, sono del medico legale, una dottoressa, giunta sul luogo dell’omicidio per un’ispezione del cadavere.

Viene meno, dunque,  uno dei capisaldi della linea difensiva dei legali di Parolisi, secondo i quali sul luogo dell’omicidio era presente un’altra persona; per il procuratore Gabriele Ferretti e  i sostituti procuratori Davide Rosati e Greta Aloisi gli elementi a carico dell’unico indagato sono talmente incontrovertibili che sono pronti a chiedere il giudizio immediato, saltando la fase dell’udienza preliminare.

Le indagini sono chiuse, dunque, e la richiesta di giudizio immediato dovrà arrivare entro  venerdì, dal momento che sabato scadono i termini per questo rito.