TERAMO – Dalla Procura di Teramo arriva un nuovo appello rivolto all’uomo che il 20 aprile scorso ha telefonato al 113 da una cabina di Teramo segnalando la presenza del corpo di Melania Rea nel boschetto delle Casermette di Civitella del Tronto (Teramo).
“Chi ha telefonato ha fatto bene il suo dovere di cittadino – dicono gli inquirenti – e per questo non ha nulla da temere per sé. Avrà tutte le garanzie, resterà anonimo. Può rivolgersi a qualsiasi comando carabinieri, al comandante del reparto operativo di Teramo o, se vuole, agli stessi magistrati. È importante e preziosa la sua collaborazione, ancora una volta, per permetterci di andare avanti con le indagini e cercare la verità”.
La traccia audio della telefonata è stata analizzata anche dai Ris di Roma, il reparto scientifico dei carabinieri ha tracciato il possibile profilo dell’uomo.
Si tratterebbe di un adulto ultracinquantenne la cui marcata inflessione dialettale fa supporre che sia originario dell’hinterland teramano, magari proprio della zona di Civitella del Tronto.
Intanto le indagini sul delitto di Melania restano delegate agli uomini del colonnello Alessandro Patrizio ad Ascoli Piceno che saranno affiancati dai colleghi del comando provinciale di Teramo agli ordini del capitano Nazario Giuliani.
Stamane, in procura a Teramo, si è svolto un nuovo vertice tra i pm titolari dell’inchiesta, Davide Rosati e Greta Aloisi, e la polizia giudiziaria dei carabinieri anche in considerazione della scadenza dei termini entro cui il gip di Teramo dovrà decidere sulla detenzione di Salvatore Parolisi, fissata alla mezzanotte del 6 agosto prossimo.
I legali del caporalmaggiore accusato dell’omicidio della moglie, nel caso in cui il magistrato teramano dovesse decidere per la detenzione in carcere, presenteranno ricorso al Riesame.
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