CHIETI – Altro che le imitazioni di Maurizio Crozza! il senatore di Forza Italia Antonio Razzi, abruzzese di Giuliano Teatino (Chieti) nonché emigrante svizzero di ritorno, vuole dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, che l’originale è molto meglio della parodia, anche nella finzione scenica.
Potrebbe diventare infatti, insieme a Lino Banfi, uno dei protagonista del secondo sequel del celebre film L’allenatore nel pallone, del 1984, diretto dal regista romano Sergio Martino, grande successo di botteghino.
A confermare ad AbruzzoWeb l’esordio sul grande schermo assieme al mitico allenatore Oronzo Canà interpretato da Banfi è lo stesso senatore Razzi.
“È vero, è ancora un’ipotesi, ne dobbiamo parlare, ci dobbiamo incontrare a Roma lunedì, però intanto mi sono detto: nella vita non si finisce mai di imparare, e allora se son rose fioriranno, facciamo pure ‘sto film”.
Anche perché, spiega l’onorevole, l’idea di incontrare sul set Banfi lo alletta non poco. “È un grande attore, mi piace molto il personaggio dello sceneggiato, nonno Libero, e poi i vecchi film… Quante risate! E ridere, ricordatevi, fa bene alla salute”.
È un Razzi di buon umore, senza dubbio, soprattutto per la recente assoluzione del suo presidente Silvio Berlusconi nel secondo grado del processo “Ruby”.
Secondo Razzi i giudici nel primo grado avevano visto… Un altro film. “Una grande giornata, senza dubbio. La condanna del primo grado era solo un bluff – assicura – ne sono stato sempre convinto. Del resto neanche i giudici sono dei santi, e si possono sbagliare. Silvio non sapeva che Ruby era minorenne, se una infatti viene a casa tua a una festa che fai, ti metti alla porta a controllare i passaporti e le carte di identità?”.
Tornando al cinema e al cabaret, Razzi rivela che, grazie alle imitazioni di Crozza, è riuscito a promuovere l’immagine dell’Abruzzo.
“Crozza mi fa le imitazioni perché ho la mia parlata, sono orgoglioso del mio dialetto, e almeno faccio ricordare che c’è l’Abruzzo, che c’è Gabriele D’Annunzio. Le imitazioni iniziano con il balletto della canzone abruzzese Vola vola, e a sai che ti dico? Che se fosse vivo Francesco Paolo Tosti, che la compose, mi dovrebbe offrire un caffè, perché grazie a me, che sono imitato da Crozza, ora quella canzone è conosciuta da tanti giovani”.
E non solo, anche da tanti colleghi al Parlamento. “Gli amici senatori – conclude infatti l’aspirante attore – mi hanno detto una volta ‘Bella quella canzone, ma è calabrese?’. E io gli ho risposto: ‘Paesà, ma sti’ a scherza’, è l’unica cosa bona che tenem e ce la volete pure leva’?”.



