RAIANO – Una giornata per ricordare il maestro e poeta anarchico, Umberto Postiglione, nato a Raiano, in provincia dell’Aquila, e per inaugurare la nuova lapide nel comprensorio della Riserva naturale regionale Gole di San Venanzio.

Accadrà il 19 maggio con appuntamento in piazza Umberto Postiglione alle ore 9, stazione di partenza per una passeggiata lungo il sentiero di “Rava Tagliata”.

“Un percorso semplice  – spiegano gli organizzatori – tra le meraviglie di Colle Mentino, sulle Gole di San Venanzio, culminante nel luogo in cui il popolo di Raiano volle posizionare una lapide in ricordo di Postiglione, del suo insegnamento, dei suoi ideali di emancipazione umana; una lapide che oggi torniamo ad inaugurare in quanto la vecchia è stata rovinata dal tempo.

Umberto Postiglione nato nel 1893 e morto nel 1024 è stato dirigente del movimento operaio e anarchico, giornalista, autore di bozzetti di teatro sociale e d’avanguardia, educatore, maestro elementare, pedagogista e poeta; è stato studioso della filosofia classica tedesca, del pensiero politico di Élisée Reclus e di Pëtr Kropotkin, della filosofia di Ralph Waldo Emerson, della pedagogia di Omar Dengo, della teologia di Rabindranath Tagore, del cristianesimo di Lev Tolstoj.

La sua memoria è sempre stata viva nella Valle Peligna, grazie ai numerosi e ricchi studi sulla sua produzione poetica (portati avanti per oltre mezzo secolo soprattutto da Ottaviano Giannangeli), sulla sua esperienza scolastica (Giovanni Ferretti, Vincenzo Marchesani) e sul suo impegno nelle organizzazioni del lavoro e della solidarietà (Venanzio Vallera, Antonio Gasbarrini, Nevio Pelino, Edoardo Puglielli).

A Raiano, “Lapide di Umberto” è, da quasi un secolo, un nome che indica non solo una lastra di pietra incisa, ma anche il luogo sul monte Mentino in cui Umberto era solito recarsi e sostare. 

Lì, il 28 marzo 1925, in occasione del primo anniversario della morte, fu apposta una prima lapide in ricordo della sua figura e del suo insegnamento, con l’esplicito invito, rivolto a tutti, “ad amare gl’ideali della vita da lui perseguiti per una umanità migliore”.

Quella prima lapide, esposta alle intemperie, è stata più volte sostituita: l’ultima volta fu il 25 aprile 1993, nell’ambito di un programma promosso dall’amministrazione Comunale dell’epoca in occasione del centenario della nascita. Anche quest’ultima lapide ha conosciuto però danni ed oltraggi del tempo, e ora, dopo 26 anni, deve essere sostituita.