CHIETI – “Salvare l’allevamento abruzzese si può, con l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte”.
Lo afferma Simone Ciampoli, direttore Coldiretti Abruzzo, secondo il quale le priorità da seguire per risollevare le sorti del settore zootecnico, fortemente provato dalla crisi economica,sono la trasparenza e la tracciabilità, in modo da garantire al consumatore una giusta informazione e la possibilità di scegliere il prodotto da comprare, mozzarella o latte in bottiglia.
“Se si considera che la produzione di latte regionale – spiega – necessariamente limitata dalle quote latte, ammonta a circa 860 mila quintali annui, rispetto al più che doppio consumo di prodotti caseari, si capisce immediatamente di quale portata economica stiamo parlando”.
“Il consumatore – prosegue – certamente non per sua celta, non sa che almeno tre confezioni su quattro di latte uht da litro non sono prodotte con latte proveniente da allevamenti regionali, e che la stessa sorte tocca alle mozzarelle, antico vanto della tradizione casearia chietina e sulmontina”.
Per il direttore Coldiretti “è una situazione assurda, che purtroppo rispecchia la realtà di numerose regioni italiane in cui mozzarelle e formaggi vengono spacciati per italiani pur essendo prodotti con latte estero”.





