ROMA – Fumata nera anche nella terza votazione per l’elezione del presidente della Repubblica.

Le schede bianche sono state 465, Stefano Rodotà ha incassato 250 preferenze, Romano Prodi 22. Da questo pomeriggio per eleggere il nuovo Capo dello Stato basteranno 504 Grandi elettori. Inizierà alle 15.30 il quarto scrutinio.

Rispetto a ieri, lo scenario è totalmente cambiato: il centrosinistra ha deciso di puntare sull’ex premier Romano Prodi, fatto che ha creato forti malumori nel Popolo della libertà che vede in lui l’avversario storico di Silvio Berlusconi.

Franco Marini, senatore del Partito Democratico e fino a stamane candidato del Pd a Capo dello Stato, ha ufficializzato il suo passo indietro.

“È saltata la strategia di un dialogo con il centrodestra – ha dichiarato – finalizzata all’obiettivo di dare all’Italia un governo, dinanzi alla durissima situazione del Paese. Strategia da me pienamente condivisa, Anche perché ritengo una follia il ritorno immediato alle urne con questa legge elettorale. Ovviamente con il cambio di strategia viene meno anche la mia candidatura”.

Quella di stamattina è stata l’ultima “chiama” con quorum a 672, mentre nel pomeriggio per la quarta il quorum scende a 504. Sarà in quel momento che si potranno aprire scenari inediti per il Quirinale.

Gli altri candidati che si potrebbero scontrare oggi pomeriggio sono Stefano Rodotà e Anna Maria Cancellieri.

A poche ore dall’inizio della quarta votazione, Prodi godrebbe dell’appoggio di tutto il centrosinistra che, comprendendo anche Grandi elettori, socialisti, Svp, centro democratico e altri, potrebbe arrivare a 500 voti (472 parlamentari e 28 rappresentanti delle regioni), cioè vicinissimo al quorum.

Ieri pomeriggio la seconda votazione si è conclusa con un nulla di fatto e nessun candidato, al termine dello spoglio, ha raggiunto il quorum.

Si è trattato di una votazione ‘lampo’. La chiama dei “grandi elettori” è infatti terminata a poco meno di due ore e mezzo dall’inizio. La rapidità è dovuta alla scelta di votare scheda bianca da parte di Pd e Pdl. Le schede bianche sono state 418, Stefano Rodotà ha ottenuto 230 voti, seguito da Sergio Chiamparino che con 90 voti a favore che raddoppia le preferenze rispetto alla prima votazione.

In mattinata la prima votazione, nella quale il candidato ufficiale di Pd, Pdl, Lega e Scelta civica, l’aquilano Franco Marini, non aveva raggiunto il quorum a causa del tiro incrociato di moltissimi franchi tiratori.

Tra coloro che nelle file democrat hanno scelto il nome proposto dai grillini e da Sel, Stefano Rodotà, c’è anche la senatrice del capoluogo Stefania Pezzopane, che ha comunicato la sua decisione tramite Twitter e poi con un comunicato: “è necessario un cambiamento”, ha scritto.

La Pezzopane è stata sarcasticamente attaccata dall’assessore regionale del Pdl Gianfranco Giuliante: “fa i gargarismi con l’aquilanità, appena girato l’angolo ‘brucia’ un aquilano, per giunta del suo partito”.