AVEZZANO – Una “quinta provincia” ovvero di un’entità sovra-territoriale che riunisce tutti i territori delle aree interne abruzzesi, da riconoscere con  con apposita norma dal Consiglio regionale, e che possa portare a politiche mirate e vantaggi fiscali, facendo leva sulla  Zse specifica per le aree interne, l’Aise, Aree Interne economiche speciali.

Questo il succo della lettera aperta del sindaco civico di Avezzano Gianni Di Pangrazio, riconfermato a giugno don il 67% dei consensi.

LA LETTERA 

“Zone fragili considerate non più come “monadi”. Le Aree interne d’Abruzzo siano un soggetto autonomo: abbiano uno Statuto Speciale e una Zes dedicata”.

Il dibattito sul ripopolamento e sulla rivitalizzazione delle Aree Interne, in questi giorni, attraverso proposte bipartisan sta riprendendo vita e corpo anche in Abruzzo.

Da decenni a questa parte, l’obiettivo primario resta sempre lo stesso: andare a migliorare il tessuto economico e sociale delle zone cosiddette fragili.

Da sindaco in primis e poi da cittadino, pur apprezzando molto l’attenzione e il confronto su temi che vanno a riguardare un quarto di tutta la popolazione abruzzese, mi permetto di sollevare qualche perplessità: gli approcci compensativi, integrativi e sussidiari fino ad ora in piedi, purtroppo non si sono mai rivelati del tutto vincenti a lungo termine.

Ciò che manca, da un punto di vista legislativo, è l’introduzione di una metodologia nuova, che non ha nulla a che vedere con le politiche economiche “a spot”.

I borghi e i paesi delle zone interne hanno bisogno di stabilità e costanza per poter costruire una politica efficiente di sviluppo; stabilità che deve tradursi soprattutto in vantaggi fiscali: ciò che manca, ad esempio, è la costituzione di una ZES speciale per le aree interne, l’AISE (Aree Interne economiche speciali).

Perno centrale della “Quinta Provincia”, proposta che sottoporremo all’approvazione del Consiglio regionale, è la definizione di uno “Statuto speciale delle Aree Interne”, che si basa principalmente su un regime differenziato di politiche pubbliche: sarebbe la prima volta per l’Abruzzo.

Le zone che ancora oggi scontano una condizione di oggettivo svantaggio per ragioni geomorfologiche, demografiche, economiche e sociali, vanno individuate nella loro totalità e riconosciute espressamente come tali.

Per le aree interne, si operi con un approccio di sistema, superando la logica degli interventi “una tantum”.

Con tutti i primi cittadini delle Aree Interne d’Abruzzo e con tutti i soggetti istituzionali che vorranno condividere questa nuova impostazione, presenteremo una serie di proposte di leggi regionali; tali proposte svilupperanno le tematiche dei servizi essenziali garantiti, del diritto alla connettività, delle comunità energetiche delle aree interne, della sanità di prossimità, della mobilità, del patto di residenzialità e della fiscalità regionale di vantaggio per le aree interne.

Quello che stiamo disegnando, con la matita della progettualità condivisa, è un nuovo paradigma. Le leggi che si andranno a presentare, utilizzeranno uno strumento previsto dallo Statuto regionale mai utilizzato fino ad ora, ovvero la possibilità per gli Enti locali di presentare proposte di legge autonomamente.

È una strada alternativa che può essere percorsa, in parallelo a quella tradizionale che prevede la presentazione di proposte legislative assieme ai consiglieri regionali che hanno dichiarato la propria disponibilità a supportare quello che, in termini di suggestione, chiamiamo la “Quinta Provincia”.

Anche gli amministratori locali, cioè, possono assurgere al ruolo di legislatori, proponendosi come soggetti programmatori per la tenuta e il benessere dei loro territori. La “Quinta Provincia” nasce per le nostre terre e per i giovani che vorranno continuare ad abitarle, non dovendosi più allontanare da casa per trovare strade di qualità.