L’AQUILA – Nel pomeriggio di lunedì 19, a seguito della chiamata sull’utenza telefonica di soccorso pubblico “113”, da parte di una donna che aveva riferito di essere stata minacciata da un uomo armato di coltello, il quale avrebbe da lei preteso la restituzione di una somma di denaro prestatale precedentemente, una pattuglia della Squadra Volante si portava in via Giovanni Di Vincenzo e raccoglieva le prime indicazioni fornite dalla donna,  la quale descriveva quale autore del gesto un uomo, persona a lei nota, di nazionalità rumena, abitante a poche decine di metri dal luogo dell’aggressione e che già nella giornata di sabato avrebbe messo in atto un gesto analogo, sempre nei suoi confronti.

Gli operatori di polizia si ponevano immediatamente alla ricerca dell’autore del gesto, che veniva individuato poco dopo nei pressi del campo Caritas di Sant’Antonio, più precisamente vicino a una roulotte parcheggiata in piazzale Sant’Antonio, dinanzi al civico 10 e dove veniva identificato per Z. G., Kosovaro di 32 anni.

Dai controlli si accertava che nella roulotte alloggiava anche la convivente, C.L rumena di anni 26 e che entrambi pagavano, per l’affitto della roulotte, 200 euro mensili al proprietario del mezzo, Z.A. di anni 30 noto agli inquirenti poiché tratto in arresto nel mese di ottobre dello scorso anno e denunciato il 28 giugno per danneggiamento e altro.

Si appurava inoltre, che gli stessi avevano ben pensato di collegare in modo fraudolento la roulotte, al contatore Enel dello stabile adiacente, con un cavo elettrico. Si provvedeva, tramite l’intervento dell’Enel, al distacco del contatore, avvisando il titolare dell’utenza che si portava in Questura per denunciare il “furto” di elettricità.

Anche la richiedente sporgeva denuncia per l’accaduto. La roulotte veniva sequestrata e rimossa da un carro attrezzi. Le persone, una volta identificate, venivano condotte in Questura per meglio chiarire i fatti.

Gli occupanti e il proprietario della Roulotte venivano denunciati per il furto dell’energia elettrica, mentre il solo responsabile delle minacce nei confronti della richiedente veniva denunciato anche per il reato di minacce aggravate.

Infine i due uomini indagati sono stati rimpatriati con foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune dell’Aquila per anni tre.