L’AQUILA – Nel primo semestre 2010 il 41,66% delle aziende abruzzesi è stato puntuale nel saldare i propri fornitori. La Regione è sopra la media nazionale (40,8%) ed è la migliore al sud nella classifica della puntualità nei pagamenti. Subito dopo l’Abruzzo, la Basilicata con il 40,93% e la Calabria con il 33,54%. A seguire Campania (33,51%), Molise (35,97%), Puglia (38,52%), Sardegna (34,29%). Chiude male la classifica la Sicilia con solo il 30,67% di imprese puntuali.
A dirlo è lo studio condotto da Cribis d&b, società specializzata nella business information nata dall’acquisizione da parte di Crif (gruppo bolognese leader nei sistemi di informazioni creditizie) della filiale italiana di Dun & Bradstreet, tra le prime società al mondo nella business information.
Dall’analisi emerge che il 41,66% delle aziende dell’Abruzzo ha pagato puntuale, il 44,61% ha saldato le fatture entro un mese, l’8,08% tra 30 e i 60 giorni, il 3,73% tra 60 e 90 giorni, l’1,19% tra 90 e 120 giorni, lo 0,74% oltre 120 giorni. Rispetto al 2009 il 26,88% delle aziende dell’Abruzzo ha peggiorato le proprie abitudini di pagamento, il 52,08% le ha mantenute invariate e il 21,04% li ha migliorati. Tra le province abruzzesi è Teramo la più puntuale al 64° posto nella classifica nazionale calcata su un campione di 107 province, seguita da Chieti (65°), Pescara (67°) e infine L’Aquila (74°).
Nella media del Sud il 34,88% delle aziende paga alla scadenza, il 47,38% ha fino a 30 giorni medi di ritardo, il 10,44% dai 30 ai 60 giorni, il4,78% fino a 90, l’1,62% da 90 a 120 giorni, lo 0,89% oltre 120 giorni. Rispetto al dato medio nazionale, il Sud esibisce il 7,31% di pagatori puntuali in meno, mentre sono il 2,42% in più le aziende meridionali con un ritardo medio inferiore ai 30 giorni e il 3,07% in più quelle con un ritardo di 30-60 giorni. In meridione il settore con la percentuale maggiore di pagamento puntuale sono i Servizi finanziari, mentre nell’Edilizia e nell’Industria non supera il 33,20%. Sono le micro aziende ad esibire una percentuale di pagamento puntuale più elevata (36,03%), mentre tra le grandi è solo il 15,65%.
“Specialmente nei momenti di difficoltà economica aumentano i rischi e le incertezze, per cui diventa fondamentale conoscere meglio le imprese con cui si sta per fare affari, riducendo il rischio di imbattersi in casi di insolvenza. – afferma Marco Preti, amministratore delegato di Cribis d&b – I comportamenti di pagamento sono uno strumento fondamentale per tastare il polso delle aziende. Rispetto alle informazioni pubbliche tradizionali, con il bilancio societario, i comportamenti di pagamento rappresentano infatti una istantanea molto più puntuale, fornendo una rappresentazione dell’azienda non statica, come nel caso del bilancio, ma in costante evoluzione, che consente di fare previsioni a breve e medio termine”.
“Per questo – conclude Preti – ogni azienda dovrebbe sempre avere sotto controllo i comportamenti di pagamento complessivi dei propri clienti, partner e fornitori, al fine di cogliere i cambiamenti e le problematiche prima che si traducano in bilanci non positivi o, peggio, in procedure in corso. Molte criticità potrebbero essere gestite per tempo e in modo preventivo”.






