L’AQUILA – “Noemi è nata dove la Regione Abruzzo sostiene non potesse nascere. Assurdo. Auguri ai suoi genitori e alla bimba simbolo, partorita d’urgenza nel Punto Nascita di Atri (Teramo), ormai chiuso da un paio di mesi e riaperto per l’occasione. Un caso che riporta alla luce la gravità della situazione della chiusura di alcuni Punti Nascita”.
Lo dice la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, che ha presentato un’interrogazione al ministro Beatrice Lorenzin, in merito alla nascita della piccola Noemi nel punto nascita di Atri (Teramo), chiuso da novembre e riaperto d’urgenza ieri pomeriggio per effettuare un parto, che in base alla nuova organizzazione sanitaria doveva avvenire nei punti nascita di Pescara o Teramo.
L’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci (Pd), ha invece sempre difeso a spada tratta la necessità di chiudere i piccoli punti nascita,e ha bollato infatti come una “strumentalizzazione”, quella di chi oggi vede nella nascita di Noemi la prova che il punto nascita non andava chiuso, e che la rete di emergenza alternativa ha molte falle e non è affidabile.
“La situazione paradossale – prosegue però Stefania Pezzopane – è che questa giovane donna di Atri non ha potuto partorire nell’ospedale di Pescara, il cui punto nascita gode di appositi investimenti per accogliere le partorienti dei punti nascita soppressi, ma è stata rimandata a casa ad Atri, dove il punto nascita invece è stato chiuso”.
“Proprio qui, per evitare che succedesse il peggio – incalza la senatrice – ha potuto dare alla luce una figlia, in una situazione di assoluta emergenza, che ha richiesto l’immediato trasferimento di madre e neonata all’ospedale di Pescara. E’ andata bene per fortuna, ma è mai possibile che le donne in questo Paese siano costrette a partorire in queste condizioni? Nel corso del dibattito sul decreto, il ministro Lorenzin ha assicurato di voler rivedere la stabilita chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti, proponendo altri parametri di valutazione”.
“Il Presidente dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso ha scritto a questo proposito al ministro, chiedendo una nuova valutazione: ma la Regione, oltre alla lettera, sta predisponendo documentazione a sostegno? E la ministro della Salute sta considerando la richiesta della regione Abruzzo? Questo sconcertante episodio testimonia quanto sia importante mantenere i punti nascita anche in quei piccoli centri in cui sono necessari a causa della logistica difficile e nei casi in cui gli ospedali più vicini molto affollati”.






