L’AQUILA – Il primo dicembre si avvicina inesorabile, termine ultimo per la consegna delle liste per le elezioni provinciali dell’Aquila del 21 dicembre: mentre nel centrodestra dell’uscente e riconfermato candidato, Angelo Caruso, ha rinviato a dopo le elezioni la grana della vicepresidenza, il centrosinistra appare ancora una volta in difficoltà.

Tutto sembra in alto mare e, secondo quanto emerge da ambienti politici, i vertici e i big sono alla ricerca dei candidati consiglieri, ma  soprattutto di un presidente. E in questo senso, avrebbero incassato già il “no, grazie” da più di un papabile.

Insomma, non si trova un nome forte, da contrapporre all’uscente del centrodestra, in corsa per un terzo mandato, il sindaco di Castel di Sangro, Caruso, di Fratelli d’Italia, vicepresidente dell’Unione province italiane, sostenuto da Fdi, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, che hanno quasi chiuso la lista.

La partita è però oggettivamente data, tranne miracoli, per persa, e a dirlo sono i freddi numeri: a votare sono infatti, per un ente degradato a secondo livello dalla legge Delrio, solo i circa 1.200 tra sindaci e consiglieri comunali, con voto ponderato in base alle dimensioni del Comune. E per L’Aquila, dove la maggioranza è di centrodestra, ciascun voto ne vale 600, nei Comuni intermedi con voti che valgono da 150 a 300, di centrodestra sono Sulmona, Celano, Carsoli, Pratola Peligna e Castel di Sangro, mentre nei piccoli comuni sotto i 3mila abitanti ogni voto vale solo 30, e anche qui più della metà le amministrazioni sono di centrodestra, o civiche di area centrodestra.

Il candidato presidente, altra difficoltà, deve essere necessariamente un sindaco.

Il centrosinistra per avere qualche chance in più, sta dunque lavorando a cercare una convergenza con Gianni Di Pangrazio, sindaco civico di Avezzano, pronto a ricandidarsi a primavera a primo cittadino per un secondo mandato. Avezzano, va sottolineato, è grande centro con voto ponderato 600 per ciascun elettore, al pari dell’Aquila.

Per le provinciali Di Pangrazio, come nella precedente tornata, sta lavorando ad una sua lista autonoma, Provincia Territorio, ma questa volta sarebbe disponibile a convergere su una candidatura del centrosinistra. Del resto, il suo asse politico si sta spostando a sinistra visto che si dovrà misurare, seppure con l’appoggio della Lega e Udc, alle prossime comunali con il centrodestra dell’ex questore Alessio Cesareo, sostenuto da Fdi, Fi e Noi Moderati.

Resta da trovare un candidato a presidente, possibilmente non del Partito democratico, per accontentare le tante anime del centrosinistra e le tante forze civiche dei territori, a cominciare da quelle che potrebbe mettere in campo Di Pangrazio. Finora, però, vista la corsa in salita, più d’uno è stato il ‘no grazie’.

È il caso del giovane Antonio Di Santo, sindaco di Opi, presidente della Comunità del Parco nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise e coordinatore nazionale Federparchi. Un altro tentativo, si dice, è stato fatto sul sindaco di Roccacasale, Enrico Pace, che ha sciolto la riserva in senso negativo, nella stessa giornata che la proposta gli è stata fatta.

Da quanto si apprende ora il pressing si sta dunque concentrando sull’unica possibilità rimasta, il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, circa 4mila preferenze alle elezioni regionali del marzo dello scorso anno con il Pd, che però pare non ne voglia sapere. Ma su di lui sembrano esserci ancora pressioni.

Per quello che riguarda le liste, a cui comunque si sta intanto lavorando, saranno probabilmente a 6 candidati e non a 10.

Per il Partito democratico dovrebbero essere della partita gli uscenti Giacomo Carnicelli, sindaco di Tornimparte, il consigliere comunale d’opposizione di Celano, Calvino Cotturone, per Avs il consigliere comunale dell’Aquila, Lorenzo Rotellini.

Per la lista targata Di Pangrazio, dovrebbe essere ricandidato l’uscente Roberto Giovagnorio, consigliere del Comune di Tagliacozzo, e non si esclude Alessandra Cerone, consigliere comunale di Avezzano, anche lei uscente.