L’AQUILA – Acque agitate nella politica regionale per l’idea dell’istituzione di un’unica provincia, ipotesi che raccoglie un consenso bipartisan ma che non mancherà di suscitare polemiche infuocate quando si arriverà al dunque sulla scelta del capoluogo.

Nei giorni scorsi il consigliere regionale del Popolo della libertà Lorenzo Sospiri aveva lanciato un minaccioso avvertimento al governatore, Gianni Chiodi, uno dei primi a parlare dell’accorpamento: “si può fare, ma Pescara deve essere il capoluogo, su questo non si transige, il presidente lo sa e sa anche che, pure in tempi di crisi, il territorio ha sostenuto lui e il Pdl”.

Posizione ribadita nel corso di un’intervista alla webtv del Consiglio regionale: “L’Aquila ha già tanti problemi con la ricostruzione, non ce la farà a occuparsi delle necessità di cittadini che vengono da Vasto o Martinsicuro, mentre Pescara ha la piattaforma logistica e le prerogative per ospitare la sede della provincia, non riconoscerlo significa volere il male dell’Abruzzo”.

“Se in Consiglio dovesse arrivare una proposta diversa – ha aggiunto Sospiri – sono pronto a presentare 25 mila emendamenti”.

In scia si è messo il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa: “i politici di centrodestra e centrosinistra che caldeggiano il capoluogo all’Aquila evidentemente vivono su Marte e fanno di tutto per danneggiare questa regione”.

Il primo “fuoco amico” nei confronti di Sospiri è arrivato dal consigliere comunale e assessore provinciale dell’Aquila Guido Liris: “dichiarazioni sgradevoli, L’Aquila non si tocca, lo stabilisce la legge”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il gruppo regionale del Partito democratico che, nel corso della riunione della seconda commissione consiliare chiamata a esprimere un parere sul riordino degli enti, ha detto, per bocca di Giovanni D’Amico, Giuseppe Di Pangrazio e Claudio Ruffini hanno affermato che “bisogna razionalizzare la pubblica amministrazione, per noi va bene la provincia unica con L’Aquila capoluogo”.

Identica posizione quella di Berardo Rabbuffo, capogruppo all’Emiciclo di Futuro e libertà, che tra Pescara e L’Aquila opta per quest’ultima: “è un dovere nei confronti della sua storia e della drammatica situazione che sta vivendo attualmente”.

Sembra superata, quindi, la votazione del Consiglio delle autonomie locali (Cal), che a maggioranza relativa aveva dato il via libera alla suddivisione del territorio in due: da un lato L’Aquila e Teramo, dall’altro Chieti e Pescara.

L’ultima parola, d’altra parte, spetta al Consiglio regionale e lo scontro è solo alle prime battute e c’è da scommettere, quando si parlerà della sede dell’ente, salteranno tutti gli schemi partitici eprenderanno il sopravvento l’appartenenza territoriale dei singoli inquilini dell’Emiciclo.

In tutto sono 45: 13 eletti nel Pescarese, 12 nel Chietino, undici nell’Aquilano e, infine, nove nel Teramano, tra cui il presidente Chiodi, cui spetterà il compito difficilissimo di mettere d’accordo le varie anime per non avere ripercussioni nell’ultimo anno di legislatura.

Si rischia, infatti, che si riaccendano fuochi che covano sotto la cenere da oltre 40 anni, da quando ci furono i moti di piazza per contendersi il capoluogo di Regione tra L’Aquila e Pescara. Pierluigi Biondi

SOSPIRI: “PESCARA NON SARÀ CENERENTOLA D’ABRUZZO”

“Pescara non è in scacco perché finché ci sarà anche un solo pedone a difendere la ‘regina’ il capoluogo adriatico non sarà la Cenerentola d’Abruzzo nel piano di riordino delle Province. E il sottoscritto, pur non essendo capogruppo in Regione, né assessore, non permetterà a nessuno di toccare Pescara. Se dovrà essere una Provincia unica, la sede, è evidente, sarà Pescara e su tale posizione non si transige, a costo di presentare 25 mila emendamenti in Consiglio regionale, a riprova, per l’ennesima volta, della bontà della proposta del Pdl di Pescara di costituire la Provincia Appenino-Adriatica unificando Pescara-Chieti-Teramo, assicurando un’equa distribuzione di funzioni e servizi fra i tre territori, senza alcuna penalizzazione e senza alcun campanilismo, ma per l’esclusiva difesa dell’Abruzzo”.

Lo afferma il consigliere regionale del Pdl Lorenzo Sospiri.

“La ricostruzione odierna dei fatti è vera – dice Sospiri – così come è vero che già nei giorni scorsi ho chiaramente detto di non aver gradito l’ipotesi di costituire la Provincia unica, un’ipotesi nata a difesa della Provincia di Teramo che non vuole restare col cerino in mano. E come ho già detto nei giorni scorsi, oggi ribadisco che va bene la Provincia unica, ma la sede sarà Pescara che è la piattaforma logistica dell’Abruzzo. Mi chiedo come potrebbe fare L’Aquila a governare il processo di formazione della nuova Provincia essendo già impegnata in prima linea in una sfida tanto difficile quanto quella della ricostruzione post-terremoto”.

“In secondo luogo vale la pena ricordare come, attraverso il sindaco Luigi Albore Mascia e il presidente della Provincia, Guerino Testa, il Pdl di Pescara aveva proposto la costituzione di un’unica provincia Teramo-L’Aquila-Pescara su cui dislocare i vari servizi in base alla vocazione dei tre territori: ossia servizi turistici-culturali su Chieti; il distretto dello sviluppo industriale su Teramo; il distretto dei servizi e la piattaforma logistica della governance su Pescara”.

“Un’ipotesi che non è stata presa in considerazione, votando la fusione di Pescara-Chieti e Teramo-L’Aquila lasciando ora in difficoltà Teramo. Ora non comprendo come si pensi di destinare al ruolo di Cenerentola d’Abruzzo Pescara che conta ben undici consiglieri regionali e forse il presidente Chiodi dovrebbe ricordare che basta un solo ‘pedone’ per bloccare in Consiglio regionale una proposta impossibile da condividere, una proposta, la Provincia unica o, in alternativa, le tre Province e Pescara città metropolitana, che non passerà mai”.

“E questo non per campanilismo pro-Pescara, ma per un campanilismo pro-Abruzzo”, ha concluso Sospiri.