PESCARA – Consulenze in Provincia a Pescara nel mirino della Corte dei Conti. L’ex dirigente Tommaso Di Rino, oggi in Regione, e l’ex segretario generale Fabrizio Bernardini citati per 100 mila euro.
La magistratura contabile chiede il risarcimento per aver nominato sette esperti esterni per il progetto Multiasse ignorando le professionalità interne di cui l’Ente pubblico disponeva.
Dopo la denuncia di tre impiegati la Guardia di Finanza e la Corte dei Conti hanno passato al setaccio i documenti.
Di Rino, ex dirigente del Dipartimento persona e impresa della Provincia ed attuale direttore del Dipartimento lavoro in Regione Abruzzo, e Bernardini, ex segretario generale, direttore generale e dirigente del personale della Provincia, secondo il vice procuratore regionale presso la Corte dei Conti Roberto Leoni avrebbero dovuto valutare mediante una ricognizione reale e non solo formale le risorse umane disponibili prima di affidare incarichi a professionisti esterni.
Così facendo, sempre secondo l’accusa, i due dirigenti, hanno speso fondi comunitari che, invece, potevano essere risparmiati.
“Attuo progetti a valere su fondi comunitari da oltre 15 anni, la mia opera ha puntualmente ricevuto l’approvazione di innumerevoli e specifici controlli di ispettori della Commissione europea – si difende Di Rino a Rete8 – Confido di riuscire a dimostrare l’assoluta infondatezza delle tesi della procura contabile”.
“Nel caso specifico, mi trovo con mia grande sorpresa destinatario, sia pure non esclusivo, di un atto di citazione davanti a giudice contabile con udienza fissata per la metà di giugno, in relazione a contratti di consulenza altamente specialistica da me sottoscritti quale dirigente del Dipartimento Persona e Impresa della Provincia di Pescara nel 2009 per consentire da parte dell’Ente la corretta e tempestiva esecuzione delle attività legate al Piano operativo del Fondo sociale europeo 2007/2013”, spiega.
“Come ho avuto modo di argomentare con ampiezza anche documentale nella memoria già depositata, contrariamente a quanto affermato dalla procura, ho proceduto alla conclusione di quei contratti a seguito di un formale interpello interno volto a verificare la sussistenza di adeguate professionalità per lo svolgimento di compiti connotati da caratteri di straordinarietà rispetto alle attività istituzionali ed ordinarie della Provincia, nonché da tempi di realizzazione ristrettissimi, con il rischio di ricadute pesanti sull’erario in caso di mancata puntualità realizzativa”.
“Ma ciò che è decisivo è che lo stesso Consiglio provinciale con delibera n. 151 del 29/12/2009 aveva concordato sulla necessità di reperire all’esterno esattamente quelle figure professionali. Agivo dunque sulla base di un preciso mandato politico e di uno stanziamento puntuale di risorse di provenienza comunitaria finalizzate alla migliore attuazione del programma”.
“Inoltre, gli esperti sono stati scelti a seguito di una procedura selettiva pubblica basata su titoli e colloquio e, ciò che più rileva, la Provincia ha positivamente portato a termine il suo compito, con il completo raggiungimento dei risultati avuti di mira”.
“La circostanza che lo stesso Consiglio provinciale aveva stanziato apposte risorse di provenienza comunitarie per questi ultime finalità e che constatava proprie carenze di organico per le stesse attività istituzionali ed ordinarie dimostra in modo lapalissiano la parzialità della ricostruzione della procura. ‘I nostri soldi’ sono pertanto stati utilizzati correttamente e con l’ottenimento di risultati positivi per il territorio, come auspico di potere dimostrare in un contraddittorio corretto nelle opportune sedi”, conclude Di Rino.






