L’AQUILA – “Ancora non ho accettato le dimissioni di Roberto Tinari da assessore provinciale: ci parlerò oggi perché se esce lui dalla Giunta dopo Guido Liris non avranno più alcuna rappresentanza e la politica da fuori non si fa”.
Così il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, annuncia ad AbruzzoWeb la volontà di cercare di evitare di perdere un nuovo pezzo della sua squadra di governo, dopo che una faida interna a Forza Italia lo ha praticamente costretto a defenestrare Liris, che peraltro si è dimesso assieme al solidale Tinari più o meno in contemporanea alla sua cacciata.
Al posto di Liris è stata nominata Ersilia Lancia, mentre la posizione di Tinari, si apprende ora, resta in bilico e oggi sarà chiarita definitivamente.
“Prima di accettare le dimissioni, vorrei capire perché hanno deciso di estraniarsi del tutto – spiega Del Corvo – Quella di Tinari all’Urbanistica è una delega importante, così come quella alla Ricostruzione (che aveva Liris, ndr). Tra l’altro a breve faremo una conferenza stampa per illustrare i risultati di una interessante raccolta di dati sui piani di ricostruzione”.
Il toto-assessori, comunque, per Del Corvo assume un’importanza vicina allo zero dopo l’approvazione alla Camera (ma sarà battaglia in Senato) del disegno di legge “Interventi su province, città metropolitane e unioni di comuni” che elimina le Giunte, annulla l’elezione diretta del presidente della Provincia, riduce i consiglieri a massimo16 e crea una nuova assemblea dei sindaci.
“Praticamente le Province non ci sono più – sospira Del Corvo – però che sia per 1 o 6 mesi il mandato da assessore è sempre importante”.
Se Tinari proseguirà la sua linea oltranzista in appoggio a Liris, con il quale condivide il gruppo consiliare forzista al Comune dell’Aquila? “In quel caso per il momento la delega la terrò io – annuncia Del Corvo – Intanto facciamo passare le Feste e ci schiariamo le idee poi si vedrà”.
Da esterno alle beghe dei berluscones, visto che è passato con il Nuovo centrodestra, il presidente non nasconde critiche alla gestione della vicenda-rimpasto, partita da una lettera di 5 consiglieri provinciali vicini al deputato Fabrizio Di Stefano che non si sentivano rappresentati dal duo di assessori Liris-Tinari, che fanno parte del gruppo legato al presidente della Regione Gianni Chiodi, che con Di Stefano si sfida per la leadership regionale.
Dopo aver perso una battaglia che ha evidenti implicazioni sulle prossime elezioni regionali, favorendo gli uscenti Gianfranco Giuliante e Luca Ricciuti verso la ricandidatura, Liris e i suoi (oltre a Tinari, anche l’ex assessore Mauro Fattore e il consigliere della fronda forzista Paolo Federico) hanno posto un ultimatum a Chiodi: facce nuove, insomma Liris candidato, oppure le strade si divideranno.
“Politica di bassa lega… Hanno sbagliato entrambe le fazioni a gestire questa vicenda”, sospira in conclusione Del Corvo.





