L’AQUILA – “Mi ricandido a presidente della Provincia dell’Aquila? Devo necessariamente rispondere di sì, anche se dovrà esserci necessariamente un percorso condiviso dalle municipalità più importanti. Parto dai risultati ottenuti in questi quattro anni, a favore di tutti i territori”.
Il sindaco di Castel di Sangro, attuale presidente della Provincia dell’Aquila, l’avvocato 55enne Angelo Caruso, vicino a Fratelli d’Italia, rompe gli indugi e ad una intervista ad Abruzzoweb, annuncia la sua discesa in campo alle elezioni provinciali previste tra metà novembre e metà dicembre prossimo.
Una mossa destinata a creare attriti nel centrodestra, e dentro Fratelli d’Italia in particolare, che considerano la vittoria in tasta, visto che alle elezioni per la presidenza della Provincia, ente degradato a secondo livello dalla legge Delrio del 2015, con deleghe limitate ad edilizia scolastica e viabilità, a votare sono i sindaci e i consiglieri con voto ponderato, e sono di centrodestra i maggiori comuni, con i “pacchetti” di preferenze più consistenti.
Ad ambire alla presidenza c’è infatti anche Paolo Federico, 58enne sindaco di Navelli, commissario della Comunità montana Montagna di L’Aquila ed ex amministratore unico dell’Aquilana società multiservizi (Asm), esponente di Fratelli d’Italia anche lui, come il suo potente mentore, l’assessore regionale a Bilancio e Personale, l’aquilano Guido Liris.
Candidatura rivendicata innanzitutto in base alla legge non scritta dell’alternanza territoriale tra area aquilana, marsicana e peligna-sangrina: negli ultimi anni ha ricoperto infatti la carica di presidente della Provincia, dal 2010 al 2015, il marsicano di Celano Antonio Del Corvo, per Forza Italia, poi dal 2015 al 2017 il sindaco di Pratola Peligna, Antonio De Crescentiis, esponente del centrosinistra, infine Caruso dal 2017 ad oggi. Dovrebbe dunque toccare ora al territorio aquilano, che ha espresso come presidente, l’ultima volta, la dem ora deputata Stefania Pezzopane, 2004 al 2010, e ancor prima c’è stato il sulmonese Palmiero Susi, dal 1995 al 2004.
Caruso però smonta questa argomentazione: “tutto ha una logica, ma secondo me la rappresentanza territoriale va vista nella sua complessità: il territorio aquilano della nostra provincia, rispetto a quello della Marsica e della valle Peligna ed Alto Sangro, ha già una ampia e importante rappresentanza sia in consiglio regionale, che al parlamento, con cui tra l’altro ho un ottimo rapporto e che ben rappresenta anche il mio territorio. Dunque se si inquadra il ragionamento in questo modo, credo sia del tutto legittimo che l’aera peligna e sangrina possa, per compensazione ed equità, rivendicare la presidenza dell’ente provinciale”.
Anche perché, aggiunge Caruso, “in questa amministrazione da me guidata tutte le aree sono state rappresentate, le risorse equamente redistribuite, senza figli e figliastri, le deleghe hanno esaltato il protagonismo di consiglieri di tutti i territori, per quanto riguarda quello aquilano. Questo avverrà anche in futuro, come ovvio, dunque per me la questione territoriale non si pone”. Va ricordato a tal proposito che il vice presidente è Vincenzo Calvisi, che ha la delega importantissima all’edilizia scolastica del capoluogo.
E questo aspetto sarà centrale nell’imminente conferenza stampa durante la quale Caruso illustrerà un dettagliato dossier su quanto di buono fatto in questi quattro anni dalla sua amministrazione, sul numero e consistenza di scuole e strade riparate, innanzitutto.
Ultimo risultato da esibire, anticipa Caruso, sarà “la demolizione in via di conclusione della sede provinciale di via Sant’Agostino, ad esito di un iter complesso che siamo riusciti a sbloccare, a cui seguirà a breve l’apertura dei cantieri per la realizzazione di un palazzo funzionale, moderno e sicuro”.
Il voto per la presidenza della Provincia, previsto ad agosto, è slittato causa emergenza covid assieme a quello delle comunali. Queste ultime, che interessano 73 amministrazioni, si svolgeranno in una data compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre, le elezioni provinciali dopo 60 giorni dalla proclamazione degli eletti nei consigli comunali, ovvero tra metà novembre e metà dicembre.
E si voterà non solo per la presidenza ma anche per la composizione del consiglio provinciale, il cui rinnovo era previsto ad ottobre, con l’allineamento delle due competizioni, finora “sfalsate”.
A votare per la presidenza solo i sindaci, con un pacchetto di voti proporzionale alla popolazione del comune di appartenenza. La partita si gioca dunque tutta sulla rete di alleanze che gli aspiranti presidenti in questi mesi sapranno imbastire. Caruso ha dalla sua molti comuni sagrini e peligni, consistenti dal punto di vista della popolazione e dunque dei voti, a cominciare da Sulmona, dove è sindaco Annamaria Casini, espressione del civismo dell’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo. A Sulmona in autunno si vota, e gli equilibri potrebbero mutare.
Caruso vanta un buon rapporto anche con il presidente della Regione, Marco Marsilio, anche lui di Fdi. Aghi della bilancia restano però L’Aquila del sindaco di Fdi Pierluigi Biondi, che in teoria tra Federico e Caruso, dovrebbe optare per il primo, ed Avezzano, che detiene anch’esso un corposo pacchetto di voti, e dove è sindaco il civico Gianni Di Pangrazio.






