L’AQUILA – Insediatosi ieri a Palazzo Margherita il consiglio provinciale dell’Aquila uscito dalla urne del 21 dicembre, per il terzo mandato di Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro, di Fratelli d’Italia, resta da risolvere il nodo, assai intricato della vicepresidenza.

Passaggio decisivo sarà, da quanto si apprende, un summit del centrodestra da convocare a giorni, alla presenza dei segretari provinciali.

La carica, va precisato è a titolo gratuito, da quando la legge Delrio ha degradato l’ente a “secondo livello”, con votazioni riservate solo a sindaci e consiglieri e con deleghe limitate essenzialmente a viabilità ed edilizia scolastica.

Ma la poltrona è assai ambita, per ragioni di visibilità e blasone. E dietro di loro si muovono i rispettivi “padrini” politici, pronti a misurare la rispettiva forza, in vista di sfide, e scontri, con in palio poste ben più pesanti.

Abruzzoweb ha dunque intervistato a margine del consiglio lo stesso Caruso, che assicura che “la quadra come sempre si troverà”, e i quattro pretendenti: per Fratelli d’Italia, Vincenzo Calvisi, consigliere comunale di Fossa, di Fdi, che ha ottenuto 13.499 preferenze ponderate e Gianluca Alfonsi, sindaco di Gioia dei Marsi, vice presidente uscente, secondo con 10.489 voti. Diplomatico il primo, “decideranno i partiti, sono sereno”, più all’attacco il secondo “La Marsica ha eletto 7 consiglieri su 10, oltre alle preferenze c’è anche criterio territoriale”. E per Forza Italia, Antonio Di Bartolomeo, sindaco di San Demetrio Ne’ Vestini, terzo con 8.052 voti e Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio, di Noi Moderati, pronto da entrare negli azzurri,  quarto con 7.634 voti ponderati. Con il primo che ricorda che “occorre riequilibrare la rappresentanza interna alla coalizione”, e il secondo che si dice “pronto a mettere a disposizione la mia lunga esperienza da amministratore”.

Prima di lasciare a loro la parola è bene riassumere le tessere del non semplice puzzle: se il principio da far valere è quello del più votato, il posto della vicepresidenza spetta senza se e senza ma a Vincenzo Calvisi, sostenuto dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, dello stesso partito.

Se invece si vuol far valere il peso del territorio che ha espresso il maggior numero di consiglieri sette su dieci, e conseguentemente la quantità di voti ponderati, la Marsica, allora in pole dovrebbe essere Gianluca Alfonsi, al settimo mandato, e che ha l’appoggio dell’assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco, il più votato alle regionali del 2024 con quasi 12mila preferenze.

Ma di Fdi è anche il presidente Angelo Caruso, e allora il suo braccio destro, altro argomento in campo, dovrebbe spettare a Forza Italia, e già scalpitano Antonio Di Bartolomeo, appoggiato dall’assessore regionale al Sociale e Cultura e presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Roberto Santangelo, e Gianfranco Tedeschi, appoggiato da una cordata marsicana e peligna rappresentata da Marianna Scoccia, vicepresidente del consiglio regionale e sindaco di Prezza, di Noi Moderati, dal marito di lei, l’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo e soprattutto dall’ex deputato, ex sindaco di Celano ed imprenditore Filippo Piccone, tornato tra gli azzurri a gennaio, pronto a tornare in parlamento.

Come consente il regolamento si sono costituiti intanto nella maggioranza tre sottogruppi: “Per la Provincia dell’Aquila”, con Calvisi, capogruppo e Fracassi, “In provincia con Gioia”, con Alfonsi, capogruppo e Andrea Longo, consigliere comunale di Gioia dei Marsi, della Lega, “Forza Provincia” con Di Bartolomeo, capogruppo, Tedeschi e Cinzia Contestabile, consigliere comunale di Celano, di Forza Italia.

Calvisi, Alfonsi, Di Bartolomeo: tutti e tre in lizza per la vicepresidenza, assieme a Tedeschi e questa differenziazione in gruppi distinti non è forse un caso.

Spiega dunque a questa testata innanzitutto il presidente Caruso, dando sfoggio di equidistanza o  per meglio dire di equilibrismo, “ogni volta sul tema ci sono stati confronti, ma abbiamo sempre trovato la quadra per la definizione dell’incarico di vicepresidente. Certamente c’è anche in questo caso il tema del rapporto tra le forze politiche, c’è sicuramente l’argomento legato ai risultati elettorali conseguiti dal primo eletto del mio partito, c’è altresì un argomento legato al tema territoriale che ha anche la sua importanza”.

Ma aggiunge anche: “non va dimenticato il peso delle singole deleghe, che possono compensare quello della vicepresidenza”.

In realtà, da quel che si apprende, Caruso propende per Calvisi, facendo valere il principio del più votato, per poi accontentare Forza Italia e Alfonsi con le deleghe più pesanti. Con l’argomento secondo il quale in un ente di secondo livello concentrato su deleghe molto pragmatiche, rifare le strade e riqualificare gli edifici scolastici, l’appartenenza politica assume una importanza secondaria.

Calvisi, forte del suo primato di preferenze, attende invece sereno, ed anzi minimizza: “la vicepresidenza non è un tema primario, l’importante è dare operatività all’ente, poi saranno i partiti a decidere, e io mi rimetto sempre a quello che il mio partito decide e alle scelte del presidente Caruso”.

Alfonsi, costretto ad inseguire, prende il toro per le corna, e snocciola gli argomenti che dovrebbero far propendere a suo favore.

Ricorda innanzitutto che “sono in Provincia dal 2010, questo è il mio settimo insediamento consecutivo, e prima della riforma Delrio del 2o15 sono stato eletto direttamente dal popolo”.

Per poi aggiungere, “il criterio fin qui adottato è quello di premiare con il titolo onorifico della vicepresidenza chi ha ottenuto più voti. Però ci potrebbe essere anche un criterio territoriale, in questo caso a favore della  Marsica, che comunque ha rinunciato ad esprimere una candidatura alla presidenza, a dispetto di una turnazione tra le tre aree provinciali che c’è sempre stata. La Marsica nel consiglio provinciale, va sottolineato, esprime 7 consiglieri su 10, nella maggioranza siamo 5 su 7”.

Detto questo, Alfonsi ricorda anche che “nel sistema di ponderazione esistente io ho preso circa 10.500 voti, ma ho solo due voti pesanti da 600, per il resto ho mosso circa 170 amministratori sul territorio che sono venuti a votarmi all’Aquila, dimostrando una capillarità sul territorio e una credibilità”.

Per Alfonsi però la partita è tra lui e Calvisi, interna a Fdi, mentre per quello che riguarda Forza Italia, “è una rivendicazione che la trovo un attimino innaturale rispetto ai principi che si sono sempre adottati, Fratelli d’Italia da sola nella lista ha preso oltre il 50% dei consensi”.

In casa di Forza Italia, non la pensa così ovviamente Di Bartolomeo: “dall’area Peligna all’ Aquilano, ma anche in Marsica, tanti amministratori hanno riconosciuto in me un rappresentante dei territori. Ad oggi per la vicepresidenza c’è un’interlocuzione, parleremo con  Caruso per magari arrivare ad un accordo che ci veda protagonisti, anche in questo ruolo, che dovrebbe rappresentare quello che è il nostro partito di Forza Italia e di conseguenza riequilibrare le cariche all’interno del Consiglio Provinciale”.

Sulla stessa linea il suo antagonista interno Tedeschi.

“Mi appresto a questo mandato con lo spirito di un amministratore che è in servizio da tanti anni e che vuole mettere a disposizione la propria esperienza per il territorio. Non era semplice per un sindaco di un comune piccolo come il mio ottenere questo risultato. Vedremo a chi toccherà la vicepresidenza, io punto a che le scelte vengano decise collegialmente”.

E alla domanda, “conta che collegialmente la scelta cadrà su di lei?”, Tedeschi risponde: “io forse sono il più anziano politicamente, sono ripeto amministratore da tanti anni, quindi mi metterei a disposizione tutta la mia esperienza per fare il meglio possibile”. Filippo Tronca