TERAMO – “Il presidente di Regione Marco Marsilio, ha provato a colonizzare con Fratelli d’Italia Teramo. Invece gli è imploso il centrodestra. Gli altri sconfitti sono stati i partner andati in supporto di Marsilio, ovvero il Pd e gli amici del Terzo Polo di Azione”.
Con la vittoria alle elezioni del presidente della Provincia del sindaco di Valle Castellana, Camillo D’Angelo, gongola Italia viva, che lo appoggiato, e in conferenza stampa Camillo D’Alessandro, coordinatore regionale del partito, Luciano Monticelli, coordinatore provinciale, Alfonso Di Sabatino Martina, coordinatore comunale e la capogruppo di Italia Viva del comune di Pineto Massimima Erasmi, non hanno risparmiato bordate a destra e sinistra.
Aveva commentato a caldo D’Alessandro, all’esito del voto: “incredibile che una parte del PD, incredibile che gli amici di Azione, siano stati tutti insieme nel sostenere il candidato di Fratelli d’Italia, Insieme a Marsilio. La politica non è accordo a tavolino. Ora si apre un capitolo totalmente nuovo”.
Concetti ribaditi in conferenza stampa da D’Alessandro secondo cui “i dem pagheranno questo clamoroso errore, “ovvero di aver dato indicazione di voto per il candidato di Fdi, Domenico Piccioni, peraltro indicazione non seguita dai consiglieri comunali di Teramo, determinati per il voto ponderato. “con il congresso rifondativo alle porte pensa bene di fare accordi con Fratelli d’Italia”, ironizza.
Più tenero con Giulio Cesare Sottanelli di Azione, partito con cui Italia viva è alleato, e che ha anch’esso sostenuto Piccioni. “Sulla Provincia abbiamo avuto letture diverse. In vista delle amministrative di Teramo, speriamo di stare assieme, ci sto lavorando”.
E c’è ne è anche per Paolo Gatti, l’ex assessore regionale di Forza Italia, schierato con Piccioni, e da anni protagonista della politica teramana, punto di riferimento di un influente “partito” senza bandiere. Ad essere sconfitta è stata “la premiata ditta”, e ha aggiunto D’Alessandro: “la vittoria di D’Angelo rappresenta dunque una «lezione per chi ancora pensa che in pochi possano decidere per tutti”.






