L’AQUILA –  A poche ore dall’annuncio lapidario del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, “Il Governo riprenderà in mano la ricostruzione”, è arriva la replica, altrettanto dura, del sindaco Massimo Cialente, che ha convocato in tutta fretta una conferenza stampa fiume, in cui si è presentato con i faldoni delle pratiche della ricostruzione, avviate dalla sua amministrazione.

Cialente ha sferrato un duro attacco al governo e alla Protezione civile, che ha accusato di aver abbandonato la sua amministrazione nell’avvio della ricostruzione, dopo la gestione dell’emergenza, ritenuta “positiva”. “Abbiamo dovuto perfino anticipare i soldi per un paio di mensilità del contributo di autonoma sistemazione”, ha tuonato Cialente, imbufalito.

L’attacco non è passato inosservato. Il dipartimento ha replicato in una nota al vetriolo, in cui sembra parlare già in vece del commissario Gianni Chiodi come Ente gestore della ricostruzione. E il tono della Protezione civile appare minatorio, visto che afferma di voler far togliere i soldi al Comune. Evidentemente, in via Ulpiano hanno preso alla lettera quanto affermato ieri dal presidente del Consiglio.

In tutto questo, spicca per ora il silenzio del commissario delegato Chiodi, che, però, non tace per prendere tempo, bensì è impegnato in un ufficio di presidenza del Popolo della libertà a Roma, che dibatte su un tema altrettanto delicato, il rapporto con i finiani dentro il partito azzurro. Va ricordato che Chiodi è protagonista della ricostruzione non come presidente della Regione, ma è stato nominato commissario dal governo e quindi lo rappresenta.

Alla luce di questo, un ritorno operativo della Protezione civile sul campo del più grosso cantiere d’Europa porrebbe inevitabilmente un grosso conflitto di poteri e di competenze tra organi governativi.

E intanto, l’assemblea cittadina del presidio permanente di piazza Duomo, sulla gestione della ricostruzione arriva a invocare l’intervento del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

LE ACCUSE DI CIALENTE: ”PROTEZIONE CIVILE NON HA TITOLO”

“La ricostruzione  la devono fare gli aquilani, la Protezione civile non ha titolo perché non c’è emergenza”: il primo cittadino alza così le barricate, mentre le parole del premier hanno suscitato tutto un coro di reazioni. Quello che è sicuro, al di là delle chiacchiere, è che stavolta il Comune è pronto ad alzare le barricate, anche se dal vice sindaco, Giampaolo Arduini, è arrivata una proposta distensiva: “Invitiamo Berlusconi all’Aquila a un incontro pubblico con il Consiglio, la Giunta e il commissario per la ricostruzione”.

Quanto ai comitati, le parole di Berlusconi non hanno fatto certo piacere. Primi provvedimenti immediati: un’assemblea straordinaria del presidio dei cittadini oggi nel tendone di piazza Duomo.

”DA BERLUSCONI PAROLE GRAVISSIME”

“Quello di ieri – ha affermato il primo cittadino del capoluogo in una conferenza stampa – è uno degli atti più gravi dal punto di vista istituzionale. Oltre alla maleducazione si pone un problema morale, democratico e di trasparenza. Invoco un ritorno alla ragionevolezza. Non abbiamo bisogno di truppe di occupazione: L’Aquila non è Kabul. Dal primo febbraio siamo stati abbandonati a noi stessi e senza un centesimo né risorse per affrontare l’emergenza”.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Cialente ha anche esibito carte e faldoni affermando: “Qui dentro ci sono 100 milioni con cui abbiamo ricostruito le abitazioni classificate A, B e C.

”LA RICOSTRUZIONE LA FARANNO GLI AQUILANI”

“A che titolo la Protezione civile torna all’Aquila? – ha aggiunto, nel suo duro sfogo – Non siamo in emergenza, ho visto la mia busta paga e il sottoscritto, come tutti gli aquilani, è tornato a pagare le tasse. Si vuole far passare dalla finestra la creazione della Protezione civile spa? Lo dicano. Chi sarà il commissario? Balducci? Sono stato leale con il Governo, e per questo sono stato perfino rimproverato”.

“Abbiamo già dato con le new town – ha attaccatom ancora il sindaco – ma la ricostruzione la fanno gli aquilani. Non intendo far pagare ai cittadini la colpa di aver dovuto mobilitarsi per difendere i loro interessi futuri, per i soldi sono usciti solo dopo le botte”.

LE REAZIONI

LA PROTEZIONE CIVILE FA LA VOCE GROSSA: ”FAREMO TOGLIERE I SOLDI AL COMUNE”

L’AQUILA – “La Protezione civile si vedrà costretta a proporre il definanziamento” degli interventi di competenza del Comune dell’Aquila e “l’attuazione di altre iniziative che non implichino un ruolo del Comune”.

È la nota al vetriolo, un’autentica invasione di campo, che arriva dallo stesso dipartimento del governo in risposta alla furiosa conferenza stampa di oggi del sindaco del capoluogo, Massimo Cialente.

La Protezione civile entra a gamba tesa nella ricostruzione, parlando già da Ente gestore e minacciando sostanzialmente di far fuori il Comune, togliendogli quei pochi soldi che ha.

“Gli unici interventi non ancora attuati – si legge infatti nella nota – sono quelli di competenza del Comune dell’Aquila che, nonostante i ripetuti solleciti ricevuti, ancora non ha avviato le iniziative di competenza”.

Quanto alle dichiarazioni di Cialente, la Protezione civile le definisce “sorprendenti”.

LA PROTEZIONE CIVILE SI DIFENDE PUBBLICANDO LE CARTE SUL SITO

L’ASSEMBLEA CITTADINA: ”INTERVENGA NAPOLITANO”

L’AQUILA – L’assemblea cittadina, riunita in piazza Duomo, ha deciso di chiedere al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di farsi garante del “rispetto delle regole nella ricostruzione, ma anche per rilanciare la possibilità di avere una normativa specifica per il terremoto dell’Aquila e una tassa di scopo perché altrimenti non avremo mai i fondi necessari per uscire da questa fase”.

L’iniziativa è stata decisa in relazione all’annuncio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che il Governo riprenderà in mano la fase 2 di ricostruzione post-sisma.

In molti, tra i cittadini riuniti in assemblea hanno criticato la possibilità di una nuova gestione da parte del governo e della Protezione civile.

“Da più di un anno – ha commentato Annalucia Bonanni, del presidio permanente – chiediamo maggiore partecipazione e trasparenza, vogliamo un ritorno a una normalità democratica e non a una nuova gestione commissariale in cui vengono scavalcate le nostre posizioni”.

“In questi mesi – ha dichiarato Alessandro Sirolli, intervenendo all’assemblea – siamo riusciti a proporre un modello di democrazia che non è possibile stigmatizzare come violento e questa è una cosa che in qualche modo che dà fastidio”.

PICCONE (PDL): ”CIALENTE E’ L’ANTITESI DEL FARE”

L’AQUILA – “Massimo Cialente contesta le dichiarazioni del presidente Silvio Berlusconi perché sa benissimo che quanto lui sostiene corrisponde a verità”.

Lo afferma il coordinatore regionale del Popolo della libertà, Filippo Piccone, replicando al sindaco dell’Aquila.

“Il ritardo della ricostruzione all’Aquila, e quanto a essa correlato – prosegue Piccone – è imputabile soprattutto al sindaco Cialente e questo è sotto gli occhi di tutti, lui è l’antitesi politica del fare”.

“Definire gravissime le dichiarazioni di Berlusconi – attacca Piccone – significa rinnegare quanto di straordinario questo governo ha fatto per il terremoto in Abruzzo, grazie anche all’encomiabile lavoro svolto dalla Protezione civile che, con Guido Bertolaso, ha saputo rispondere, come mai nessuno nella storia, a catastrofi di questa portata, non solo nel nostro Paese ma del mondo”.

“Dopo le affermazioni di ieri del premier – sottolinea il senatore azzurro – Cialente avrebbe dovuto accendere un cero e invece, con arroganza politica di chi non saputo rispondere in modo adeguato ai bisogni della città, cerca di aggrapparsi a una poltrona sempre più barcollante”.

“Il sindaco dell’Aquila – conclude Piccone – dice di aver chiesto altri Map, ma perché non li ha realizzati con i 40 milioni di euro che gli ha messo a disposizione il governo, invece di perdere inutile tempo con i Mar? Quante persone sfollate, ancora sulla costa, avrebbe fatto rientrare?”.

PEZZOPANE: ”DISEGNO CHIARO, METTONO LE MANI SULLA RICOSTRUZIONE”

L’AQUILA – La ricostruzione dell’Aquila “deve essere affidata veramente agli Enti Locali attribuendo loro risorse certe e continue”.

Lo ha detto oggi l’assessore comunale alla Ricostruzione, Stefania Pezzopane, commentando l’annuncio del ritorno all’Aquila della Protezione civile.

“Per la ricostruzione – ha aggiunto – è necessaria una legge speciale con risorse e procedure chiare. Il governo, invece, impazzito e in preda a una crisi di delirio di onnipotenza cosa fa? toglie i soldi agli Enti locali per sei mesi, costringendoli alla protesta”.

“Quando, grazie alla mobilitazione, si libera qualche risorsa, il presidente del Consiglio, confondendo L’Aquila con la repubblica delle banane, annuncia il ritorno dei suoi. È evidente la strategia contro la quale sarà grande mobilitazione, il disegno è premeditato: svuotare gli Enti Locali, svuotare le casse e mettere le mani sulla ricostruzione”.

D’ALESSANDRO (IDV): ”CHIODI INADEGUATO MA NO AL RE SOLE”

L’AQUILA – “Che Chiodi fosse inadeguato a gestire la ricostruzione dell’Aquila l’avevamo capito tutti, persino lui! Ma che la svolta, richiesta da tanti, fosse il ritorno all’ancien regime di Silvio Berlusconi, novello Re Sole, non l’aveva chiesto proprio nessuno”.

È quanto dichiara il consigliere regionale dell’Italia dei valori, Cesare D’Alessandro.

“Figuriamoci – aggiunge D’Alessandro – se dopo quanto appreso su Guido Bertolaso, su suo cognato Francesco Piermarini impegnato a lavorare al G8 della Maddalena con Anemone e la ‘cricca dei banditi’ che si era impadronita dei cantieri, sul modo di operare di Bertolaso alla protezione civile all’Aquila si avvertisse la necessità di questo ‘deragliatore’ di ogni legge e controllo e propugnatore di procedure speciali che altro non sono che l’affossamento dello stato di diritto e dei diritti del cittadino”.

“L’Aquila – conclude D’Alessandro – aveva e ha bisogno di ben altro, ma ancora una volta, si è preferito fare diversamente. Purtroppo, a pagare il prezzo di una così grande stoltezza saranno quelli di sempre”.

CARUGNO (PSI): ”ENNESIMA SPARATA DEL ‘GHE PENSI MI”’

L’AQUILA – “È l’ennesima sparata di Berlusconi l’annunciata decisione del presidente del Consiglio di avocare a sé e al sottosegretario Gianni Letta, la “fase 2″ della ricostruzione dell’Aquila, con ben, secondo Berlusconi, 13 miliardi di euro da spendere, a causa della manifestata incapacità degli amministratori locali di assumere decisioni”.

Lo afferma in una nota il segretario del Partito socialista italiano, Massimo Carugno.

“È l’ennesima sparata nello stile del ‘ghe pensi mi’ – afferma – una decisione autoritaria, accentrata e assolutamente non condivisa e non concertata né col resto del Governo, né con i rappresentanti delle istituzioni locali e territoriali”.

LEGAMBIENTE: ”ANNUNCIO PREMIER GRAVE E FUORVIANTE”

L’AQUILA – Una decisione “grave e fuorviante”: così il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, definisce l’annuncio del presidente del Consiglio in materia di ricostruzione dell’Aquila, che Berlusconi avrebbe deciso di riaffidare alla Protezione civile.

“L’Abruzzo – afferma Cogliati Dezza – ha bisogno di finanziamenti e di normalità, non di commissari e di procedure straordinarie. È stato già ampiamente dimostrato come le procedure d’emergenza, protratte troppo a lungo o applicate in contesti che non sono di competenza della Protezione civile, bypassando le leggi normalmente in vigore, rappresentano soltanto un male per il Paese”.

“Il modello da seguire – prosegue Cogliati Dezza – “è quello applicato per la gestione del post-terremoto umbro-marchigiano. Il ruolo degli enti locali e la condivisione dei progetti da parte della popolazione è assolutamente fondamentale nella ricostruzione. Più i centri decisionali si allontanano dal territorio, più spiragli si aprono per il malaffare”.

LEGNINI (PD): ”BERLUSCONI SFIDUCIA CHIODI”

L’AQUILA – “Con l’annuncio di ieri, Silvio Berlusconi ha sfiduciato il commissario da lui stesso nominato, Gianni Chiodi, e ha sconfessato la propria azione”.

Lo afferma il senatore del Partito democratico, Giovanni Legnini.

“Dicendo che d’ora in poi dovrà essere il governo nazionale a occuparsi dell’Aquila – sottolinea Legnini – ammette nei fatti che il suo commissario non rende, nonostante per sette mesi abbia ripetuto che tutto stava andando per il verso giusto”.

“La verità – aggiunge – è che dopo la positiva esperienza dell’emergenza, la gestione di Berlusconi e Chiodi nella fase di ricostruzione non dà il minimo risultato, così come non funziona la legge sulla ricostruzione. Berlusconi e Chiodi hanno negato agli aquilani le risorse e la trasparenza di cui hanno diritto, e dopo 16 mesi dal terremoto la ricostruzione non è ancora stata avviata, così come denunciano gli aquilani e i loro amministratori locali”.

“Per coprire le proprie responsabilità – dice Legnini – Berlusconi ora dà numeri del tutto inventati: non solo i 13 miliardi di cui parla non esistono, ma degli 8 miliardi previsti nella legge e spalmati su 23 anni, a oggi non c’è neanche un euro, se non le limitate risorse messe a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti per la prima casa”.

L’ANTEFATTO

L’EDITTO DI BERLUSCONI: ”RIPRENDIAMO IN MANO L’AQUILA”

L’AQUILA – Il governo riprende in mano la gestione della ricostruzione dell’Aquila dopo il terremoto.L’AQUILA – Il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha chiesto al governo di essere affiancato da altri due vicecommissari: il numero salirebbe così a tre, visto che l’unico vicecommissario è il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

Lo ha annunciato il premier Silvio Berlusconi (nella foto), spiegando che “oggi con il sottosegretario Letta abbiamo preso la decisione di riprendere nelle nostre mani la fase 2, quella della ricostruzione dopo l’emergenza” dell’Aquila.

Berlusconi, intervenendo alla conferenza degli ambasciatori, ha spiegato che “ci sono ancora 13 miliardi di euro da spendere per la ricostruzione”, una fase che “le istituzioni locali non hanno saputo gestire”.

L’annuncio clamoroso arriva dopo una giornata convulsa, con un super vertice tra il premier e il governatore abruzzese, Gianni Chiodi, in cui quest’ultimo ha chiesto due nuovi vice commissari. All’incontro hanno partecipato anche il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, l’abruzzese Gianni Letta e il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso.

Un incontro per fare il punto sulla ricostruzione che sembrava aver chiarito le priorità e i ruoli. In serata, la doccia fredda, con la bocciatura degli Enti locali.

L’ANTEFATTO/IL SUPERVERTICE: CHIODI AVEVA CHIESTO ALTRI DUE COMMISSARI

È una delle indicazioni emerse dal summit che si è svolto oggi a Roma tra lo stesso commissario, il premier Silvio Berlusconi, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, l’abruzzese Gianni Letta.

All’incontro si è aggiunto il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, dal momento che il vertice è stato convocato per fare il punto sulle attività di emergenza e ricostruzione e sui fondi, anche in riferimento ai 350 milioni di euro di debiti contratti dalla protezione civile nel periodo dell’emergenza con imprese, albergatori e cittadini per l’autonoma sistemazione.

“Ho chiesto al governo l’affiancamento di due vice commissari che dovranno essere due figure tecniche – ha spiegato Chiodi – per rafforzare la struttura commissariale nell’attività di ricostruzione e rilancio del territorio terremotato”.

L’ANTEFATTO/DAL GOVERNO PRESTO ARRIVERANNO 220 MILIONI PER I DEBITI DELLA PROTEZIONE CIVILE

L’AQUILA – Il Governo assegnerà presto all’Abruzzo i 220 milioni di euro che ancora mancano per coprire i 350 milioni di debiti contratti nel periodo dell’emergenza dalla Protezione civile con albergatori, imprese e cittadini, questi ultimi in riferimento all’autonoma sistemazione.

È quanto emerso dal summit che si è svolto oggi a Roma tra lo stesso commissario Gianni Chiodi, il premier Silvio Berlusconi, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta.

Sulle obbligazioni non pagate che hanno scatenato dure polemiche, da Roma sono stati stanziati 130 milioni che il commissario per la ricostruzione Chiodi, ha definito “in arrivo”.

Chiodi ha riferito che Berlusconi, Tremonti e Letta lo hanno rassicurato sulla chiusura di questa partita e sui fondi per la ricostruzione.

All’incontro ha partecipato anche il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, visto che nell’incontro convocato per fare il punto sulle attività legate alla ricostruzione e al rilancio dei territori colpito dal sisma, si è chiarito anche la questione legata ai debiti di 350 milioni contratti prima del passaggio di consegne con il commissario per la ricostruzione nel febbraio scorso.

Da fonti regionali, si apprende che durante il confronto sono stati esaminati i punti più importanti della vicenda comprese le criticità e si è ragionato anche sulle iniziative da prendere per accelerare la ricostruzione.

“Il governo è ancora più vicino all’Aquila e alle zone terremotate – ha commentato Chiodi – e come dichiarato dallo stesso ministro Tremonti, nonostante la difficile situazione finanziaria che sta attraversando il Paese, L’Aquila starà fuori dall’emergenza con la ricostruzione e il rilancio che costituiranno una priorità per l’attività di questo governo”.

Da quanto trapelato, le risultanze della riunione saranno illustrate in una conferenza stampa a Roma alla quale parteciperanno, Berlusconi, Chiodi, Tremonti, Letta e Bertolaso.

L’ANTEFATTO/LA PROTEZIONE CIVILE CHIARISCE: ”NON ABBIAMO LASCIATO DEBITI”

L’AQUILA – La Protezione civile “non ha lasciato debiti” in Abruzzo. Lo precisa il dipartimento di via Ulpiano, sottolineando che nel corso dell’incontro di oggi a Roma al quale ha partecipato anche il premier Silvio Berlusconi “non si è mai parlato di debiti, anche perché non ce ne sono”.

“Al passaggio delle consegne – prosegue la Protezione civile – il dipartimento ha rendicontato tutte le proprie spese a tutti e due i rami del Parlamento, trasmettendo il verbale del passaggio di consegne dove dei debiti non si trova traccia”.

“Forse la cifra a cui si fa riferimento – conclude la Protezione civile – è quella necessaria a fronteggiare le esigenze che dal 1° di febbraio sono in capo al commissario presidente della Regione”.