L’AQUILA – “‘Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo tornare al tempo in cui i guerrieri si riunivano intorno a un falò e raccontavano le loro storie’. È questa citazione di Paulo Coelho all’interno del romanzo “lo Zahir” che mi è venuta in mente nell’assistere alla protesta dei tanti agricoltori riuniti oggi per difendere, come ‘guerrieri’, i propri diritti”.
Sono le parole di Shiva Guerrieri, giovane imprenditore che gestisce alcune attività nel capoluogo regionale, che questa mattina è sceso in piazza all’Aquila a sostegno degli agricoltori che da giorni protestano, rispondendo alla grande mobilitazione a livello europeo, contro le politiche Ue rivolgendo “un accorato appello alla coscienza dei decisori regionali, nazionali ed europei affinché rispettino il diritto di esistere a queste nostre mani operose, segno nitido e puro della dignità del lavoro”.
Guerrieri, pur non essendo agricoltore o allevatore, ha deciso di prendere parte alla manifestazione “pensando al futuro dei miei figli”, spiega ad AbruzzoWeb.
“Da un lato l’emergenza climatica che si manifesta sotto gli occhi di tutti, dall’altro, agricoltori e allevatori che si vedono privare sempre di più dei frutti di un duro lavoro che il più delle volte viene portato avanti con sudore e fatica, di padre in figlio, da intere generazioni, fino a rappresentare la storia e le tradizioni di intere città e regioni”, osserva.
“Cosa resterà di questi prodotti tipici e genuini? E cosa, del duro lavoro di contadini e allevatori cui tocca fare i conti con politiche europee sempre più stringenti? È ormai chiaro che bisogna agire e in fretta, per far fronte alle conseguenze che l’inquinamento prodotto dall’uomo sta portando al pianeta. I manifestanti presenti oggi si chiedono: la soluzione è davvero sradicare le coltivazioni per soffocare il terreno con pannelli solari e fotovoltaici mettendo così in ginocchio l’economia locale e nazionale e distruggendo interi patrimoni paesaggistici? Oppure abbattere bestiame di interi allevamenti per fare spazio a carne sintetica prodotta in laboratori? Se all’interno di una pizzeria vedeste gironzolare grilli e locuste ci tornereste a mangiare un’ottima pizza prodotta con farina in cui sono polverizzate le medesime? A queste ed altre domande attendono risposta i manifestanti”.




