CHIETI – Elettrodotto Villanova-Gissi, monta la protesta su un’opera mastodontica destinata a tagliare a metà l’Abruzzo.
Mentre i i sindaci ribelli attendono l’esito del ricorso al Tar, il movimento nazionale consumatori Acai e il consigliere provinciale di Chieti Camillo Sborgia, presidente della commissione di Vigilanza, chiedono un incontro con Terna, società responsabile in Italia della trasmissione dell’energia elettrica ad alta tensione, e che insieme a Abruzzoenergia spa, si appresta a realizzare un elettrodotto di potenziale 380 chilovolt che attraverserà per 70 chilometri 16 comuni teatini e pescaresi.
Il cantiere potrebbe partire in estate dopo il via libera definivo da parte del governo arrivato nell’autunno 2013.
Al centro dell’incontro richiesto, la questione degli espropri, che molto malcontento stanno provocando, come già raccontato da AbruzzoWeb, tra la popolazione coinvolta, che si vede offrire, a suo dire somme non congrue.
E che che non contemplano quei cittadini che subiscono danni indiretti dal passaggio dell’elettrodotto, non avendo però diritto a nessun risarcimento, in quanto non possessori di terreni.
“Il tavolo sarà finalizzato – spiega il segretario nazionale Acai Lorenzo Cesarone – a fare il punto sugli inevitabili danni economici da svalutazione fondiaria, per i proprietari di case e gli imprenditori agricoli interessati dall’attraversamento o comunque residenti nella zona circostante, oggettivamente compromessa anche in ragione del peggioramento della qualità della vita, con particolare riferimento alle popolazioni di Villanova, già sede di altri elettrodotti’’.
Parallelamente l’opposizione alle modalità di realizzazione dell’opera proseguono anche per vie legali. Oltre ai numerosi cittadini hanno fatto ricorso al Tar anche i comuni di Paglieta, Castel Frentano e Lanciano. Il ricorso di quest’ultimo è stato bocciato, si è in attesa invece del pronunciamento del tar sul ricorso dei comuni di Castel Frentano e Paglieta, motivato dalla mancata concertazione con gli enti locali in fase progettuale.
Spiega ad AbruzzoWeb il sindaco di Pajeta Nicola Scaricaciottoli: “Qui nessuno nega che si tratta di un’opera strategica, di interesse nazionale, contro cui gli enti locali possono fare poco. Però c’è modo e modo di fare queste opere così impattanti. Per esempio nel mio comune l’elettrodotto passa molto vicino alle abitazioni di località Saletti. Le abitazioni si trovano oltre la fascia di sicurezza stabilita in 35 metri, che però secondo noi è una distanza teorica, e occorrono dunque precauzioni aggiuntive in luoghi dove la gente vive e ha le sue attività”.
Il comune di Paglieta aveva dunque chiesto la collocazione di una centralina di monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico e soprattutto l’interramento del dei cavi per un tratto di un chilometro, in corrispondenza della contrada.
“A Terna – conferma il sindaco – avevamo proposto anche di finanziare l’interramento utilizzando il risarcimento spettante al mio comune per il passaggio dell’elettrodotto, 230 mila euro circa, ovvero 75 mila euro a chilometro.
Ma la Terna ha respinto la proposta, sostenendo che con l’interramento dei cavi si moltiplicherebbero i tempi e i problemi tecnici in caso di guasti.
Sulla stessa linea Patrizia De Santis Ciarrapico, sindaco dell’altro comune ricorrente, quello di Castel Frentano. “I Comuni non sono stati coinvolti come doveva essere fatto. Andavano mitigati alcuni tratti, perché l’elettrodotto deturpa il nostro paesaggio. Ma ci siamo trovati sul tavolo un progetto bello e pronto, senza possibilità di concorrere al suo miglioramento”.
“Nel mio Comune – rivela poi il sindaco – c’è una casa di riposo troppo vicina all’elettrodotto, ci sono persone che mi chiedono di non pagar più l’Imu si terreni edificabili adiacenti all’elettrodotto e che sono destinati a perdere il loro valore. E il comune non può fare nulla finché l’opera non è realizzata”.
La pensa diversamente Nicola Cicchitti, sindaco di Atessa, che fa parte dello schieramento maggioritario dei Comuni che ha dato il via libera all’opera con una convenzione che riconosce loro un ristoro economico di circa 75 mila euro a chilometro.
“I Comuni nulla possono contro un opera strategica – spiega Cicchitti – quelli che hanno fatto ricorso avranno i loro validi motivi, mi chiedo però perché sono solo tre”. E aggiunge: “La normativa italiana è la più restrittiva a livello europeo in materia di tutela dei cittadini dall’’inquinamento elettromagnetico, dunque l’elettrodotto non rappresenta un pericolo”
Il progetto dell’elettrodotto Villanova-Gissi è previsto nel programma di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale approvato dal ministero dello Sviluppo Economico e rientra infatti nel più ampio progetto della linea a 380 kV Villanova-Foggia che, a sua volta, è parte dell’intervento di raddoppio e potenziamento della dorsale medio adriatica.
Il raddoppio, secondo quanto riportato nel Programma di Sviluppo, servirà a decongestionare la porzione di rete ad alta tensione in uscita dal nodo di Foggia, evitando così il rischio di limitazioni per i poli produttivi del meridione.
Dagli studi preliminari che motivano l’intervento si afferma che la produzione di energia elettrica nelle Marche ed in Abruzzo è ampiamente deficitaria rispetto al fabbisogno regionale, dall’altro, paradossalmente, le recenti entrate in servizio di diverse centrali elettriche di produzione, concentrate in prossimità della costiera adriatica meridionale, hanno determinato l’immissione sulla rete adriatica di nuova potenza, dove però è presente un unico collegamento, a 380 kV, da Fano a Foggia, fatta eccezione per la trasversale che da Villanova (Pescara) arriva a Villavalle (Terni).
La società che realizzerà l’opera è Abruzzoenergia S.p.A. che ha richiesto a Terna – Rete Elettrica Nazionale S.p.a, società responsabile in Italia della trasmissione dell’energia elettrica ad alta e altissima tensione, la modifica della connessione alla rete nazionale della sua centrale di Gissi, che ha una potenza elettrica complessiva di circa 840 MW ed è alimentata da gas naturale.
Il nuovo elettrodotto avrà una lunghezza complessiva di 69,3 km, e attraverserà i territori comunali di Cepagatti, Chieti, Casalincontrada, Bucchianico, Fara Filiorum Petri, Casacanditella, Filetto, Orsogna, Guardiagrele, Sant’Eusanio del Sangro, Castel Frentano, Lanciano, Paglieta, Atessa, Casalanguida e Gissi.
Saranno collocati 143 tralicci d’acciaio, in gergo tecnico “sostegni del tipo a doppia terna con mensole isolanti”, alti anche 75 metri. La distanza tra loro dipenderà dall’orografia del terreno, mediamente sarà pari a 400 metri. Poggeranno su blocchi di calcestruzzo armato di circa 20 metro quadrati, per un totale di suolo occupato di 57.200 metri quadrati.
La distanza di sicurezza per evitare l’esposizione potenzialmente pericolosa al campo elettromagnetici è stata fissata in 35 metri, il tracciato è stato studiato in modo tale che nessuna abitazione sia ricadente al di sotto di questa distanza.
Per la realizzazione del progetto saranno necessari anche interventi sull’elettrodotto già esistente Villanova-Gissi: il primo, nel comune di Cepagatti, dove sarà spostato un sostegno per favorire l’incrocio con il nuovo elettrodotto, il secondo nel comune di Bucchianico, dove si ha un avvicinamento tra i due impianti e si prevede l’inserimento lungo l’elettrodotto esistente di due nuovi sostegni e la sostituzione di un sostegno per garantire il rispetto dei valori legislativi di campo magnetico, il terzo nei territori comunali di Fara Filiorum Petri, Casacanditella e Filetto, che prevede lo spostamento della vecchia linea, per far spazio al nuovo elettrodotto.
Per quanto riguarda i rischi connessi all’esposizione dell’inquinamento elettromagnetico, si legge nello Studio di impatto ambientale di Abruzzoenergia:
“Dalle analisi effettuate il campo elettrico prodotto dall’opera non rappresenta un fattore limitante per la protezione della popolazione, in quanto rispetta il limite di esposizione, pari a 5 kV/m, stabilito dal DPCM 08/07/2003, già al di sotto della linea stessa all’altezza dei potenziali ricettori (1,5 m dal suolo). L’analisi relativa al campo magnetico ha valutato lungo tutta l’area interferita dal progetto la conformità dell’opera con le “fasce di rispetto” stabilite dalla vigente normativa. Al fine di evidenziare la compatibilità dell’elettrodotto con i fabbricati esistenti, per ciò che concerne i valori limite dell’induzione magnetica, è stato effettuato un calcolo puntuale della fascia di rispetto in corrispondenza delle sezioni dell’elettrodotto interessate dalla vicinanza degli edifici, in corrispondenza della minima distanza dei fabbricati dalla linea. A seguito di questa valutazione, effettuata nelle ipotesi più cautelative possibili, è stato verificato ovunque il rispetto dell’obiettivo di qualità previsto dal DPCM 08/07/2003 (valore di 3 μT in corrispondenza di abitazioni e aree in cui si prevede una permanenza di persone per più di 4 ore nella giornata)”.



