L’AQUILA – E’ in Piemonte che si registra  la più alta propensione al risparmio in Italia (11,2%). Seguono Lombardia (10,9%),  Emilia Romagna (10,3%) e Liguria (10,3%).

L’Abruzzo è invece con il 5,8% al 15esimo posto su 20 regioni italiane, incidendo sul totale solo per l’1,3%.

Emerge dalla classifica stilata da Unioncamere e dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, che quantifica il risparmio delle famiglie italiane e la loro propensione ad accantonare parte del reddito disponibile, a livello provinciale, nel 2023.

Spiega Gaetano Fausto Esposito, direttore generale: “la geografia territoriale del risparmio fa emergere un quadro composito. Le aree metropolitane risparmiano di più, concentrando il 40% della grandezza – Milano, Roma, Torino, Bologna e Genova da sole fanno il 32,4% – anche per la dimensione demografica. È la provincia minore a rappresentare ancora, sotto molti versi, il territorio più parsimonioso: nelle prime 10 posizioni per propensione al risparmio troviamo tutte realtà medio-piccole.”

Inoltre, aggiunge Esposito, “nelle prime 20 province per tasso di incremento del risparmio tra 2019-23 ci sono tutte realtà della provincia minore, tra cui ben 8 del Mezzogiorno, con variazioni superiori alla media italiana. Questo riflette probabilmente anche una maggiore percezione del clima di incertezza che induce le famiglie ad essere più caute, accantonando una parte del proprio reddito a scopo precauzionale.”

Andando a guardare la classifica delle singole province in totale 107: quella dell’Aquila è al 41esimo posto, con una propensione al risparmio dell’8,5% ma perde posizioni, quella di Chieti è al 75esimo posto, con una propensione al risparmio al 6,9%, la provincia di Pescara è al 91esimo posto con una propensione al risparmio al 6,3%, la provincia di Teramo al 97esimo posto, con una propensione al risparmio al 6,1%. Tutte perdono posizioni.

Per Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana, che ha dedicato a questo studio una nota, “gli abruzzesi risparmiano poco. Secondo noi, è una ulteriore spia di una grave difficoltà economica, complice il caro-vita, su cui nei prossimi mesi si abbatteranno anche gli effetti delle stangate decise dalla giunta regionale, come l’aumento dell’addizionale Irpef. Chi governa non può ignorare gli indicatori complessivi della situazione socio-economica degli abruzzesi. “Come sosteniamo anche a livello nazionale, è urgente restituire liquidità agli italiani e agli abruzzesi: serve il salario minimo e servono interventi strutturali per liberare il potere d’acquisto”.

Tornando dunque alla classifica: il primato piemontese si spiega anche con le tre province che conquistano il podio tricolore: Biella (15,51% del reddito messo da parte), Asti (13,64%) e Vercelli (13,62%). Sul fronte opposto, in fondo alla graduatoria, troviamo 3 meridionali: Trapani (4,8%); Siracusa (4,7%); Crotone (4,6%).

E’ quanto emerge dall’analisi condotta da Unioncamere e Centro Studi Guglielmo Tagliacarne

Tuttavia, se guardiamo alla classifica del risparmio complessivo delle famiglie del Belpaese maturato nel 2023, svettano Milano (11,5%), Roma (7,5%) e Torino (5,5%).

Analizzando i dati relativi alla propensione al risparmio si rileva che le province meglio posizionate hanno una maggiore presenza di laureati (8,8% a fronte di una media nazionale del 7,9%), un indice di anzianità più elevato (8,4% contro 8,2%), nuclei familiari meno numerosi (9,1% contro 7,5%).  In 15 province italiane i cittadini pur avendo un reddito pro capite superiore alla media nazionale mostrano una minore propensione al risparmio.

Ne sono esempio Roma (reddito pro capite superiore del 14,1% rispetto alla media nazionale e  propensione al risparmio inferiore del 6,3%); Cagliari (un reddito pro capite superiore del 4% e propensione al risparmio inferiore del 36% rispetto alla media italiana a fronte di
Bolzano (reddito superiore di oltre il 39% e propensione al risparmio inferiore del 14%).

Viceversa, in 18 province la propensione al risparmio è maggiore nonostante una situazione reddituale inferiore alla media italiana.

E’ il caso di Asti (reddito pro-capite inferiore del 7% rispetto alla media nazionale, propensione al risparmio superiore del 65%), Alessandria (reddito  leggermente  sotto la media ma risparmio superiore di quasi il 50%) e Avellino (meno 29% reddito, più 26% propensione al risparmio).

Tra il 2019 e il 2023 in 103 province su 107, la propensione al risparmio è aumentata (7,5% contro 8,3%). Le uniche realtà a registrare un calo sono Isernia, Pavia, Cremona e Lodi.

In cima alla classifica, in questo periodo, c’è sempre stata Biella mentre le province che hanno guadagnato più posizioni, vedendo crescere sensibilmente la propensione al risparmio, sono Gorizia (+ 14 posizioni scalate), Oristano (+ 12), Udine (+ 12), Trieste (+ 12) e Lucca (+ 12).