CHIETI – “Sono spiacente, ma non posso dichiarare nulla”. Così il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, interpellato da AbruzzoWeb in merito alla procedura di dichiarazione di pubblica utilità del project financing per la costruzione di un nuovo ospedale di Chieti da 225 milioni di euro e 500 posti letto.
Un iter che, in base all’ultimatum della Giunta regionale e in primis del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, con una delibera del 12 aprile scorso, dovrà concludersi entro e non oltre il 30 aprile prossimo.
Un silenzio, quello del manager chietino, che cade in giorni cruciali negli uffici della sua Asl, che deve portare a termine un iter avviato ben 3 anni fa, in questa fase affidato al responsabile unico Filippo Manci, relativo alla realizzazione di un nuovo nosocomio in sostituzione del vecchio Santissima Annunziata, staticamente e sismicamente insicuro per via della scoperta di scadenti materiali di costruzione.
Una vicenda che sta surriscaldando il clima politico abruzzese, visto che centrodestra e Movimento in 5 stelle in Regione stanno dando battaglia contro un project financing ritenuto un pessimo affare per le casse regionali.
E nulla intende dichiarare Flacco, anche in merito a quanto scritto da questa testata sul giallo (chiarito) del requisito del rispetto delle norme per il diritto al lavoro dei disabili, in capo alla proponente Maltauro.
Requisito che, per il rup Manci, come riferito da Flacco al presidente D’Alfonso in una riunione del 13 marzo, era mancante mentre, come si evince da una lettera Provincia di Vicenza, la dichiarazione di sussistenza era stata inviata alla Asl per ben due volte, il 26 ottobre 2016 e anche il 7 febbraio 2017.
Un ulteriore “giallo”, che rafforzerebbe l’intenzione di D’Alfonso di accentrare la pratica in capo alla Regione, come già annunciato, sottraendola alla Asl e in particolare al “poco collaborativo” rup Manci che aveva già evidenziato irregolarità fiscali in capo all’ati proponente, poi chiarite, e infine che il project è troppo sbilanciato verso l’interesse privato. (f.t.)



