L’AQUILA – C’è una delibera che la Regione si è “dimenticata” di comunicare tra i vari provvedimenti approvati nella seduta di Giunta di ieri. Quella che ritira il finanziamento pubblico di 30 milioni di euro destinati nel maggio 2018 al project financing del nuovo ospedale di Chieti, non sicuro sismicamente e staticamente, e intende utilizzarli per coprire con “somma urgenza” parte della voragine che si è aperta sui conti della sanità, pari a 65,7 milioni di euro, con un risultato di esercizio negativo salito a 13,3 milioni di euro. 

Decisione da ultima spiaggia, che suscita le perplessità sulla legittimità da parte di più di un dirigente, e che determinerà con ogni probabilità un durissimo contenzioso con l’ati Maltauro Nocivelli che ha presentato da anni il project, ottenendo la dichiarazione di pubblica utilità dalla precedente Giunta di centrosinistra. 

Il provvedimento però fa seguito ad una richiesta che sarebbe stata formulata giovedì scorso dal Ministero della Salute nell’ultimo tavolo di monitoraggio nazionale, il primo nell’emergenza Covid-19, dove la Regione è stata “strigliata” per i conti che sono tornati in rosso della sanità abruzzese, commissariata per eccessivo deficit nel 2008 ed uscita dal tunnel, dopo una cura da cavallo solo nell’ottobre 2017, ma ancora sotto “tutela” governativa. 

I dubbi nascono dal fatto che lo spostamento dei 30 milioni è certo, il suo recupero no,  e questo potrebbe innescare il ricorso dei proponenti.

La decisione in realtà era stata nei giorni scorsi annunciato trionfalmente dall’assessore alle Attività produttive Mauro Febbo, di Forza Italia e chietino, ieri però unico componente di giunta assente per l’approvazione, e salutata come un grande successo, in quanto significava affondare il vituperato progetto di finanza, contro cui si è battuto per anni insieme al M5S, che ha plaudito all’annuncio dello stesso Febbo, che prevede l’abbattimento e ricostruzione della struttura, datata e insicura sismicamente, tanto che i corpi di fabbrica C ed F sono chiusi perché pericolanti.

Il segretario organizzativo regionale di Fi ha annunciato l’avvio di un nuovo project, più economico e che prevede solo la ristrutturazione e consolidamento dell’edificio esistente.

Il problema però è che il project ha ricevuto la pubblica utilità lo scorso anno dalla giunta regionale di centrosinistra guidata da Luciano D’Alfonso, ora senatore del Pd, che ha avocato a sé l’esame della pratica e la decisione alla luce del ritardo della Asl teatina nelle mani della quale è tornata ora la palla. Andrebbe a questo punto indetto il bando di gara.

A bloccare tutto però il centrodestra, salita al potere a febbraio 2019. Come ribadito sabato scorso dall’assessore Nicoletta Verì, occorre “valutare al sostenibilità economica per le casse della Asl”, condizione che ad oggi non sussisterebbe.

Ed è per questo che la delibera approvata ieri avrebbe da quanto si apprende suscitato più di una perplessità da parte di più di un dirigente, perché avrà come conseguenza il ricorso e la richiesta di un maxi risarcimento da parte di Maltauro e Nocivelli. 

In ogni caso, poi, quei soldi in qualche modo andrebbero rimessi nel capitolo a cui erano stati destinati.

Ad asseverare invece la regolarità tecnica e amministrativa della delibera è stato il capo-dipartimento Sanità, Claudio D’Amario, ex dg della Asl di Pescara, direttore della Prevenzione del ministero fino a dicembre scorso, appena entrato in servizio in Regione, essendo stato fino a fine aprile  rimasto a Roma nella task force costituita proprio su fronte dell’emergenza coronavirus.

E così nella delibera, la numero 290 del 2020, si spiega che nel quarto trimestre 2019 emerge che le Asl risultano in perdita per un valore aggregato pari a 65.768.000 di euro, e che il risultato di esercizio sempre al quarto trimestre rileva un valore negativo pari a 13.335.000 euro e che “necessita di coperture regionali ai sensi della legge vigente”.

Occorre dunque “provvedere con urgenza ad identificare le coperture necessarie a garantire l’equilibrio per l’esercizio 2019”.

E così si è messo mano a quanto previsto dalla delibera di giunta del 18 maggio del 2018 approvato dalla Giunta di Luciano D’Alfonso, che destina “il contributo pubblico per l’affidamento in regime di finanza di progetto della concessione relativa alla progettazione definitiva ed esecutiva e all’esecuzione dei lavori di nuova costruzione, demolizione e ristrutturazione dell’ospedale clinicizzato Santissima Annunziata di Chieti ed alla gestione di alcuni servizi non sanitari e commerciali”.

D’Amario attesta anche che questi 30 milioni possono essere destinati a coprire con urgenza le perdite, “senza oneri a carico bilancio regionale essendo già compresi nel perimetro sanitario”. Filippo Tronca