L’AQUILA – “Sul futuro del Progetto C.a.s.e. continuano a esserci troppi silenzi da parte della Giunta Biondi”.

Lo afferma il consigliere comunale di opposizione Paolo Romano, capogruppo di L’Aquila Nuova, tornando sulla vicenda che riguarda Invimit, la società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che si occupa della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.

Al centro della questione c’è la lettera d’intenti sottoscritta nel maggio 2025 tra il Comune dell’Aquila e Invimit, relativa alla valutazione di 40 piastre ancora in uso nelle aree del Progetto C.a.s.e. di Cese, Bazzano e Coppito, per un totale di circa 1.600 alloggi e un patrimonio dal valore stimato di almeno 50 milioni di euro.

Un’operazione che, sottolinea Romano, continua ad alimentare le preoccupazioni di numerose famiglie che temono ripercussioni sul proprio diritto alla casa.

Per fare chiarezza sulla vicenda, Romano ha richiesto la convocazione della Commissione di vigilanza e controllo, con l’obiettivo di trasformarla in un tavolo permanente di confronto e ascolto per i residenti del Progetto C.a.s.e.

“Dalla Commissione è emerso un dato allarmante: l’amministrazione sembra sapere meno dei cittadini. Molte delle domande poste sono rimaste senza risposta e la Giunta si è riservata di fornire chiarimenti successivamente. Il punto, però, è politico: quale futuro immagina l’amministrazione per il patrimonio del Progetto C.a.s.e.? Quali garanzie intende offrire agli inquilini? E come pensa di coniugare la valorizzazione di immobili oggi abitati con altre funzioni pubbliche?”, afferma Romano.

Due, in particolare, le questioni sulle quali il consigliere chiede chiarimenti. “La prima riguarda la lettera d’intenti sottoscritta con Invimit nel maggio 2025, che aveva una durata di 365 giorni. Come si può andare avanti se quella scadenza è ormai trascorsa e della cosiddetta fase 2, prevista nello stesso documento, nessuno sa nulla? Su questo punto il silenzio è stato assordante. Non esiste alcun atto o provvedimento pubblicato sull’Albo pretorio del Comune, né sono arrivate spiegazioni, nonostante una mia interpellanza presentata nel novembre 2025”, prosegue il consigliere comunale.

“L’altro interrogativo riguarda il precedente rapporto tra Comune e Invimit. La società non arriva all’Aquila nel 2025. Già nel 2023 l’amministrazione aveva partecipato a un avviso promosso da Invimit proponendo due piastre non utilizzate di Roio per la realizzazione di uno studentato. Che fine ha fatto quell’iniziativa? Anche su questo, durante la Commissione, è calato un imbarazzante silenzio”, aggiunge Romano.

“È sempre difficile chiedere a questa amministrazione di utilizzare processi partecipativi per spiegare ai cittadini decisioni destinate a cambiare concretamente la loro vita. Ancora più preoccupante è aver constatato quanto di questa vicenda siano all’oscuro lo stesso assessore delegato e i consiglieri di maggioranza. Il futuro del Progetto C.a.s.e. e delle famiglie che vi abitano merita trasparenza, confronto e risposte, non altri silenzi”, conclude Romano.