L’AQUILA – Sono arrivate a 500 le procure raccolte per dare il via al ricorso collettivo degli assegnatari dei Progetti Case dell’aquila contro i maxi conguagli anche di duemila euro arrivati nei giorni scorsi per le bollette di elettricità e gas.
Gli inquilini hanno affermato di non voler pagare cifre calcolate con rilevazione a metro quadrato, ma solo in base al reale consumo “come stabilito da una sentenza del Tribunale dell’Aquila”.
I conguagli si riferiscono ai consumi effettuati nel periodo che va dall’aprile 2013 al dicembre 2014 che stanno generando una vera e propria guerra al Comune da parte degli assegnatari.
Oltre 370 le procure raccolte durante l’ultima riunione che c’è stata alla tenda amica di Bazzano lo scorso 23 agosto e alla quale hanno preso parte centinaia di assegnatari che sono già da tempo sul piede di guerra.
I toni, infatti, in alcuni momenti dell’incontro sono stati anche molto accesi in occasione di alcuni interventi.
Alla riunione che è servita per raccogliere altre procure, oltre le iniziali 60 raccolte dal comitato Domiciliati case nelle scorse settimane, ha preso parte anche l’avvocato aquilano Fausto Corti che ha spiegato agli assegnatari come funzionerà il ricorso di cui si occuperà gratuitamente.
La raccolta delle firme durerà ancora per qualche giorno per permettere a chi non ha potuto partecipare all’incontro del 23 agosto, di poter dare il proprio assenso.
Le prossime riunioni per raccogliere nuove procure sono previste per venerdì 2 settembre dalle 18 alle 20 nella tenda di Coppito 3 e sabato 3 settembre dalle 14,30 alle 18 al progetto Case di Tempera, alla piastra 7 in via Montecaticchio.
“Siamo soddisfatti, anche se ci saremmo aspettati una ancora maggiore partecipazione – afferma Fabio Giurina del comitato Domiciliati Case – È anche vero che la raccolta è ancora in corso, quindi il numero è destinato ad aumentare. Siamo convinti che solo mantenendo unito il fronte si potrà raggiungere l’obiettivo raggiunto che è quello di pagare in base ai giusti consumi. Non è vero che gli assegnatari non vogliono pagare. Chiediamo solo che si applichi la sentenza del tribunale che stabilisce il pagamento in base al consumo”.
I conguagli inviati alle famiglie sono circa 5.300 (alcune bollette arrivano anche a 2 mila euro) e sono molti i cittadini che hanno scelto di agire autonomamente con esposti alla procura.
“Non si tratta di cartelle esattoriali, ma di semplici richieste di pagamento di carattere unilaterale e sono quindi bollette che lasciano il tempo che trovano – afferma Corti – Il Comune dovrebbe fare un decreto ingiuntivo, ma siccome non ha né tempo né soldi, ricorre a meccanismi di ricatto come la minaccia del distacco delle utenze o il distacco effettivo salvo pagare tutto il dovuto”. Marianna Galeota





