L’AQUILA – “Lo scrivente Dipartimento non ha alcun titolo a interloquire sulle rappresentanze richieste”.
Con queste parole il capo del Dipartimento di Protezione Civile, Franco Gabrielli, ha risposto al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che qualche giorno fa aveva scritto per chiedere una collaborazione nella spinosa questione degli alloggi del Progetto C.a.s.e. e delle criticità emerse dopo il crollo di un balcone di legno, per difetti di costruzione e materiale scadente, nel progetto C.a.s.e. a Cese di Preturo.
“Mi torna in mente il genio napoletano ‘Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto; chi ha dato, ha dato, ha dato. Scurdammoce o’ ppassato, simme e Napule paisà”, il commento di Cialente sulla sua bacheca Facebook.
Il primo cittadino, nella missiva datata 10 ottobre, aveva chiesto “di assicurare la dovuta garanzia per gravi vizi di costruzione degli immobili, come per legge” e “assicurare la fattiva collaborazione di codesto Dipartimento alle attività di analisi delle condizioni strutturali di tutti gli edifici del Progetto Case, anche e soprattutto in considerazione della conoscenza da parte dello stesso Dipartimento dei processi di progettazione e realizzazione degli edifici del Progetto Case in qualità di stazione appaltante”.
Un tentativo del sindaco di rilanciare la questione come problema nazionale, richiamando il governo a una presa di responsabilità, con la richiesta anche di un “intervento per assicurare l’assistenza alla popolazione che dovesse essere eventualmente evacuata”.
Tutte istanze rispedite al mittente da Gabrielli, che lascia nelle mani del Comune la ‘patata bollente’ ricordando “la cessazione al 31 agosto 2012 dello stato di emergenza”, come specifica nella lettera.
“Quanto alle denunciate responsabilità, anche di natura amministrativa, si attendono gli esiti degli accertamenti in corso da parte dell’autorità giudiziaria”, conclude il capo della Protezione civile nella nota.
In occasione di una sua visita all’Aquila, lo scorso 6 ottobre, Gabrielli ha annunciato che la Protezione civile si costituirà parte civile “qualora venisse accertata la frode nelle pubbliche forniture”, in riferimento all’inchiesta della procura della Repubblica aquilana scattata dopo il crollo.
“Ci costituiremo parte civile quando ci sarà l’accertamento della frode – aveva aggiunto – al contrario di quello che si vuole sempre rappresentare, cioè l’esistenza di una sorta di associazione a delinquere che nel tempo ha arrecato danni a questo territorio”.





