L’AQUILA – “Il sistema fognario di C.a.s.e. e Map è un po’ la rappresentazione plastica del Comune dell’Aquila: fa ‘acqua’ (e non solo) da tutte le parti, non ce la fa!”.
ll capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Guido Liris, utilizza il paragone con la situazione fognaria dei circa 7 mila alloggi antisismici costruiti dopo il sisma, del progetto C.a.s.e. e Map (moduli abitativi provvisoori), per tratteggiare la condizione politico-amministrativa della maggioranza di centrosinistra.
Sul grande insediamento abitativo voluto dall’allora presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, c’è polemica dopo la condanna della Corte dei conti del sindaco, Massimo Cialente, e altri amministratori e dirigenti per la mancata riscossione dei canoni e per la linea dura del Comune sulla richiesta di somme per la compartecipazione alla manutenzione a cui si sono opposti molti affittuari. Liris chiede “un incontro operativo tra Comune e Gran Sasso Acqua per analizzare le condizioni del sistema fognario e programmare immediati interventi risolutivi”.
“Sono anni che i residenti di C.a.s.e. e Map – afferma – vivono la condizione umiliante di un sistema fognario inadeguato, sono anni che i cittadini chiamano ditte private per liberare le condutture; ci sono state anche petizioni popolari in tal senso per evidenziare il rischio igienico-sanitario: tutte le richieste di intervento sono state inascoltate. In particolare, in coincidenza con precipitazioni copiose, i rigurgiti a cielo aperto di acque reflue invadono strade e prati frequentati da bambini; in alcune situazioni tali condizioni riguardano insediamenti prossimi a strutture sportive e scolastiche”.
“L’amministrazione – prosegue Liris – sceglie di inseguire i problemi, di non affrontarli: chiediamo a Cialente di non nascondere le proprie responsabilità dietro le emergenze”.
“Il sindaco spesso offende chi non la pensa come lui, ma io mi sento ugualmente di dargli un consiglio: sottovalutare le condizione in cui versa il sistema fognario dei nuovi insediamenti produttivi è molto pericoloso, le norme in materia ambientale sono molto severe, il carico di germi contenuto nelle acque reflue richiede un rapido allontanamento delle stesse, per evitare situazioni di ristagno e un conseguente aumento di possibili infezioni. Risolvere il problema delle fogne è un impegno di civiltà”, conclude.





