L’AQUILA – Quanti saranno i profughi che l’Abruzzo dovrà accogliere? Dove e come? Queste le domande che la Commissione speciale immigrazione della Regione Abruzzo, convocata per domani alle 11, sottoporrà ai quattro prefetti abruzzesi, Fulvio Rocco de Marinis (Chieti), Francesco Alecci ( L’Aquila) Vincenzo D’Antuono (Pescara), Valter Crudo (Teramo). Prenderanno parte alla riunione anche l’assessore regionale al sociale Marinella Sclocco e il presidente regionale dell’Associazione nazionale comuni italiani Luciano Lapenna.
Domande che sottolinea ad Abruzzoweb, il presidente della commissione Emilio Iampieri, Forza Italia, ancora non hanno risposta, a pochi giorni dall’incontro del 7 maggio del ministro degli Interni Angelino Alfano con i rappresentanti di tutte le Regioni.
“La Regione – spiega Iampieri – è ancora all’oscuro di tutto, come mi ha confermato l’assessore regionale Sclocco, perché appunto la partita dell’accoglienza è in mano al governo, con il tramite nei territori da parte dei prefetti. Ma per la Regione è importante sapere subito quanti immigrati dovrà accogliere, se cento, mille o anche di più”.
Iampieri ammette anche di “aver saputo solo dai giornali” l’arrivo, pochi giorni fa di una cinquanta di profughi provenienti da Gorizia e che saranno ospitati in varie strutture della costa adriatica.
Interviene sulla questione anche Lorenzo Sospiri capogruppo Fi in Regione.
“Nessuno nega solidarietà e ospitalità a persone che stanno vivendo un dramma che li costringe a fuggire dalle proprie terre – si legge in una nota – ma questa accoglienza va evidentemente governata e gestita in maniera razionale. In tal senso è fondamentale il ruolo della Regione Abruzzo che certamente non può pensare di lavarsene le mani, far finta di nulla e lasciare soli i sindaci ad affrontare, di volta in volta, le urgenze, a partire dalla scelta e dal reperimento dei siti e delle strutture necessarie per ospitare gli immigrati, una individuazione che deve tener conto delle esigenze dei territori e dei residenti. E questo ruolo di coordinamento e regia deve essere svolto dalla Regione”.
E Sospiri cita come esempi negativi di politica dell’accoglienza senza una strategia, la rivolta dei 15 profughi ospiti a Palmoli (Chieti), le lamentele degli imprenditori del turismo di Montesilvano, che “rischiano di dover aprire la stagione estiva con decine di profughi ospitati direttamente in strutture sulla spiaggia, una condizione che inevitabilmente determinerà un crollo delle prenotazioni con danni incalcolabili per il settore”, e al caso di Chieti “dove addirittura era stata requisita una Ipab, che ospita anziani e diversamente abili, e dove il direttore aveva pensato di stipare pure i profughi, generando una convivenza impossibile”.





