PESCARA – Quest’anno dopo due anni di attese, sono state verificati in Abruzzo le occupazione di due nidi ben nascosti da parte di altrettante coppie di ghiandaia marina mentre un altro è stato utilizzato da una coppia di assiolo, un piccolo rapace notturno anch’esso migratore e nidificante in Abruzzo come la variopinta ghiandaia.
Ad oggi i siti abruzzesi di nidificazione della Ghiandaia marina sono stati individuati esclusivamente nel teatino, in territori agricoli poco abitati e con limitata presenza umana.
Sebbene la dieta della specie sia molto varia (comprese rettili, uccelli, piccoli anfibi e mammiferi), gran parte delle sue prede sono coleotteri, imenotteri e ortotteri, rendendola un formidabile aiuto nella lotta agli insetti nocivi per le colture.
Le prime coppie arrivano in Abruzzo a maggio e il periodo riproduttivo si protrae sino agli inizi di agosto: la specie nidifica in cavità naturali o artificiali ( alberi secolari e nel teatino soprattutto ruderi e vecchie case abbandonate); questi siti di nidificazione sono però sempre più rari e per questo motivo la SOA, grazie alla disponibilità della società TUA-Ferrovia Sangritana, e senza alcun contributo di privati o enti pubblici, ha installato dieci cassette-nido idonee alla specie su alcuni tralicci e fabbricati abbandonati e di difficile localizzazione, scegliendo i territori più adatti e seguendo le esperienze positive maturate in altre regioni italiane e in Europa.
Le minacce principali alla sopravvivenza della specie sono dovute alla trasformazione degli ambienti di nidificazione e alimentazione, causate soprattutto dall’aumento dell’agricoltura intensiva e dall’uso di fitofarmaci: il mantenimento delle colture tradizionali e il diffondersi di quelle biologiche favoriscono perciò questo bellissimo uccello.
La Ghiandaia marina Coracias garrulus, a differenza del suo nome comune, non è un corvide (come la quasi omonima e più nota Ghiandaia comune) e non è legata neppure alle coste o al mare. A quest’ultimo lo accomuna però il colore azzurro acceso del suo piumaggio, vivace come quello delle altre specie di Coraciformi, uccelli diffusi soprattutto nelle regioni tropicali di Africa e Asia. La Ghiandaia marina è una specie poco comune in Abruzzo e poco nota, anche a causa della sua elusività, che non ne facilita l’osservazione ravvicinata. Tra la fine del XX secolo e i primi anni del nuovo millennio la specie ha subito un notevole calo, tanto che tra il 2008 e il 2014 i 28 stati dell’Unione europea hanno incluso questo bellissimo uccello nell’Appendice I della “Convenzione sulle specie migratrici”, predisponendo un piano di protezione appositamente dedicato. Oggi la popolazione riproduttiva europea è ritenuta ancora in calo, sebbene rallentato: infatti, grazie al progetto “Coracias Italia” (partito nel 2011 e al quale la Stazione Ornitologica Abruzzese ha subito aderito) i numerosi rilevatori coinvolti hanno evidenziato un consistente incremento nella nostra nazione.






