L’AQUILA – Festività natalizie e campagna elettorale si mescolano per gli aspiranti parlamentari del Partito democratico che il 29 dicembre ,dalle 8 alle 21 negli stessi seggi in cui si è votato il 25 novembre scorso, si confronteranno con le primarie per aspirare ad un posto al sole nelle liste per le politiche di febbraio
Nel giorno di Santo Stefano Stefania Stefania Pezzopane, assessore comunale alla Cultura al Comune dell’Aquila, ha rinnovato il suo appello al voto “per far sì che in Parlamento entri una donna che farà di due questioni fondamentali il suo impegno quotidiano: ricostruzione sociale e cultura, soprattutto in vista della candidatura della città dell’Aquila a diventare capitale europea del 2019 della cultura”.
“La vicenda aquilana sembra ormai archiviata dopo un’esposizione molto forte degli anni scorsi, ma sappiamo tutti che non è così. Questo Governo ha fatto delle buone cose, come sbloccare i 2 miliardi del Cipe, ma per il futuro c’è incertezza delle risorse, dal momento che una volta esauriti quelli a disposizione in Cassa rimarrà ben poco per la ricostruzione. E poi ci sono battaglie ancora da combattere, come quella del ripristino del contributo agevolato con il sistema della Cassa depositi e prestiti e dei contributi Inps-Inail. Tutte vicende che seguirò da vicino anche se andrò a Roma” ha detto la Pezzopane che, però, non dimentica il resto del territorio provinciale.
“Come presidente della Provincia – ha aggiunto – ho conosciuto a fondo la realtà di tutta la Provincia, ente che non merita di finire sulle cronache per questioni giudiziarie. Ci sono questioni aperte, come la Micron di Avezzano, che necessitano un attenzione costante e un impegno quotidiano”.
Alle primarie gli elettori potranno votare per una donna ed un uomo la Pezzopane ha ricordato come “in questi anni se c’è stata una persona che si è spesa in prima persona per questa città e questo territorio è Giovanni Lolli”.
Infine una riflessione sulle candidature e le deroghe concesse ad alcuni esponenti illustri, come il senatore Franco Marini, che non si sottoporranno al giudizio delle consultazioni popolari: “Noi abbiamo scelto di confrontarci per entrare in Parlamento senza avere il timbro di ‘nominati’”. (g.a.)






