L’AQUILA – L’uso senza patrocinio del logo del Comune dell’Aquila nella locandina di un evento previsto per oggi di Americo Di Benedetto, candidato alle primarie del 9 e 10 aprile, colora di giallo le ultime frenetiche ore della campagna elettorale verso il silenzio che scatterà domani.

Lo stemma civico campeggia nell’angolo in basso a sinistra del materiale di comunicazione diffuso “porta a porta” tramite le applicazioni di messaggistica per smartphone, ma non sul comunicato inviato alle redazioni e nemmeno sui social.

Ma “il patrocinio non c’è”, come conferma ad AbruzzoWeb Dania Aniceti, la dirigente del settore comunale Cultura.

Anche perché l’unica norma scritta sull’uso dello stemma civico, il “Regolamento comunale per la concessione di provvidenze economiche e del patrocinio del comune alle attività culturali”, all’articolo 17 spiega che “i soggetti che beneficiano del patrocinio sono di norma autorizzati all’uso del logo”, ma all’articolo 16 sottolinea che il patrocinio non si concede “a favore di organizzazioni politiche, sindacali o rappresentative di interessi di categorie economiche e sociali”.

Di Benedetto, dalla sua, conferma di non avere chiesto l’impossibile patrocinio, ma rivela che “la convenzione che ho dovuto siglare per affittare l’Auditorium del Parco, che non è gratis, non solo mi consente, ma mi impone l’uso del logo nel materiale pubblicitario. Montarci su una gazzarra mi sembra pretestuoso, qualcuno comincia ad avere fifa…”.

Sui social Di Benedetto ha poi anche difusso una pagina del documento di concessione della struttura per l’evento, evidenziando l’articolo 7 proprio sull’utilizzo del logo comunale che recita: “Il logo istituzionale del Comune dell’Aquila deve apparire su tutto il materiale pubblicitario stampato, affisso e diffuso inerente la sub-concessione”.

La vicenda fa esplodere un altro dei tre concorrenti, Lelio De Santis. “Di Benedetto si crede già sindaco? Gli ricordo che siamo ancora alle primarie – afferma ad AbruzzoWeb – L’uso del logo è una vergogna, chiunque lo faccia. I candidati dovrebbero mostrare rispetto delle norme, correttezza, sobrietà, qui si usano strutture pubbliche, entrambi lo fanno, in questo caso aggravando la situazione con l’uso del logo, mostrando una visione padronale della cosa pubblica”.

“Io ho usato una struttura privata. Inoltre l’Auditorium del Parco, progettato da Renzo Piano, è una struttura di prestigio – rimarca De Santis – Dovrebbe servire per la cultura, ‘sporcarlo’, tra virgolette, con la politica è un pessimo esempio”.

Nessun commento, invece, per l’altro candidato dem, Pierpaolo Pietrucci, che sul caso-logo non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Resta alla finestra il Comitato promotore delle primarie. “Se Di Benedetto abbia avuto o meno il patrocinio non possiamo saperlo – spiega il presidente, Mario Schettino – e neanche possiamo metterci becco è competenza dell’istituzione”.

“Noi  abbiamo realizzato del materiale comune con un fac simile unico, quanto al materiale personale ogni candidato gestisce il suo e non c’è vaglio da parte nostra, abbiamo solo raccomandato sobrietà e censureremmo eventuali attacchi reciproci, ma non è avvenuto”, conclude.