L’AQUILA – E Luciano D’Alfonso convocò la sua prima Giunta mentre gioca l’Italia.
È stata fissata infatti per domani a palazzo Silone alle 18, esattamente l’orario del fischio d’inizio d’Italia-Uruguay, la prima riunione degli assessori nominati giovedì scorso, come confermato dall’agenda del presidente sulla sua bacheca Facebook.
Una severità che accomuna il neo governatore abruzzese al severissimo Guidobaldo Maria Riccardelli del film Il secondo tragico Fantozzi, che convocava il celebre ragioniere interpretato da Paolo Villaggio e i colleghi “per vedere un film cecoslovacco… Ma con sottotitoli in tedesco” in un terribile cineforum proprio in occasione della diretta tv del match Inghilterra-Italia a Wembley.
Proprio come per gli impiegati della “megaditta” saranno vietate le radioline, da sequestrare all’ingresso, e non ci saranno giustificazioni per chi arriverà in ritardo, anche se rispetto al 1976, data d’uscita della pellicola, gli smartphone consentiranno aggiornamenti in tempo reale e, per i più smaliziati, anche lo streaming video in diretta.
Non potranno, quindi, diffondersi voci incontrollate come il punteggio di 20-0 o il gol di Zoff di testa su calcio d’angolo di fantozziana memoria.
Per D’Alfonso il bene della Regione viene prima degli Azzurri, nonostante la presenza del conterraneo Marco Verratti, e più volte ha già detto che “non bisogna perdere tempo”.
C’è da scommettere che rispetto agli altri colleghi neo assessori più dura da accettare sarà per il vice presidente della Giunta, Giovanni Lolli: appassionato di sport, soprattutto di montagna, ma tifoso anche di calcio, dell’Inter in particolare.
Ma soprattutto, Lolli all’epoca dei Mondiali 2006 vinti dall’Italia era sottosegretario allo Sport del governo Prodi alle dipendenze del ministro Giovanna Melandri.
E dopo aver criticato i nazionali coinvolti nelle inchieste di “Calciopoli”, ha assistito in primissima fila all’Olympiastadion di Berlino alla finale contro la Francia che ha incoronato i calciatori di Marcello Lippi campioni del mondo per la quarta volta.
Ora, a meno che non scattino trattative diplomatiche tra stasera e domattina e D’Alfonso ceda alla ragion di Stato, a lui e agli altri non resterà che ricorrere ai telefonini per sapere che fa l’Italia. Alberto Orsini





