L’AQUILA – Una lettera al ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, che oggi parteciperà al corteo storico della Perdonanza celestiniana in rappresentanza del Govenro, per chiedere chiarezza sul loro futuro professionale e lavorativo.
A scriverla sono i precari della Provincia dell’Aquila, con una nota che riportiamo integralmente.
LA NOTA AL MINISTRO BARCA
Onorevole Ministro,
non senza un certo imbarazzo ci uniamo alle molte lettere che quotidianamente riceverà.
Lavoriamo presso la Provincia dell’Aquila dal 2005 e, dopo aver superato molte selezioni, partecipato a procedure concorsuali mirate alla progressiva stabilizzazione del personale precario siamo giunti a pochi mesi dalla scadenza del nostro contratto.
A seguito dell’ultimo concorso, risalente a dicembre 2010, decimati in ossequio ai tagli previsti dal Governo, siamo tutti collocati in graduatorie a tempo indeterminato e, dall’aprile 2011 siamo contrattualizzati in 36 con contratto a tempo determinato part-time sino al 31/12/2012.
Ciò posto, Onorevole Ministro, non possiamo negare un certo disappunto dinanzi ad una “politica” locale che, evidentemente coadiuvata dalle autorità governative, lavora alacremente per tutelare posizioni lavorative non certo più meritevoli della nostra, in nome della ricostruzione, del terremoto, di OPCM, di co.co.co. urgenti di stabilizzazioni.
Ebbene, siamo stati co.co.co. anche noi, con stipendi pari all’esatta metà di quel personale, ed abbiamo conquistato il tempo determinato con concorsi pubblici per titoli ed esami perché non è bastata, evidentemente, solo la presentazione di un curriculum.
Siamo stati terremotati, abbiamo lavorato in prima linea per la ricostruzione, e lo abbiamo fatto dislocati presso i CPI sulla costa abruzzese, nei container, presso i COM, la SGE, e lo continuiamo a fare presso il CPI dove eroghiamo servizi nell’ambito delle politiche attive del lavoro.
Siamo noi che abbiamo operato concretamente ai fini dell’attuazione della normativa sugli ammortizzatori sociali in deroga, sempre noi che ci adoperiamo a favore delle aziende che ricercano personale e degli utenti alla ricerca di un’occupazione.
Negli anni abbiamo chiesto alla Provincia dell’Aquila di procedere ad una graduale stabilizzazione. Le nostre richieste sono state disattese, nonostante l’Ente abbia continuato a contrattualizzare a tempo determinato ed indeterminato non attingendo alle nostre graduatorie.
Il Presidente Antonio Del Corvo ci ha riferito di aver supportato presso la Capitale, per ben una settimana, la richiesta di stabilizzazione degli scriventi ottenendo, per tutta risposta, un perentorio no.
Onorevole Ministro, le chiediamo di conoscere il perché di tale determinazione.
Il nostro sgomento è ulteriormente incrementato dal contenuto della missiva a lei inviata dal nostro Sindaco Massimo Cialente e dall’Assessore Stefania Pezzopane nella quale gli stessi chiedono tutela per il personale precario del Settore delle Politiche Sociali del Comune dell’Aquila che, anche solo attraverso la presentazione di un curriculum, è impegnato nella ricostruzione del tessuto sociale aquilano.
E allora ci chiediamo: Perchè si tutelano “opportunita’” e “aspettative” lavorative mentre si mortificano invece i diritti legittimamente maturati a seguito di vere procedure concorsuali? Perchè il “chiasso”, spesso mediato da autorevoli personalità locali, deve essere premiato rispetto a chi, in silenzio pensa a lavorare? Perchè lo “stemma” della protezione Civile tutela i lavoratori più di quello della Provincia dell’Aquila?
Le chiediamo di darci delle risposte. Risposte chiare ed esaurienti che l’Istituzione Governativa non può negarci.
Chi sono allora, signor Ministro, i figliastri?? Non certo noi che siamo meno dei figliastri, meno di niente, ma, forti non da ultimo delle indicazioni espresse al Governo dal Presidente della Repubblica che ci legge, in favore della salvaguardia dell’uguaglianza sociale e dei diritti maturati dai lavoratori, agiremo per la tutela dei nostri diritti i ogni sede più opportuna.
Chiediamo infine al Governo, Suo cortese tramite, di vigilare affinchè l’azione amministrativa degli Enti Locali dell’Aquila si svolga nel rispetto del principio cardine della “ragionevolezza”, disarmati dal proliferare di personale assunto facendo appello alle più “fantasiose” tipologie contrattuali mentre per noi, in uno scenario gattopardesco pieno di promesse, cambia tutto e tutto può cambiare, a patto che tutto resti immutato.
Distintamente, i precari della Provincia dell’Aquila.






