L’AQUILA – Rischia la paralisi in diversi settori-chiave, il Comune dell’Aquila, qualora non vengano rinnovati i contratti in scadenza dei precari che hanno superato i 36 mesi imposti come termine massimo per il “tempo determinato” dal Jobs Act di Matteo Renzi.

Contratti sui quali è in corso un’aspra battaglia, a colpi di occupazioni delle stanze comunali e pareri legislativi, per prorogarli in deroga alla nuova normativa, opportunità avvalorata da un verdetto del ministero del Lavoro.

I precari sono ripartiti in questi settori:14 unità alla ricostruzione privata, 3 alla ricostruzione pubblica, 1 all’ambiente, 3 allo sportello unico attività produttive (Suap), 5 ai tributi, 2 alla ragioneria, 2 all’avvocatura e 1 all’anagrafe.

Ci sono poi 10 unità di ambito sociale: 4 istruttori socio educativi, 2 alle politiche sociali, 1 alla cultura e 3 assistenti sociali, e si arriva a 41.

Infine, le 15 maestre dei nidi comunali, per un totale di 56 persone.

A questo gruppo, tra l’altro, si aggiungeranno 10 operai per i quali ancora non è scattata la tagliola di 36 mesi del Jobs Act.

LA BATTAGLIA PER I RINNOVI

C’è stato a lungo il dubbio che il Jobs Act impedisse un rinnovo dopo 36 mesi già passati a tempo determinato, ed è scattata la mobilitazione con una serie di occupazioni della stanza del sindaco, Massimo Cialente, ma proprio un suo interpello al ministero del Lavoro attraverso l’Associazione dei comuni (Anci) ha chiarito che si può agire in deroga.

Di qui l’atto di indirizzo della Giunta recapitato al dirigente del settore, Ilda Coluzzi, e al ragioniere capo, Fabrizio Giannangeli, invitandoli a predisporre la delibera da rispedire all’esecutivo e di farlo entro dopodomani.

Una pressione crescente, quella sui dirigenti, secondo quanto appreso non rassicurati dal verdetto giunto dal ministero del Lavoro e che potrebbero preparare l’atto, ma fornendo parere negativo.

Intervistato da AbruzzoWeb, Giannangeli ha detto che la copertura c’è ma che bisogna verificare bene. La Coluzzi è stata fin qui irrintracciabile.