PESCARA – “Dopo anni di lavoro essenziale per il funzionamento della giustizia italiana, con risultati straordinari nel contrasto all’arretrato e nella digitalizzazione degli uffici, oggi ci troviamo ancora senza certezze sul nostro futuro”.
È quanto si legge in una nota del sindacato Usb che annuncia che il 15 ottobre, in occasione dello sciopero nazionale,” i lavoratori e le lavoratrici del Pnrr Giustizia – Addetti all’Ufficio per il Processo, Data Entry e Tecnici di Amministrazione – scenderanno in piazza per chiedere con forza ciò che spetta loro: la stabilizzazione di tutti i precari”.
In Abruzzo, sempre mercoledì 15 ottobre, è prevista una manifestazione, alle 10, in Piazza Italia a Pescara.
“Durante un’audizione alla Camera, il ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il Pnrr, Tommaso Foti, ha dichiarato che ‘sono in atto le procedure di stabilizzazione’ e che ‘rimangono circa 6.000 persone per le quali gli uffici si stanno attivando per poter procedere entro il 2026 anche in tal senso’. Tuttavia, il Ministero della Giustizia non ha ribadito né confermato nulla, generando una confusione inaccettabile e un clima di totale incertezza per migliaia di lavoratori”, viene sottolineato nella nota.
“Chiediamo: una stabilizzazione per tutti, senza ulteriori procedure di selezione, abbiamo già superato un concorso pubblico e, soprattutto, abbiamo maturato competenze ed esperienza sul campo che ci rendono pienamente operativi e indispensabili. Chiarezza immediata sui numeri, le modalità e i tempi delle stabilizzazioni. Garanzie per tutti i lavoratori che hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi del Pnrr. Fine della precarietà in un settore cruciale come quello della giustizia. Con la precarietà, il Ministero della Giustizia è diventato il Ministero dell’Ingiustizia”.
“È urgente prevedere risorse specifiche nella nuova Legge di Bilancio, attualmente in discussione, per garantire la continuità occupazionale e il riconoscimento del lavoro svolto”, conclude la nota.





