L’AQUILA – “La De Micheli ha reso le sue dichiarazioni ma quello che dice non è vero. L’amministrazione si è subito accorta che la normativa non avrebbe consentito ulteriori proroghe per chi lavora qui da ben oltre 36 mesi”.
Così il vice sindaco dell’Aquila, Nicola Trifuoggi, in un incontro con la stampa in cui ha presentato una email della Ragioneria dello Stato dello scorso luglio che boccia completamente le proroghe dei 56 lavoratori con contratto scaduto lo scorso 30 settembre, quasi ‘accusando’ l’ente di voler creare un serbatoio di personale e di puntare alla futura stabilizzazione.
Un incontro che si è svolto nel nuovo municipio di palazzo Fibbioni, in pieno centro storico, in un clima di tensione: la sala “Cesare Rivera” è tuttora occupata dai precari ma nessuno ha potuto ascoltare l’intervento del vice sindaco, tenuto a porte chiuse nel suo ufficio, salvo una precaria che è anche cronista.
Comunque è ormai guerra aperta con il sottosegretario Paola De Micheli che ieri, in un’intervista al tg regionale, ha accusato il Comune di cercare scuse e di chiamare in causa il ministero dell’Economia per nascondere problemi interni che impediscono fin qui le proroghe.
Trifuoggi ha tirato fuori un altro problema che, prima ancora delle leggi, appare insormontabile, quello della copertura finanziaria: “Ci vogliono 2,5 milioni all’anno per i prossimi 2 anni e non li abbiamo, il famoso milione in più di cui si parla è per altre spese di personale. Ci restano 400 mila euro, possiamo utilizzarli per contratti part-time da 30 ore fino al 31 dicembre, per il 2016 e il 2017 non c’è un euro”.
Al netto di copiosi pareri farevoli e contrari di ministeri, dirigenti e tecnici, il Comune procederà alle proroghe se e solo se la sezione consultiva della Corte dei conti, cui è stato richiesto un parere attraverso il Consiglio delle autonomie locali della Regione, che lo ha approvato oggi all’unanimità, tanto che il caso già da giovedì sarà nelle mani della magistratura contabile.
Se la Corte, come già fatto in occasione della richiesta di parere sulla transazione per la mai nata metro di superficie, dichiarerà inammissibile la richiesta, il Comune andrà in fase di stallo totale e a oggi neanche Trifuoggi ha idea di che cosa si potrà fare per il futuro, non c’è insomma un piano B.
“LA RAGIONERIA STRONCA LE PROROGHE”
“Abbiamo fatto una riunione con la senatrice Federica Chiavaroli, che era relatrice del decreto ‘Enti territoriali’ (quello con le nuove norme sulla ricostruzione, ndr), le è stato chiesto se fosse possibile inserire un emendamento per la proroga e lei ha escluso categoricamente che si potesse fare”, ha svelato Trifuoggi.
“Ha detto che lei non avrebbe potuto presentarlo con il parere contrario del governo, avrebbe dovuto farlo qualcun altro, e lo ha fatto la senatrice Pezzopane – ha aggiunto – È seguita una email con cuil il ministero dell’Economia, il 21 luglio, ha fornito il parere della Ragioneria generale dello Stato, che è stato del tutto contrario”.
“Manca la relazione tecnica che dia contezza del personale impiegato e delle attività svolte e da svolgere – così Trifuoggi ha citato quanto scritto dalla Ragioneria – la proposta sembra diretta a costituire pro futuro un serbatoio di personale ed è in contrasto con la normativa per il contenimento della spesa”.
La proposta è stata inoltre definita “settoriale e suscettibile di proposte emulative per altre catastrofi naturali”.
“RISCHIO DI CONTENZIOSI”
“Il 15 settembre successivo è arrivato un nuovo parere negativo dalla De Micheli – ha proseguito Trifuoggi nella sua cronistoria – Poi c’è stato l’interpello di Cialente all’Associazione dei Comuni (Anci, ndr), ma il ministero del Lavoro, che ha risposto, con il pubblico impiego non c’entra nulla”.
E il ministero, come evidenziato dall’ex magistrato, “ha risposto che la proroga si può fare, ma non ha dato risposta alle altre domande sul pericolo di contenziosi. Ci sono rischi concreti che l’Europa, per la ripetuta violazione della regola dei 36 mesi – ha fatto notare – applichi delle sanzioni allo Stato italiano che potrà rivalersi sugli enti che abbiano determinato le violazioni”.
“Inoltre, se facessimo proroghe in violazione della legge come tutti ci chiedono, i precari avrebbero diritto a citarci in giudizio chiedendo la stabilizzazione e il risarcimento del danno chiedendo fino a 12 mensilità!”, ha proseguito ancora, evidenziando poi che “la stabilizzazione non è possibile, non abbiamo posti in organico né capacità assunzionale”.
“QUEI PARERI DI DE NARDIS E COLUZZI”
“Alla ricerca di appigli per arrivare a una conclusione legittima, il sindaco ha chiesto un parere all’Avvocatura, l’avvocato Domenico De Nardis ha risposto che secondo lui si può fare. L’avvocato Ilda Coluzzi, dirigente del Personale, dopo l’atto di indirizzo della Giunta affinché predisponesse la delibera per le proroghe, ha dato parere contrario”.
Questo ha suscitato polemiche e proteste, ma Trifuoggi ha anche aggiunto che “allora io pure sono il ‘cattivo’, insieme alla Coluzzi, perché condivido il suo punto di vista tecnico. Prima ha spiegato perché secondo lei non si possa fare, poi ha preso atto della email del 21 luglio e del parere del ministero del Lavoro. L’amministrazione può avere danni – ha detto ancora – per evitarli la dirigente ha espresso parere contrario. Questo è stato condiviso dal capo della Ragioneria”, Fabrizio Giannangeli.
Ulteriore ostacolo, “il Testo unico degli enti locali prevede che l’unico parere di cui si debba tenere conto è quello del dirigente, l’unico che conta, il resto può servire per arricchire la cultura e dare elementi di giudizio, ma non conta. È seguito un tentativo spasmodico di chiedere pareri – ha rimarcato il vice di Cialente – non so fino a che punto condivisibile, scrivendo al presidente del Consiglio eccetera, ma nessuno ha risposto ufficialmente a questa ondata”.
“L’ULTIMA CHANCE, LA CORTE DEI CONTI”
Fino ad arrivare all’ultima chance. “Tutta la Giunta ha accolto l’ultima idea di chiedere parere a un organo tecnico come la Corte dei conti, che ha una sezione consultiva. L’avvocato Coluzzi non ce l’ha con nessuno e non conosce né i precari né quelli che vogliono entrare al loro posto, si occupa della salute dell’ente e ha scritto il quesito in maniera asettica e noi attendiamo il parere”, ha aggiunto Trifuoggi.
“La Corte ci può rispondere in tre modi, o ci risponde che è inammissibile, o entra nel merito e ci può dire sì o no – ha ipotizzato – Se lo farà seguiremo il parere della Corte, qualunque cosa dica. Se ci dovesse dire che, abolita la normativa precedente sulle proroghe, non cadono le eccezioni, anche la dirigente si adeguerà”.
“Ma se il quesito sarà ritenuto inammissibile, saremo praticamente punto e a capo”, l’amara ammissione finale.
“E I SOLDI NON CI SONO”
Notevole, e sottostimato, il problema della copertura finanziaria.
“I soldi per prorogare questo personale non li abbiamo, abbiamo avuto 1 milione di euro che ci serve per altro e loro lo sanno. Ammesso che la legge lo consenta, non ci sono le coperture – ha confessato Trifuoggi – Non abbiamo un euro per poterlo fare. Abbiamo ancora 400 mila euro da spendere che non garantirebbero lavoro pieno, bensì part-time fino a dicembre, ma non abbiamo soldi per il 2016 e il 2017”.
Non si può creare “un serbatoio di personale”, “in contrasto con la vigente normativa in materia di contenimento della spesa”, che potrebbe causare “contenziosi finalizzati alla stabilizzazione a tempo indeterminato” e “richieste emulative per altre situazioni emergenziali”, per di più con un importo “crescente, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe a sei anni dal terremoto”.
Con queste parole fin troppo chiare, lo scorso luglio la Ragioneria dello Stato e il ministero dell’Economia avevano già bocciato completamente l’operazione di proroga dei 56 contratti a tempo determinato del Comune dell’Aquila scaduti lo scorso 30 settembre, la cui mancata soluzione sta causando disservizi nei principali settori municipali e proteste a non finire.
È quanto svelato oggi nel corso dell’incontro con la stampa del vice sindaco dell’Aquila, Nicola Trifuoggi, che ha enunciato il contenuto di una email del Mef con parere della Ragioneria che dava l’altolà alla proroga.
Ecco spiegato, mesi e mesi dopo, l’atteggiamento fin troppo prudente sul tema del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e dell’assessore al Personale Betty Leone, anche nel replicare agli stimoli della senatrice Stefania Pezzopane, con cui sono finiti in polemica.
Quest’ultima diceva che sulla base delle regole contenute nel decreto “Enti territoriali” che conteneva norme per la ricostruzione modellate sulla base di una sua proposta di legge, in particolare, al comma 14-ter, la possibilità di proroga.
Ma quello che allora nessuno ha detto, e che emerge oggi, è che da Roma la versione originale di quel comma emendato, che aumentava la copertura finanziaria, era già stata bocciata e che la versione attuale, che è legge, di per sé potrebbe non essere sufficiente a procedere, e difatti tutto è fermo.
LA BOCCIATURA COMPLETA
Il comma 14-ter è volto ad estendere alle annualità 2016 e 2017 l’arco temporale di vigenza dell’art. 4, comma 14, del d.l. 101/2013 (il decreto “Salva pubblica amministrazione” del governo Monti, ndr) in tema di proroga o rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato, attualmente previsto per gli anni 2014 e 2015, e ad aumentare il limite massimo di spesa, per gli anni 2016 e 2017, portandolo a 2 milioni di euro annui rispetto all’attuale limite di 1 milione di euro annui a valere sulle disponibilità in bilancio, sempre nel rispetto del patto di stabilità interno e della vigente normativa in materia di contenimento della spesa complessiva di personale, ma in deroga al decreto legislativo n. 81/2015 (il Jobs Act del governo Renzi, ndr).
Al riguardo, si esprime parere contrario in quanto:
essendo riferita agli anni 2016-2017, in assenza di una relazione tecnica che dia contezza del personale già impiegato, delle attività svolte e di quelle da svolgere, la proposta sembra diretta a costituire pro futuro, con un anno di anticipo rispetto al termine ultimo, un “serbatoio” di personale;
la proroga o il rinnovo dei contratti del personale assunto a tempo determinato si pone in contrasto con la vigente normativa in materia di contenimento della spesa per tali forme flessibili di lavoro di cui all’art. 9, comma 28, del d.l. n. 78/2010;
in considerazione della durata dei contratti, l’ulteriore proroga, ponendosi in contrasto con le disposizioni di cui al d.lgs. 81/2015, è suscettibile di determinare l’attivazione, da parte degli interessati, di contenziosi finalizzati alla stabilizzazione a tempo indeterminato di tali rapporti di lavoro, con conseguenti oneri di natura strutturale;
l’importo previsto per il 2016 e 2017 per tali contratti di lavoro è crescente, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe a sei anni dal terremoto, man mano che il territorio rientra nell’ordinarietà;
da ultimo, la proposta appare settoriale e suscettibile di richieste emulative per altre situazioni emergenziali verificatesi più di recente.
Infine, non è chiaro quali siano le disponibilità di bilancio, tenuto conto che lo stesso dl 78 del 2015, in considerazione della necessità di disporre di risorse aggiuntive per il Comune dell’Aquila e i comuni del cratere, ha previsto rassegnazione di un contributo straordinario per esigenze connesse alla ricostruzione; analogamente la LS 2015, all’art. 1, comma 446 ha destinato ai citati comuni un contributo straordinario per concorrere ad assicurare l’equilibrio finanziario.
C’è una guerra politica su più fronti, dietro la vicenda della mancata proroga di 56 contratti a tempo determinato di lavoratori che per oltre 36 mesi hanno occupato settori chiave del Comune dell’Aquila.
Il sospetto, già evidente alla luce di scontri che c’erano stati tra esponenti della classe dirigente di centrosinistra, sono ora certezza dopo la clamorosa bordata scagliata dal sottosegretario all’Economia con delega alla Ricostruzione Paola De Micheli e l’altrettanto dura replica giunta oggi dal vice sindaco del capoluogo, Nicola Trifuoggi.
Una figura, quella dell’ex procuratore capo di Pescara, che sta acquisendo sempre maggior peso politico in seno a palazzo Fibbioni, anche se il numero 2 della Giunta ha subito tenuto a ribadire la sua armonia con il primo cittadino, Massimo Cialente, messa in dubbio da articoli di stampa e da rumors politici.
Eppure, appare sempre più evidente come la Giunta e il Comune in genere vedano oggi Trifuoggi come una “figura chiave”, visto che la posizione politica del sindaco a molti appare indebolita dalla recente inchiesta giudiziaria che ha coinvolto due suoi strettissimi collaboratori, il segretario generale Carlo Pirozzolo, e la dirigente Patrizia Del Principe.
Per non dire delle voci, fin qui comunque non confermate, di un altro procedimento giudiziario, stavolta direttamente nei suoi confronti, e sarebbe il primo dopo anni.
Inoltre, la spaccatura che si è creata settimane fa, sempre sul tema dei precari, tra Cialente e la senatrice Stefania Pezzopane, con cui (assieme a Giovanni Lolli) ha governato il centrosinistra dell’ultimo trentennio, si sta acuendo e alcuni strali odierni di Trifuoggi, rigorosamente senza destinatario, sono sembrati diretti proprio a lei, evidentemente non all’insaputa del sindaco.
“Non posso consigliare ai miei colleghi di Giunta di infilarsi in questo imbuto”, ha detto oggi l’ex magistrato spiegando che non vorrebbe far firmare agli altri assessori una proroga dichiarata illegittima dai dirigenti e che potrebbe causare loro denunce alla magistratura ordinaria e contabile, parlando come un vero e proprio tutore, un sindaco ombra.
Accorto, comunque, Trifuoggi ha gettato acqua sul fuoco in relazione al suo ruolo crescente.
“L’iniziativa di oggi – ha detto in riferimento alla conferenza stampa – non è mia personale, ma è stata concordata con il sindaco che non è presente solo perché è a Roma da Marchesi (Giampiero, responsabile della struttura di missione della presidenza del Consiglio sulla ricostruzione, ndr) a cercare fondi e certezze”.
“Smentisco lotte intestine nella Giunta e che io stia tramando per far cadere Cialente e sostituirlo come fosse una rivoluzione sudamericana senza fucili – ha proseguito – L’urgenza è stata determinata dalle dichiarazioni della De Micheli, per la quale la normativa consente di prorogare i contratti e i soldi ci sono, mentre se il Comune ha problemi interni il Mef non va tirato per la giacca”.
Questo in premessa, anche se non ha convinto molto i presenti: più volte Cialente ha convocato conferenze stampa ad horas di pomeriggio dopo aver battagliato a Roma la mattina, per illustrare i risultati della sua azione.
Stavolta, per un tema così delicato, non si è atteso il ritorno, ma ha parlato il vice sindaco, quindi o si fida ciecamente di Trifuoggi o forse in questa fase è meglio che parli lui.
Gli altri strali sono arrivati alla fine della conferenza stampa, sempre il relazione alla intervista della De Micheli.
“Non so se abbia rilasciato quelle dichiarazioni su input di qualcuno che, lui sì, sta tentando di far traballare questa Giunta”, ha detto il vice sindaco, e in questo i cronisti hanno visto un riferimento alla Pezzopane.
Ma l’invito affinché Trifuoggi chiarisse il bersaglio è rimasto disatteso. “Ciascuno immagini chi può avere interesse a farlo, sicuramente non sono io che ogni volta mi sono opposto quando si è parlato di possibili dimissioni – ha glissato – Quello che conta è accelerare la ricostruzione, la caduta della Giunta sarebbe un drammatico stop che non ci possiamo permettere”.
“La De Micheli poteva fare a meno di dire le cose che ha detto ieri – ha precisato – Mi sento turbato quando, per scopi personali, queste persone alla ricerca del rinnovo del rapporto di lavoro vengono illuse da qualcuno che approfitta della loro debolezza psicologica e rappresenta una situazione diversa”.
“Le dichiarazioni della sottosegretaria sono state dette per illudere e aizzare e non hanno possibilità di sbocco concreto”, ha concluso. La guerra è ufficialmente aperta.
Il Consiglio delle autonomie locali (Cal) della Regione Abruzzo ha approvato con voto unanime la trasmissione alla sezione consultiva della Corte dei conti dell’istanza del Comune dell’Aquila sulla possibilità di proroga dei 56 contratti a tempo determinato scaduti lo scorso 30 settembre.
Lo apprende AbruzzoWeb da fonti interne al governo cittadino.
Sempre da quanto si è appreso, già da domani mattina dovrebbe cominciare l’esame da parte dei giudici contabili sulla richiesta di parere.
Un passaggio decisivo perché, secondo quanto spiegato oggi dal vice sindaco, Nicola Trifuoggi, al netto di pareri e dichiarazioni del passato, l’amministrazione procederà alle proroghe solo se la Corte darà l’ok.
Se invece dirà di no o addirittura dichiarerà l’istanza inammissibile come già avvenuto in passato, il Comune si troverà nell’impasse più totale, con numerosi settori già pieni di disservizi per l’assenza di quei lavoratori e nessuna chance di tappare le falle.
INNOCENZI (CGIL): “DIFFIDA AL COMUNE, NON SPOSTI ALTRI LAVORATORI”
“Una diffida al Comune dell’Aquila affinché non sposti personale di altri settori o delle società partecipate come Abruzzo Engineering, che lavorano a supporto della ricostruzione, per andare a ricoprire i posti in sostituzione dei 56 precari rimasti senza contratto”.
A inviarla, come annunciato ad AbruzzoWeb, la sindacalista della Cgil L’Aquila Rita Innocenzi, che ha commentato duramente gli ultimi sviluppi della vicenda dei lavoratori che hanno lasciato scoperti settori chiave dell’amministrazione.
Le proroghe dopo 36 mesi a tempo determinato in deroga ai paletti del Jobs Act non sono ancora arrivate ed è in corso un’aspra battaglia politica e tecnica.
“La protesta continua, il rinnovo va fatto e non ci sono più giustificazioni, anche la Cgil nazionale non si spiega come sia possibile continuare questa storia”, sbotta la Innocenzi.
Plauso al sottosegretario all’Economia con delega alla Ricostruzione Paola De Micheli che in un’intervista ha spiegato che ci sono norme e leggi, invitando il Comune a procedere.
“La vicenda sta assumendo un carattere di illogicità, si sono succedute dichiarazioni fino all’intervista di ieri che ci ha fatto gioire – spiega la sindacalista – In altre occasioni non abbiamo avuto questo tipo di chiarezza che la De Micheli che è il sottosegretario incaricato, non uno che passa per strada”.
Strali per il vice sindaco, Nicola Trifuoggi, per il quale, come affermato in conferenza stampa, invece la proroga non si può fare, a meno che la sezione consultiva della Corte dei conti non dica sì alla richiesta di poter procedere.
“Com’è possibile che il vice sindaco faccia quel genere di dichiarazioni? Le respingiamo perché infondate – sostiene – Se intende insistere e far passare il rinnovo come un fatto illegale, citando le email relative a un decreto, quello Enti territoriali, poi approvato, sappia che è un’argomentazione assurda. Com’è arrivata questa email a Trifuoggi?”, si chiede polemicamente in conclusione.
TEMPESTA (UIL): “SI VA VERSO PROTESTE CLAMOROSE”
“La vergognosa conferenza stampa tenuta a porte chiuse dal vice sindaco, Nicola Trifuoggi, che ha fatto serrare la porta in faccia ai precari assiepati sull’uscio, inasprisce gli animi e fa salire la tensione di lavoratori con famiglie allo stremo che non hanno più soldi neanche per comprare il latte per i propri figli”.
Lo afferma in una nota il sindacalista Uil L’Aquila Simone Tempesta dopo l’incontro con la stampa di oggi in cui il vice sindaco ha sostanzialmente affermato che solo la sezione consultiva della Corte dei conti può sbloccare la proroga dei 56 lavoratori con contratto a tempo determinato da oltre 36 mesi scaduto e non rinnovato.
“Le argomentazioni apposte dal vice sindaco nella conferenza stampa del 7 ottobre sono veramente inverosimili e sconcertanti – accusa Tempesta – Si limita a elencare delle email risalenti a luglio senza tener conto della risposta all’interpello presentato dal Comune tramite l’Anci al ministero del Lavoro il 24 settembre. Parere chiesto, a dire dell’amministrazione comunale, per richiedere la proroga o il rinnovo dei contratti e che chiarisce con palmare evidenza la possibilità di farlo”.
Secondo Tempesta, “è ora di finirla con questo gioco al ribaltino dove ognuno attribuisce la responsabilità all’altro di ciò che è accaduto: asili nido chiusi, servizi amministrativi allo sbando e lavoratori, ormai, quasi alla fame”.
“Chiediamo con forza, prima che la situazione degeneri in atti di protesta clamorosi, che venga fissato un incontro tra tutti i rappresentanti istituzionali coinvolti in questa vicenda, da tenersi alla presenza dei lavoratori, al fine di fare definitiva chiarezza sulla vicenda”, conclude.
LIRIS (FI): “BASTA SCENEGGIATE! LA GIUNTA NON VUOLE I RINNOVI”
“È ora di smetterla con le sceneggiate cui stiamo assistendo da settimane sulla questione dei precari: non è più consentito alla giunta Cialente di continuare a prendere in giro i 56 ex precari del Comune e l’intera citta!”. Lo dice il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale dell’Aquila, Guido Liris.
“Il sindaco e i suoi accoliti hanno continuamente e assiduamente provato a farsi dire ‘no’ da Roma con le più svariate domande e richieste di pareri: purtroppo per loro non sono stati accontentati”.
“I Ministeri del Lavoro, della Funzione Pubblica ed infine anche il Mef (per bocca non di un usciere, bensì del sottosegretario De Micheli) hanno chiaramente confermato la piena possibilità di poter prorogare/rinnovare i contratti dei 56 ‘precari del Comune’, ribadendo quello che tutti sospettavamo da tempo, e cioè che la decisione finale fosse soltanto interna al Comune dell’Aquila”.
“Dopo la conferenza stampa di oggi del vicesindaco Trifuoggi, che, si badi bene, ha parlato al nome del sindaco e di tutta la giunta, abbiamo la consapevolezza che l’amministrazione comunale ha da tempo ‘scaricato i precari’ e che i pareri richiesti, le mail, le delibere di indirizzo, la Corte dei Conti… sono stati tutti tentativi di spostare l’attenzione e nascondere i contenuti di una decisione già presa da tempo: tradire i propri figli, dopo averli ‘sfruttati’ ed illusi, sedotti ed abbandonati”.
“A questo punto mi pongo le seguenti domande: che peso ha la posizione del Consiglio comunale che, tramite la conferenza dei capigruppo, aveva sposato completamente la causa delle proroghe/rinnovi? Che peso ha la delibera di indirizzo della giunta con la quale si manifestava la volontà di prorogare/rinnovare? Che peso hanno le rassicurazioni di sindaco e componenti della giunta se dopo settimane non ci si è spostati di una virgola rispetto al parere della dirigente Coluzzi e rispetto ad una semplice mail intercorsa tra funzionari più di 20 giorni fa?”.
“La verità è che la Giunta non rispetta il mandato politico del Consiglio, anzi, ne calpesta continuamente le volontà. La guerra tutta interna al centrosinistra (da L’Aquila a Roma) sta diventando imbarazzante: invito i rappresentanti del centrosinistra che non condividono quanto sta accadendo a prendere pubblicamente le distanze; in caso contrario verrannno considerati complici dei carnefici!”.






