L’AQUILA – Si ferma, almeno per il momento, la mobilitazione dei circa 150 lavoratori amministrativi e tecnici impiegati in appalto nella Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

Al termine del tavolo di conciliazione e raffreddamento convocato oggi in Prefettura, le organizzazioni sindacali hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione, precisando però che la protesta “non viene revocata”, ma resta congelata fino al confronto già fissato con la Regione Abruzzo per l’8 settembre.

L’incontro, convocato dopo la proclamazione dello stato di agitazione, ha visto la partecipazione di Francesco Marrelli per la Cgil, Anthony Pasqualone per la Fp Cgil, Teodoro Pace e Romeo Pasquarelli per Usb Lavoro Privato e Marcello Vivarelli per Fesica-Confsal. Per la Regione Abruzzo era presente Ebron D’Aristotile, mentre per la Asl 1 ha partecipato il direttore amministrativo Dino Piccari, insieme ai rappresentanti del raggruppamento temporaneo di imprese Biblos Società Cooperativa Sociale Universitaria, Vigilantes Group Srl e Az Solution.

Al tavolo ha preso parte anche il consigliere regionale aquilano del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci. All’esterno della Prefettura, invece, una delegazione di una trentina di lavoratrici e lavoratori ha seguito l’esito dell’incontro insieme al consigliere comunale dell’Aquila Paolo Romano.

Al centro della vertenza c’è la richiesta di avviare il percorso di internalizzazione dei lavoratori attualmente impiegati nei servizi amministrativi e tecnici esternalizzati.

Durante il confronto è stata ribadita la piena applicabilità delle disposizioni previste dall’ultima Legge di Bilancio, che consentono alle aziende sanitarie di procedere all’assorbimento diretto del personale tecnico-amministrativo esternalizzato attraverso procedure selettive dedicate.

La direzione della Asl 1 ha espresso disponibilità ad avviare un percorso di internalizzazione e a partecipare a un tavolo di confronto, sottolineando tuttavia che la definizione dei tetti di spesa per il personale rientra nelle competenze della Regione Abruzzo.

È stato D’Aristotile, in rappresentanza della Regione, a confermare la convocazione per l’8 settembre di un tavolo tecnico-politico-sindacale per esaminare le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali.

Tra gli obiettivi indicati figurano la tutela dei livelli occupazionali e salariali, il superamento delle differenze retributive a parità di mansioni e la verifica della possibilità di trasferire risorse dal capitolo “Beni e servizi” al costo del personale, adeguando il Piano triennale dei fabbisogni di personale per consentire l’attivazione di procedure selettive riservate.

I sindacati parlano di un primo risultato ottenuto grazie alla mobilitazione, ma avvertono che le rassicurazioni non sono sufficienti.

“Lo stato di agitazione non viene revocato, ma rimane temporaneamente congelato in attesa di atti formali concreti”, si legge nella nota diffusa al termine dell’incontro.

“Questo costituisce un primo grande risultato della mobilitazione di lavoratrici e lavoratori, ma non bastano le rassicurazioni verbali”, sottolineano Marrelli, Pasqualone, Pace, Pasquarelli e Vivarelli, che aggiungono: “I lavoratori e le lavoratrici attendono risposte da oltre 15 anni e pretendono la certezza di un percorso di internalizzazione chiaro, con tempi e modalità definiti”.

I rappresentanti di Cgil, Fp Cgil, Usb Lavoro Privato e Fesica-Confsal assicurano infine che “monitoreremo giorno per giorno il rispetto degli impegni presi oggi e restiamo in attesa della convocazione del Tavolo di confronto a tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”.